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19/CIRCE


22 gennaio 2021 - Teatro Tordinona 
LUCE SUL PROSCENIO 

9/CIRCE 

di Giulia Gallo 
con Giorgio Consoli e Giulia Gallo 
regia di Giulia Gallo 

19/Circe è un testo ispirato al mito di Circe. Un viaggio oltre i confini della connotazione Omerica; la donna prende voce, in un tempo non definito, tra sogno e realtà. Il mito si racconta, mostrando la sua parte più nascosta. Tre prospettive diverse, un flusso di coscienza travolgente, senza sosta: parole, immagini, suoni. L'opera è una contemporanea interpretazione della "maga dai bei capelli ricci e dalla voce umana" che utilizza contaminazioni passate, come la Circe di Julia Augusta Webster, come i versi di Margaret Atwood; le citazioni si fondono nel monologo di Giulia Gallo, per dare voce ad una nuova originale e moderna Circe.
23.1.21
 

Vai a rubare a SanNicola!

 20 gennaio 2021 Teatro Tordinona

Per la Rassegna Luce sul Proscenio

“VAI A RUBARE A SAN NICOLA!” 

Di ANNA PISCOPO
20.1.21
 

RADIO P - A che Santo votarsi



31 dicembre 2020 alle ore 22,30 

RADIO P - A che Santo votarsi

Di e con
Giovanni Greco
Gianluca Riggi
Maria Cristina Zerbino

e la partecipazione straordinaria di
Flavio Ciancio
Auro Cardillo
Raffaele Palmieri

30.12.20
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Play. Laboratorio gratuito con Sandro Mabellini



PLAY

Laboratorio gratuito da remoto condotto da Sandro Mabellini

su un testo di Caroline Baglioni

Il laboratorio, condotto da Sandro Mabellini, e organizzato in collaborazione con Beat 72/e-p (www.e-performance.tv), prevede il coinvolgimento di un gruppo di attori in un percorso di analisi ed interpretazione del testo PLAY, di Caroline Baglioni. La formula da remoto imposta dalla contingenza, non sarà un limite al lavoro, ma una sua definizione; il tema del testo è infatti un provino fra un regista ed un’attrice, diventa quindi più che plausibile di questi tempi che un provino avvenga tramite un canale non fisico ma virtuale. Il fatto di togliere il corpo non significa amputare l’azione di un attore; significa anzi amplificarne la portata, e far venire alla luce più piani di realtà e di finzione.




21.11.20
 

SALOMÈ


Teatro Tordinona 26 settembre 2020
“SALOMÈ” concerto
Con Rebecca Lou Guerra
costumi Paolo Milani e coreografie Micha Mitchiko.
Salomè è un Concerto Teatrale in cui il pianista suona dei brani da concerto nei panni di Salomè. Una finzione in cui il pianista si trasforma in un personaggio biblico e arricchisce la sua musica con le belle pagine della nota opera di Wilde: “Salomè”. Una finzione in cui il pianista si trasforma in un personaggio, o meglio, in cui un personaggio famoso diventa pianista e suona per il pubblico mentre ci racconta qualcosa di sé fra un brano e l’altro. E così, Salomè, parla con la musica e le sue stesse parole sono musica: profumate e intriganti ma senza un significato preciso. O meglio, con un significato che cambia a seconda dell’interpretazione di chi l’ascolta. Salomè fa poesia mentre descrive le cose belle e spaventa quando dice cose terribili. E poi suona... e con la musica esprime quel suo ammasso di sentimenti variabili e confusi ma sempre molto intensi. E noi leggiamo il dolore di Salomè in una Ballata, il suo struggimento in un Notturno, il suo complotto nella polifonia perfetta di Bach, la sua eccitazione in uno studio virtuoso, le parole di Iokanaan nella ‘Prima comunione della Vergine’ di Messiaen. Attraverso questa musica parla il carattere contraddittorio di Salomè che è ricco come la bella musica. Forse troppo ricco per essere veramente apprezzato, troppo ricco per essere sempre credibile, troppo ricco per essere solamente bello. E infatti Salomè non è di certo un personaggio amabile ma sicuramente è un personaggio pieno e sempre terribilmente sincero: nell’amore, nell’odio, nella morte. Salomè incarna la tragicità di possedere il volto delle mille ombre dei sentimenti. È per questo che non può vivere ma può regalarci la sua bellissima contraddizione che serve ancora una volta a farci capire che un’unica realtà non esiste e che è un bene.
28.9.20
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TUNNEL 82/83



Dall'archivio Storico del Beat72
TUNNEL 82/83
Al Traforo Umberto I di via Nazionale a Roma:
Prima Festa Pubblica di Capodanno
promossa da Renato Nicolini, Assessore alla Cultura del Comune di Roma
organizzata da Beat72, Il Male, Ass. Cult. Canale Zero

Traforo Umberto I, Roma
31 dicembre 1982 -1 gennaio 1983
13.4.20
 

Al suo poeta Peppe er tosto



Dall'archivio storico del Beat72
Al suo poeta Peppe er tosto 
Regia di Simone Carella
13.4.20
 

SONO PARTITA DI SERA


Off/Off Theatre 4 Marzo 2020
SONO PARTITA DI SERA
OMAGGIO A GABRIELLA FERRI
di Betta Cianchini con Valentina De Giovanni regia Camilla Piccioni chitarra Gabriele Elliott Parrini
“Pasolini mangiava qui sotto. Com’era? Il grugno più bello del mondo. Mi guardava e non mi diceva niente. Io passavo, lo guardavo e tiravo dritta. La Magnani sempre il cappottello e una pacca sulla spalla. Gli occhi scintillavano. Fellini mi voleva al Circo. Mina mi passava a prendere sulla Tuscolana”. “Sono partita di sera” è una storia “lieve, lieve”, come l’anima della donna che la racconta. Una storia su una Roma che non c’è più. Non c’è più come la voce della più grande artista romana di tutti i tempi: Gabriella Ferri. Un tributo a colei che con la sua storia ha reso immortali le storie di tanti. La voce dei romani è un riconosciuto ed indiscutibile valore per la città e per la sua tradizione, che travalica i confini capitolini e si rinnova, ogni qualvolta che un’artista decide di omaggiarne la memoria. Gabriella Ferri rivive così grazie alla talentuosa interpretazione di Valentina De Giovanni che, in un duetto chitarra e voce, consuma i ricordi una vita non facile ma restituita al pubblico con la leggerezza di un sorriso. La storia della donna e dell’artista viene sussurrata sullo sfondo di una Roma verace, a cui manca la sua anima più bella: Gabriella!
12.3.20
 

Monologo della buona madre


Teatro Torlonia 28 Febbraio 2020
Monologo della buona madre
di e con Lea Barletti, una produzione e regia Barletti/Waas, sulle musiche originali e sound design di Luca Canciello, e con la partecipazione in scena di Werner Waas.
Monologo della buona madre è una confessione, una confessione in pubblico. Una confessione e un’ammissione di incapacità. Incapacità di vivere tout court, forse, o comunque incapacità di vivere al di fuori dello sguardo dell’altro. Ed è l’ammissione di quanto proprio la ricerca, nello sguardo altrui, di una sorta di permesso d’esistere, possa essere il motivo per cui si va in scena. Roma -Dunque, non si tratta solo di una donna, di una madre, che ha sempre voluto essere amata, ma anche di un’attrice, e del motivo profondo del suo agire in scena. Monologo della buona madre è la storia di un corpo a corpo: un corpo a corpo di una donna con se stessa ed il proprio corpo, con la propria coscienza, con il proprio ruolo di madre, con i figli, con l’immagine di sé, con i propri modelli, con le proprie aspettative, con la propria inadeguatezza, con la propria fallibilità, con la propria creatività, con il tempo, con la vita, con la lingua, con l’amore. Una donna, da sola in scena. Seduta in mezzo alla gente, al pubblico. Inizia il suo discorso dichiarando la propria intenzione di andarsene. Non se ne andrà, perché non c’è vita, per lei, come persona e come attrice, al di fuori dello sguardo altrui. Perché non c’è mondo se non quello che si crea nel discorso tra simili, e il teatro è questo discorso, come bene avevano capito i greci. Il mondo, la vita, è quello che succede tra le persone mentre si parlano: quello che succede tra l’attore e lo spettatore. Il mondo è qui, è adesso, è il teatro.
12.3.20
 

UN'ORA D TEMPO


Teatro Tordinona 1 Marzo 2020
TUTTINSCENA presenta
"UN'ORA DI TEMPO"
di James Valley
Con: Luna Deferrari Annalisa Consolo Giulia Rossini Francesco Di Raimondo Vittorio Stumpo Chiara Buttiglione Tommaso Melucco Nicola di Foggia
Regia di Paolo Scotti
Direttore di scena: Cosmin Avasilcai Luci e Musiche: Paolo Macioci
Sette persone chiuse in una stanza, alle prese con una scelta fatale. E un' ora di tempo per scegliere. Un bruciante thriller "in tempo reale" (l'ora della scelta è la stessa dello spettacolo) alla fine del quale nessuno sarà più com'era prima che l'orologio cominciasse a battere.
3.3.20
 

AMOR PER ME


Teatro Tordinona 16 Febbraio 2020
AMOR PER ME
scritto e diretto da Luca Milesi, con Luca Milesi, Maria Concetta Liotta e Domizia D’Amico. Assistente alla regia Francesco Sotgiu Ufficio stampa Rocchina Ceglia
Chi non ha mai invocato l’amore su sé stesso almeno una volta nella vita? Chi non ha mai provato a leggerne il nome al contrario, colto dal fascino del risultato? Tanta dolcezza del resto non può che specchiarsi nella bellezza della città che chiamiamo Amor, evocandola da destra a sinistra. E chi non ha mai immaginato, in questa vita, quanto amore potrebbe domandare – magari senza essere ascoltato – al principio dell’altra? Chissà! Qualcuno invece si è chiesto a chi l’Eterno Padre potrebbe affidare il compito di consolare i tristi naviganti del mare del trapasso, accogliendoli in un porto sicuro al termine della traversata offerta da Caronte e la sua ditta. Ecco. Prendete un uomo, uno qualunque, che magari l’ultima notte della sua vita se l’è passata da solo dimenticato in un ospedale e che è appena arrivato di là. Poi prendete l’anima di un clown e immaginate che stia lì anche lui, intento a rinfrescare la memoria degli ultimi arrivati riproducendo ciò che hanno fatto agli altri fino a ieri. E infine aggiungete lei, “Amor” se letta da destra, nell’atto di consolare l’inconsolabile imbarazzo che tutti coglie nel comprendere – tardi! – gli effetti sul prossimo delle nostre cattive condotte. Questa è AMOR PER ME. Una storia ambientata sulla soglia del Mondo di Là. Tragicomica come lo è in fondo la Vita. Una storia che potrebbe tranquillamente finire a schiaffi – tutti però nella stessa direzione – con una bocciatura ed il rimpatrio forzato di Qua.
28.2.20
 

BACK TO BECKETT


Teatro Basilica 20 febbraio 2020
Francesca Benedetti in
BACK TO BECKETT
(Molloy - Malone muore - L'innominabile)
lettura-spettacolo
traduzione Aldo Tagliaferri
drammaturgia Francesco Tozzi
regia Marco Carniti
e con Dario Guidi
Progetto scenico di Marco Carniti
Musiche di David Barittoni
Aiuto regia Francesco Lonano
Samuel Beckett è noto in tutto il mondo per i suoi testi teatrali, ma pochi conoscono la sua carriera di romanziere. Tra il 1951 e il 1953 l'autore dette vita a tre romanzi, che vengono definiti (contro la volontà dello scrittore) una trilogia: Molloy, Malone muore e L'innominabile. Dai tre romanzi ho tratto un copione monologante, dove l'essere che parla, porta in scene le mille sfaccettature che si dipanano lungo la narrazione; un essere che a tratti è solo, a tratti è accompagnato da un'altra presenza, enigmatica, indefinibile, a fuoco nella propria indeterminatezza. La mia drammaturgia affida a un'unica voce la narrazione dei tre mondi creati dall'autore irlandese: chiuso in un mondo chiuso, un essere umano attende, parla, ricorda, si interroga. Un Autore degno di questo nome, del resto, non è altro che un uomo. E un uomo non è altro che un essere che cerca per tutta la vita la stessa cosa. Un omaggio non soltanto a un'opera ma allo spirito di Beckett, al suo lavoro e al suo mondo, un viaggio alla scoperta delle sue pagine meno note ma non per questo meno efficaci e meravigliose. Francesco Tozzi
Beckett è Storia. Beckett è rivoluzione. Beckett é pensiero sintetico, scrittura asciutta, riflessiva e disegna ancora oggi, profondi solchi nella sabbia del nostro 'capire', ridefinendo la posizione dell'uomo in rapporto allo spazio e al tempo. Sposta l'obbiettivo all'interno di noi. Nessuno escluso. Grazie all' incontro con il drammaturgo Francesco Tozzi abbiamo potuto creare un percorso che attraversa i tre ROMANZI (Malone Muore, Molloy, Innominabile) alternato a frammenti dal TEATRO. Un monologo che fa protagonista la voce stessa dell'autore nel suo percorso di scrittura. Uno studio che dimostra come la parola in Beckett romanziere mantiene sempre una forza e una vitalità teatrale.
L'incontro Beckett/Benedetti é un corto circuito, un binomio potente come Beckett esige. Come una Winnie dei 'GIORNI FELICI' fatta uomo, imprigionato nel suo destino, ripercorre con ironica allucinazione la linea poetica ed esistenziale della scrittura beckettiana. Un Beckett disperato e divertente che con un turbine di parole ci travolge per poi lanciarci nello spazio oltre il tempo dove tutto é possibile. Impone l 'azione contro l'inerzia dell'uomo che di fronte al destino, perduto, non coglie gli stimoli che la vita offre. Un testo spirituale e poetico che un'incandescente Beckett/Benedetti evoca come un urlo di urgenza alla vita. Una sfida per l'uomo di esistere ad ogni costo. Il supporto di Dario Guidi e delle atmosfere sonore di David Barittoni rinchiudono l'attore in un labirinto spaziale e sonoro da rituale dantesco. Marco Carniti
28.2.20
 
 
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