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IL SEGRETO DI PULCINELLA


Teatro Tordinona 7 Ottobre 2013 “IL SEGRETO DI PULCINELLA”
di Luigi Passarelli
Con m.r.
Regia di Marianna Galloni
Pulcinella è solo con la sua chitarra. Si tratta di un pulcinella che non sa fare niente. Se ne sta a rimuginare sul passato, sul presente e stancamente si concede allo spettacolo. Gli manca qualcosa, quel puntino di luce bianca che lo fa essere se stesso e completo. Lo andrà a cercare sentendo che sta per tornare da lui abbandonando la scena.
ottobre 14, 2013
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PIETRO TORNA INDIETRO


Teatro Tordinona 5 Ottobre 2013 “PIETRO TORNA INDIETRO”
di Massimiliano Perrotta
Con Roberto Pensa e Luca Di Gennaro
Regia dell’A.
Un vecchio siciliano regala al nipotino la bacchetta magica.
ottobre 14, 2013
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Il cavatappi


Teatro Tordinona 5 Ottobre 2013 “IL CAVATAPPI”
di Daria D.
Con Laura Marconi Rivera e Mario Lucarelli
Regia dell’A.
Un uomo, una donna, l’incapacità di comunicare. Una bottiglia di vino potrebbe fare la differenza, ma…
ottobre 14, 2013
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IL TEMPO DELLE NUVOLE



Teatro Tordinona 5 Ottobre 2013 “IL TEMPO DELLE NUVOLE”
di Antonio Tramontano
Con Annapaola Giannattasio
Regia dell’A.
Il testo nasce dopo un lungo confronto con l’attrice, di soli quattordici anni al momento della stesura, per raccontare uno spaccato sul complicato mondo dell’adolescenza. I testi delle canzoni sono frammenti di pezzi inediti, scritti dall’attrice stessa.
ottobre 14, 2013
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UNA HISTOIRE D’AMOUR


Teatro Tordinona 5 Ottobre 2013 “UNA HISTOIRE D’AMOUR”
di Anna Hurkmans
Con Gaia Bellunato
Regia dell’A.
Madame Sabatier, la cui fama è interamente del grande poeta Charles Baudelaire, che in “Les Fleurs du Mal” dedicò non meno di sei poesie alla bella Apollonie. Egli la corteggiò per più di 2 anni anonimamente, inviandole periodicamente un suo componimento poetico. Per una di queste poesie venne accusato di oscenità. Pregò allora la Sabatier di intervenire a suo favore presso il tribunale. E lei fece un appassionata apologia del poeta di cui si era nel frattempo profondamente innamorata. Nel monologo la Sabatier scrive alla sorellina, appena andata in sposa, svelandole come era finita quella che sembrava annunciarci come una romanticissima storia d’amore.
ottobre 14, 2013
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I LEONI NON SI ABBRACCIANO


Teatro Tordinona 2 Ottobre 2013 “I LEONI NON SI ABBRACCIANO”
di Stella Saccà
Interpretazione e regia di Paolo Floris e Daniele Mariani
Leo e Buf si ritrovano, complici le loro scelte di vita e il destino, nello stesso luogo e nello stesso momento, che coincide con la vigilia più importante della loro vita. Non sono amici e non si erano mai incontrati prima. Ma lì, soli, l’uno con l’altro, in questo luogo libero da dimensione spazio temporale definita, assaporeranno il piacere della condivisione e dell’amicizia per la prima volta.
ottobre 14, 2013
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Lui e Lei



Teatro Tordinona 2 Ottobre 2013 “LUI E LEI”
di Liliana Paganini
Con Patrizia Graziano
Regia dell’A.
Adele, una mamma che vive in una cittadina di provincia, è seduta nel suo giardino, lavorando all’uncinetto, parla da sola di lui e lei…
ottobre 14, 2013
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Il sogno di Irina



Teatro Tordinona 2 Ottobre 2013 “IL SOGNO DI IRINA”
di Anna Cantagallo
Con Natalia Simonova
Regia di Alessandro Iori
Irina, badante di una Signora, è un'ex ballerina del Bolshoi. Ricorda la sua vita e quella delle sue sorelle: Katuna, medico, e Sonia, fisico.
ottobre 14, 2013
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Catarina Lanz


Teatro Tordinona 2 Ottobre 2013 “CATARINA LANZ”
di Renato Giordano
Con Nunzia Plastino
Regia dell’A.
Catarina Lanz è l’eroina del popolo Ladino. Nel 1797 la ragazza di San Vigilio di Marebbe blocca l’avanzata delle truppe francesi di Napoleone in Tirolo salendo sul muretto del cimitero di Spinga, con una forca in mano e così dando coraggio agli schutzen per respingere l’invasore. Nel testo Catarina, anni dopo, confessa il suo gesto al parroco in confessionale, e pur nel timore di non aver fatto una cosa giusta rivendica l’importanza della difesa delle tradizioni di un popolo.
ottobre 14, 2013
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Schegge d'Autore presentazione


Il Sindacato Nazionale Autonomo degli Autori Drammatici e Radio Televisivi fondato nel 1945 PRESENTA “SCHEGGE D’AUTORE” IL FESTIVAL DELLA DRAMMATURGIA ITALIANA
Il Festival, organizzato dal Sindacato Nazionale Autori Drammatici (SNAD) e dedicato ai nuovi autori teatrali italiani, propone una selezione di opere divise in tre sezioni: CORTI TEATRALI, MONOLOGHI e ATTI UNICI.
A cura di Renato Giordano
APRE E CHIUDE IL CONTEST IL CORTO INEDITO FUORI CONCORSO DEDICATO ALL’EROINA “CATARINA LANZ”, DI RENATO GIORDANO
2-9 Ottobre, Teatro Tordinona, Roma. Al via la XIII edizione di “Schegge d’Autore”, il Festival che propone una selezione di talentuosi autori teatrali e si configura come l’unico contest dedicato alla nuova drammaturgia italiana. L’atteso appuntamento torna dal 2 al 9 ottobre al Teatro Tordinona di Roma, sotto la Direzione Artistica di Renato Giordano. SCHEGGE D’AUTORE si configura come un immancabile appuntamento annuale nel panorama italiano, dedicato alle nuove tendenze della scrittura teatrale. Un Festival coinvolgente, ma anche un osservatorio sulla vitalità del teatro e le sue continue evoluzioni. Ideato da Renato Giordano, direttore artistico fin dalla prima edizione, il “Festival della Drammaturgia italiana contemporanea” SCHEGGE D’AUTORE è il solo esistente nel nostro paese. In tredici anni di festival sono andati in scena circa 600 nuovi testi di Autori italiani. Un evento unico, dove la scrittura drammaturgica è protagonista, in un paese in cui per i nuovi autori è sempre più difficile andare in scena. Lo storico Teatro Tordinona punta i riflettori sui nuovi drammaturghi italiani in una intensa settimana di rappresentazioni. Il Festival si apre mercoledì 2 ottobre, alle ore 21, presentando in anteprima assoluta un corto teatrale fuori concorso dal titolo “Catarina Lanz”, scritto e diretto da Renato Giordano. Per la prima volta un testo teatrale ripercorre le gesta di un personaggio storico come Catarina Lanz, l’eroina tirolese che armata di un solo forcone bloccò l’avanzata delle truppe napoleoniche che stavano invadendo la Val Pusteria, infondendo coraggio agli schutzen per respingere gli invasori. Il festival “Schegge d’autore” presenterà una selezione di 15 autori teatrali provenienti dalle varie regioni d’Italia e non solo, che porteranno in scena e in replica le loro opere.
ottobre 14, 2013
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Eco



La Pelanda 11 settembre 2013 “Eco” è «un paesaggio in cui convivono diversi dispositivi di percezione», al confine tra la performance e l’installazione, creato dal gruppo di ricerca artistica Opera. Apre squarci sul tema del movimento, del riflesso e della percezione.
Cura della visione e regia: Vincenzo Schino
Performer: Marta Bichisao
Video: Gaetano Liberti
Scenotecnica: Emiliano Austeri
Suono: Federico Ortica
Realizzazione marionetta: Gigi Ottolino
Cura del progetto: Marco Betti
Produzione: Opera e Teatro di Roma Entriamo in un ambiente buio, dal quale emerge uno specchio d’acqua. Sulla superficie, si affaccendano volti videoproiettati. Come se persone accanto a noi si sporgessero oltre il bordo, cosa che noi spettatori non osiamo fare. Ognuno di essi sosta, si contempla e si scopre. Qualcuno, intimidito, sembra non riconoscersi nell’immagine che vede; qualcun altro è orgoglioso di ciò che lo specchio rimanda. Ma che un’immagine è per forza un simulacro ce lo ricorda una goccia d’acqua che, seguendo il suo corso di caduta, increspa la superficie e segna il tempo con il suono dell’impatto.
Mentre i volti continuano ad apparire, si illumina un’altra porzione di ambiente, questa volta in alto. Ciò che vediamo è un corpo stilizzato, primordiale, semplici linee di ferro intrecciate tra loro. L’oggetto, sospeso nell’aria, è attaccato a dei fili e sembra essere mosso dall’alto, come una marionetta. I movimenti si susseguono con ritmo diverso, accompagnati dalla musica. A volte esplodono e sembra che il corpo voglia liberarsi dei fili per nuotare in mare aperto. Quelle che vediamo sono le nostre possibilità di movimento e interazione con lo spazio.
Qualche spettatore si avvicina alla struttura sottostante la marionetta: delle porte accostate circolarmente che delimitano un ambiente interno, visibile attraverso gli spioncini. La descrizione di Eco recitava: «il tempo di sosta e il punto di vista saranno scelti liberamente da ogni visitatore che attraversa lo spazio». Non esiste un unico modo di esperire l’installazione, ogni spettatore è rimandato a se stesso; eppure quella che si forma immediatamente è una micro comunità nella quale ognuno si avvale dei suggerimenti e dei segnali mandati dagli altri.
Guardo anch’io dallo spioncino e vedo delle ombre che sembrano passarmi davanti. Poco dopo, l’ambiente delimitato dalle porte si illumina. Guardo di nuovo dentro: c’è una persona stesa, e ci rendiamo conto che i fili della marionetta sono legati a lei. Dunque il corpo reale e quello artefatto si muovono specularmente, l’uno dipendente dall’altro, l’uno eco, appendice dell’altro. L’interpretazione del rapporto tra i due può essere molteplice, ma indubbiamente sussiste una simbiosi, una ricerca, fino ad arrivare al punto in cui la mano di carne ed ossa e quella di ferro si sfiorano.
La struttura delle porte e la marionetta piombano nel buio. La luce ora è di nuovo sullo specchio d’acqua, dove però non appaiono più i volti, ma il fondale di sabbia. Forse ora sarebbe il turno dello spettatore di sporgersi oltre il bordo, ma la performance è finita, e uno dopo l’altro usciamo dalla stanza.
ottobre 10, 2013
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Ex Amleto



Teatro Lo Spazio 4 Ottobre 2013 “Ex Amleto” di William Shakespeare scritto e diretto da Roberto Herlitzka. Un "one man show" di un grande attore, che si misura con uno dei più classici testi teatrali. Herlitzka - Amleto è solo davanti a se stesso come attore, mentre nello specchio rappresentativo in cui si riflette, la morte e il teatro adescano la disperazione di dire, dire ancora prima che tutto il resto sia silenzio. Amleto è solo, i suoi interlocutori restano invisibili fisicamente per materializzarsi nella voce e nel corpo di Herlitzka. Amleto è solo, i suoi interlocutori restano invisibili fisicamente per materializzarsi nella voce e nel corpo di Herlitzka. Amleto padre, la regina, Re Claudio, il becchino, giocano un sabba infinito nell’interpretazione di un unico spirito, perché le anime di Amleto sono infinite, almeno quante sono le anime del capolavoro di Shakespeare. Quando anni fa Eimuntas Nekrošius fece interpretare l’Amleto a una rockstar lituana, voleva sottolineare come l’età anagrafica del Principe di Danimarca fosse quella di un giovane, e che spesso in teatro era erroneamente interpretato da anziani capocomici o mattatori della scena giunti ormai all’apice della carriera. Roberto Herlitzka, classe 1937, ribalta questa prospettiva e scrive un monologo sull’Amleto, quasi per prendersi una rivincita, non avendo, paradossalmente, mai interpretato il personaggio shakespeariano in cinquant’anni di onorata carriera sui palcoscenici. Già il titolo sta a indicare una condizione postuma, l’impossibilità, per raggiunti limiti d’età di calcare veramente le gesta del Principe di Elsinore. Ma Herlitzka compie anche una ricerca di quelli che sono gli elementi di senilità nell’animo del pur giovane Amleto, già temprato, e messo alla prova, dalla vita. Ex Amleto è un gioco teatrale che vede un grande protagonista del teatro classico in un contesto da teatro di ricerca, mettendo insieme così tradizione e avanguardia, a sottolineare come le distinzioni tra categorie siano in realtà fasulle. Il teatro è teatro e basta. Herlitzka calca, e riempie da solo la scena, da grandissimo mattatore, reggendo un lunghissimo monologo, di oltre un’ora e mezza, e rendendolo con grande intensità. In luogo dei grandi spazi e delle scenografie sontuose, lo spettacolo è messo in scena in uno spazio vuoto, per una piccola platea di un teatro raccolto. La scenografia consta semplicemente di una sedia e di un teschio appoggiato per terra, secondo i dettami del teatro povero grotowskiano. A parte le sottolineature con l’uso di luci colorate, per i momenti topici come l’”essere o non essere”, tutto si basa sulla capacità di suggestione dell’attore. Sono evocati gli altri personaggi dell’opera e gli oggetti. Persino la spada del duello finale non c’è, almeno fisicamente, sulla scena. E gli oggetti possono assumere varie sembianze, un cerchio di legno con un’impugnatura, vuoto al suo interno, può diventare una grande lente d’ingrandimento o uno specchio. Ex Amleto è una decostruzione del testo shakespeariano, un’operazione su di esso, al pari di quelle fatte da Heiner Müller o Carmelo Bene. E’ un’opera cerebrale, un flusso di coscienza ininterrotto, incentrato sulla follia. In questo contesto assume grande importanza il discorso metateatrale, già presente nell’opera del Bardo con la recita inscenata da Amleto per smascherare il re. Ma è anche uno spettacolo dove ha grande spazio l’ironia. Herlitzka si diverte a giocare sui cliché dell’iconografia di Amleto, lasciando il teschio di Yorick appoggiato a terra per tutto il tempo dello spettacolo, o con la battuta «Rosencrantz e Guildenstern non sono morti».
ottobre 10, 2013
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