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LA FABBRICA DELL’ATTORE 50 ANNI DI (R)ESISTENZA

Teatro Vascello 4 Ottobre 2024

LA FABBRICA DELL’ATTORE 50 ANNI DI (R)ESISTENZA

Dal teatro nelle cantine degli anni ’70 al Teatro Vascello, 50 anni della nostra storia e della nostra vita, sospesi fra immaginazione e realtà.

progetto, drammaturgia e regia Manuela Kustermann
con la collaborazione di Gaia Benassi
Con Manuela Kustermann, Massimo Fedele, Gaia Benassi, Paolo Lorimer
e con la voce di Alkis Zanis

Cura delle immagini e luci Paride Donatelli – cura del suono Filippo Lilli
produzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello

Uno spettacolo immersivo di immagini, video, luci, musiche, ricordi e aneddoti per celebrare il cinquantesimo anniversario della compagnia La Fabbrica dell’attore e rivivere insieme le atmosfere magiche di spettacoli che hanno segnato un’epoca.

Ripercorreremo le nostre prime esperienze teatrali, nate con i fermenti sociali e i movimenti giovanili degli anni ’60 e ’70. A problemi concreti, reali, quotidiani, vissuti come esperienze aggreganti, dove attorno a Giancarlo Nanni e a Manuela Kustermann si forma un gruppo di lavoro che spazia fra teatro, cinema, danza, musica e arti visive. Sono anni di grandi fermenti culturali e la compagnia viene ben presto considerata un punto di riferimento importante nella rivoluzione artistica di quegli anni. Dal suo lavoro, segnato da spettacoli significativi per l’immaginario giovanile e non solo, nascono produzioni storiche come A come Alice, Risveglio di primavera, L’imperatore della Cina, che segnano la nascita di un movimento teatrale che privilegia l’immagine rispetto alla parola e che sarà conosciuto come scuola romana. All’interno del gruppo si formano registi e artisti come Memè Perlini, Giuliano Vasilicò, Pippo Di Marca, Valentino Orfeo, Massimo Fedele, Dominot.

Quindi sarà uno spettacolo evento, ricorderemo gli spettacoli realizzati al Teatro La Fede (le cantine romane degli anni ’60 e ’70) fino al Teatro Vascello; 50 anni e più della nostra storia e della nostra vita, sospesi fra fantasia e realtà. Un tempo unico, irripetibile, un incrocio di energie artistiche esplosive e straordinarie, tuttora fondamenta presenti in ogni spettacolo di ricerca. Molti di quei protagonisti di allora non ci sono più, ma quella luce si riverbera ancora oggi per illuminarci.

Dedicato a Giancarlo Nanni e a tutti gli artisti che hanno fatto parte della nostra avventura

Il 4 ottobre dalle 14,30 al Teatro Vascello insieme a Lega Cooperative presenteremo un convegno studio su Cooperazione e Teatro: una storia al futuro 1974-2024, con incontri, approfondimenti, studi e tavola rotonda.

16.10.24
 

Amici, vizi e fragilità




Teatro Tordinona 15 Seetmbre 2024

Amici, vizi e fragilità
diretta da Gianni Iovine una storia di "vizi e fragilità umane" dalle quali forse nessuno è mai veramente al sicuro, declinata sui toni della commedia agrodolce
16.10.24
 

Escape room

Teatro Tordinona 11 settembre 2024

Escape Room- una commedia horror ma non troppo

 Regia di Fabrizio Indagati e Diletta Maria D'Ascanio

Testo di Fabrizio Indagati e Gaia Courrier

Con Diletta Maria D'Ascanio, Fabrizio Ginocchi, Davide Indagati, Fabrizio Indagati, Agnese Licenziati, Eleonora Zagaglia

Cosa potrebbe accadere ad un gruppo di sconosciuti messi alla prova in uno spazio chiuso?
Quattro giovani concorrenti vengono invitati a partecipare in anteprima ad una nuova Escape Room, per testarne il funzionamento. Una volta dentro, si ritroveranno alle prese con un demone che infesta la stanza.
Per uscire avranno un’ora di tempo e dovranno interfacciarsi con le “spaventose” prove messe in atto dalla Dott.ssa Poltergeist e dal suo impacciato assistente-attore Jimmy.
Attraverso una serie di sfortunati eventi ed esilaranti equivoci, si darà vita a quella che si potrebbe definire "...una commedia horror ma non troppo”.

NOTE:
Un giorno, alcuni membri della nostra compagnia hanno partecipato ad un’escape room a tema horror.
Ci siamo subito resi conto che potesse essere un gioco interessante e ricco di spunti, perfetto per poter ideare qualcosa di diverso. Sorprese continue, colpi di scena inaspettati e suspense a volontà... Un contenitore con tanti ingredienti che, mescolati a dovere, avrebbero potuto ricreare una ricetta stuzzicante.
Abbiamo volutamente attinto a degli stereotipi del genere horror, per ricreare dei personaggi che chiunque di noi, da spettatore, avesse riconosciuto almeno una volta. Un codice che secondo noi si presta perfettamente a situazioni facilmente rovesciabili in chiave comica.

16.10.24
 

Ontogenesi


Biblioteca Elsa Morante 7 settembre 2024
Marcello Sambati
Ontogenesi_Il passo viandante

Essere in faccia alla natura e non agli uomini, è l’unica disciplina. Di fronte alla natura inerte l’unica risorsa è pensare.
Simon Weil

Voce e parola sospesa nel fallimento dell’intelligenza, atto disperato del sentire e del sapere davanti all’incerta apparizione del Possibile, del mistero della differenza nella figura della separazione.

La realtà non è tutta nell’intelligenza dell’umano – proprio ciò che ad essa sfugge ne decreta l’oltraggio e il fallimento. C’è un tempo in cui bisogna fermarsi per rinascere.

Pensiero del giardino della terra, perlustrazione dei suoi mondi, ascolto delle sue lingue mute, fino ai silenzi analogici dell’inorganico e dell’immateriale – polvere, pietra, gelo-visioni, sentimenti, illuminazioni. “Noi” come categoria biologica-immaginaria in un teatro di mondi.

Siamo tutti membri della comunità biotica della terra, ogni forma di vita, stupefatta della sua stessa possibilità di essere, è nella nostra stessa vita. Sui nostri sentieri e, ancora per poco, ai nostri orizzonti.

Solstizio d’inverno, cielo stellato. Intorno i moniti
della notte, dove cresce la pianta del più niente, a ricordarci
il suo sempre tornare, come un perdono prima della fine.

A cura di Marcello Sambati. Due serate dedicate all’esplorazione di mondi e tecniche
dell’immaginario, unico fenomeno umano in grado di contrastare efficacemente l’ormai
inarrestabile assedio della tecnica e dell’artificio. Solo opere fantastiche possono contrapporsi ai prodotti della tecnica. Da forme sensibili a forme immaginative individuali e collettive che attingono dall’inesplorato della natura una grammatica dell’immaginazione per orientarsi nel mondo. Siamo tutti membri della comunità biotica della terra. Ogni forma di vita è umana in quanto è nominata e decisiva per l’ uomo. Seconda edizione
Nel possibile c’è più del reale Bergson
Marco Ariano – Canti Ibridi _ Landscapes
Corpi impropri, smisurati, corpi che si oltrepassano in mozionalità
ecofoniche, in catastrofici paesaggi della risonanza.

Non distinguere un’anima e un corpo. Non dividere il ritmo
dal respiro corporeo che gli dà vita, dal movimento trascorrente.
S.Solmi

Marcello Sambati
Ontogenesi_Il passo viandante

Essere in faccia alla natura e non agli uomini, è l’unica disciplina. Di fronte alla natura inerte l’unica risorsa è pensare.
Simon Weil

Il Giardino delle Voci
Necessarie, consapevoli, alchemiche, rigeneranti.
Visioni, respiri, scritture, radici di lingue, canti e incanti di esistenze.

Evento corale che attinge all’immenso patrimonio del pensiero artistico, poetico e filosofico.

Ecco il mio Nome
A cura di Elena Rosa
Video-performance sull’esperienza poetica e visiva
dell’Incontro-Laboratorio con i giovani migranti.

Uno è sempre l’indice di una molteplicità: un evento,
una singolarità, una vita. Una vita è ovunque.
Deleuze

 


22.9.24
 

Canti Ibridi _ Landscapes

Biblioteca Elsa Morante 6 settembre 2024

Canti Ibridi _ Landscapes

a cura di Marco Ariano
con Lucia Guarino, Melissa Lohman e alcune allieve dell’Accademia Nazionale di Danza

nell’ambito del progetto 𝐋𝐢𝐦𝐦𝐚𝐠𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐡𝐚 𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐢 a cura di 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐒𝐚𝐦𝐛𝐚𝐭𝐢

Non distinguere un’anima e un corpo. Non dividere il ritmo
dal respiro corporeo che gli dà vita, dal movimento trascorrente.
S.Solmi

Progetto performativo-laboratoriale basato su pratiche di transito corpo-suono.
Un lavoro radicale, de-costruttivo, che tende a liberare dalla pre-posizione umana, a smarginare i corpi ed a introdurli al pulsare di altre forme di vita. Ritmi smisurati, voci deitte, corpi che si oltrepassano in (im)possibili mozionalità ecofoniche, in sconosciuti paesaggi della risonanza.

A cura di Marcello Sambati. Due serate dedicate all’esplorazione di mondi e tecniche
dell’immaginario, unico fenomeno umano in grado di contrastare efficacemente l’ormai
inarrestabile assedio della tecnica e dell’artificio. Solo opere fantastiche possono contrapporsi ai prodotti della tecnica. Da forme sensibili a forme immaginative individuali e collettive che attingono dall’inesplorato della natura una grammatica dell’immaginazione per orientarsi nel mondo. Siamo tutti membri della comunità biotica della terra. Ogni forma di vita è umana in quanto è nominata e decisiva per l’ uomo. Seconda edizione
Nel possibile c’è più del reale Bergson
Marco Ariano – Canti Ibridi _ Landscapes
Corpi impropri, smisurati, corpi che si oltrepassano in mozionalità
ecofoniche, in catastrofici paesaggi della risonanza.

Non distinguere un’anima e un corpo. Non dividere il ritmo
dal respiro corporeo che gli dà vita, dal movimento trascorrente.
S.Solmi

Marcello Sambati
Ontogenesi_Il passo viandante

Essere in faccia alla natura e non agli uomini, è l’unica disciplina. Di fronte alla natura inerte l’unica risorsa è pensare.
Simon Weil

Il Giardino delle Voci
Necessarie, consapevoli, alchemiche, rigeneranti.
Visioni, respiri, scritture, radici di lingue, canti e incanti di esistenze.

Evento corale che attinge all’immenso patrimonio del pensiero artistico, poetico e filosofico.

Ecco il mio Nome
A cura di Elena Rosa
Video-performance sull’esperienza poetica e visiva
dell’Incontro-Laboratorio con i giovani migranti.

Uno è sempre l’indice di una molteplicità: un evento,
una singolarità, una vita. Una vita è ovunque.
Deleuze

 

22.9.24
 

ULISSE RACCONTA ULISSE


ven 12 lug 24 ore 21,00
Mausoleo Cecilia Metella - Chiesa di San Nicola (Castrum Caetani)

Compagnia Agricantus Teatro

ULISSE RACCONTA ULISSE
di Beatrice Monroy e Sergio Vespertino
musiche di Pierpaolo PETTA
con Sergio VESPERTINO

 

 Ulisse è arrivato alla corte dei Feaci, il grande viaggio, le grandi avventure alle spalle. Adesso nel mondo incantato di Alcino dove l’ha accolto Nausica, lui ha un solo obiettivo essere trasportato a casa da una delle navi magiche di quel popolo caro a Poseidone. Dunque, con la sua solita abilità e astuzia, inizia il racconto. Ma prima di tutto si presenta con il nome che lui pensa in quel momento sia l’unico a rappresentarlo: il mio nome è odio, dice per iniziare e cominciare a tessere le vicende di un guerriero ma soprattutto di un reduce costretto a compiere un lungo percorso per ritrovare Ulisse e non essere più Odisseo. Così, narra da reduce, tutte le guerre producono reduci, uomini che hanno vissuto l’inferno e che non sono più in grado di tornare indietro. A lui invece, ma non ai suoi compagni che moriranno tutti nel grande viaggio del ritorno durato dieci anni, è concessa questa opportunità. Lui può tornare a casa ma per tornare è necessario che si purifichi e prenda conoscenza del mondo, della madre terra, di tutti gli elementi di cui lui, guerriero, non solo non si è accorto ma verso i quali ha compiuto azioni violente. Così il passaggio essenziale è Circe, la maga. Lei, infatti, gli apre le porte dello sconosciuto e gli permette l’attraversamento tra profezie di Tiresia, Sirene, Ciclopi, venti di Eolo e così via. Alla fine del suo racconto, eccolo nel mondo dei Feaci a dire: il mio nome è Ulisse e va verso Itaca trasportato da una nave magica. Nell’ultima parte, Ulisse non ha più voce è solo un puntino all’orizzonte, una vela latina, mentre da Itaca, guardando il mare e il padre di nuovo fuggito, ci parla Telemaco che ha il compito di riportare il regno di Itaca alla normalità dopo la grande strage dei proci. Adesso Ulisse è un senza nome, lì sulla barchetta è un uomo in cerca di altri mondi, è l’avventura e la ricerca dell’intera umanità.

“ATTRAVERSAMENTI – La via Appia tra pietra e visione”
Dal 30 maggio al 12 luglio, un itinerario di spettacoli, approfondimenti e performance per incontrare la Regina Viarium
Dieci gli appuntamenti di teatro, musica, danza, botanica, scienze mediche e arte della cura che si terranno in due luoghi straordinari: la Chiesa di San Nicola e il Ninfeo Villa dei Quintili.
Progetto promosso dal Parco archeologico dell’Appia Antica con il sostegno del Ministero della Cultura - Direzione Generale dello Spettacolo e ideato in collaborazione con la Rete dei Teatri di Pietra

Ulisse racconta Ulisse

Venerdì 12 luglio ore 21:00 – Spettacolo di musica
Mausoleo di Cecilia Metella – Chiesa di San Nicola
Spettacolo musicale tratto dall’Odissea di Omero. Ulisse è arrivato alla corte dei Feaci, dove l’ha accolto Nausicaa. Ha l’obiettivo di farsi portare a casa da una delle navi magiche di quel popolo caro a Poseidone. Narra, come un reduce, di guerre che lasciano segni indelebili di inferno e orrore. Vuole tornare a casa purificato. Una volta a Itaca però la sua sete di sapere non si placa e da Itaca riparte. Adesso Ulisse è un senza nome, lì sulla barca è un uomo in cerca di altri mondi.
Ingresso: Via Appia Antica 161

17.7.24
  ,

I Menecmi



I Menecmi

Domenica 7 luglio ore 21:00 – Spettacolo teatrale
Mausoleo di Cecilia Metella – Chiesa di San Nicola
Spettacolo di teatro tratto da I Menecmi di Plauto. Due gemelli perdono le tracce l’uno dell’altro durante l’infanzia e crescono in posti diversi. Un gemello decide di dedicare la propria vita alla ricerca del fratello perduto e lo fa imbattendosi in equivoci e intrecci. Il caos che incontra permette di vedere l’alterità, di confrontarsi con essa, di riconoscere l’altro e presentarsi a lui come individuo diverso ma dialogante.


“ATTRAVERSAMENTI – La via Appia tra pietra e visione”

Dal 30 maggio al 12 luglio, un itinerario di spettacoli, approfondimenti e performance per incontrare la Regina Viarium
Dieci gli appuntamenti di teatro, musica, danza, botanica, scienze mediche e arte della cura che si terranno in due luoghi straordinari: la Chiesa di San Nicola e il Ninfeo Villa dei Quintili.
Progetto promosso dal Parco archeologico dell’Appia Antica con il sostegno del Ministero della Cultura - Direzione Generale dello Spettacolo e ideato in collaborazione con la Rete dei Teatri di Pietra


11.7.24
 

Tempesta


“ATTRAVERSAMENTI – La via Appia tra pietra e visione”
Dal 30 maggio al 12 luglio, un itinerario di spettacoli, approfondimenti e performance per incontrare la Regina Viarium
Dieci gli appuntamenti di teatro, musica, danza, botanica, scienze mediche e arte della cura che si terranno in due luoghi straordinari: la Chiesa di San Nicola e il Ninfeo Villa dei Quintili.
Progetto promosso dal Parco archeologico dell’Appia Antica con il sostegno del Ministero della Cultura - Direzione Generale dello Spettacolo e ideato in collaborazione con la Rete dei Teatri di Pietra

Tempesta

Domenica 30 giugno ore 21:00 – Performance di danza e teatro
Mausoleo di Cecilia Metella – Chiesa di San Nicola
Performance di teatro e danza ispirata all’Eneide di Virgilio. L’Eneide inizia con una tempesta: non una tempesta qualunque, ma un perfect storm che sconfina nel mito, i cui venti, scatenati da un dio, intervengono a recare la maggior devastazione possibile. Il mare non è vita, non è incontro o prospettiva ma pericolo e sgomento. C’è poi una terra, una spiaggia, l’Europa, che non è approdo sicuro e tranquillo ma approdo ostile, nel quale essere migrante è delitto.

11.7.24
 

Il sogno di Aiace


Il sogno di Aiace

Sabato 6 luglio ore 21:00 – Spettacolo teatrale
Mausoleo di Cecilia Metella – Chiesa di San Nicola
Spettacolo di teatro tratto dalla tragedia di Sofocle e dall’Aiace di Ghiannis Ritsos. La storia dell’eroe greco attraverso la voce di una donna. Pieno di dolore per non essersi aggiudicato le armi di Achille, accecato da Atena, Aiace fa strage di greggi, credendo di vendicarsi sugli Achei, ma, tornato in sé, non riesce a sopravvivere alla vergogna. Grandezza e impotenza sono in scena in questa rivisitazione del mito, tra scrittura antica e 
poesia del Novecento.

“ATTRAVERSAMENTI – La via Appia tra pietra e visione”
Dal 30 maggio al 12 luglio, un itinerario di spettacoli, approfondimenti e performance per incontrare la Regina Viarium
Dieci gli appuntamenti di teatro, musica, danza, botanica, scienze mediche e arte della cura che si terranno in due luoghi straordinari: la Chiesa di San Nicola e il Ninfeo Villa dei Quintili.
Progetto promosso dal Parco archeologico dell’Appia Antica con il sostegno del Ministero della Cultura - Direzione Generale dello Spettacolo e ideato in collaborazione con la Rete dei Teatri di Pietra


11.7.24
 

Autodifesa di Ismene



Mausoleo Cecilia Metella - Chiesa di San Nicola (Castrum Caetani) 29 giu 24
Compagnia Bottega del Pane teatro
AUTODIFESA DI ISMENE
elogio della sopravvivenza
di Flavia Gallo
regia Cinzia Maccagnano
con Luna MARONGIU, Raffaele GANGALE e Marta CIRELLO
coro Marco Bertes, Andrea Bezzi, Lorenzo Guidozzi,
Massimo Di Loreto, Paolo Oppedisano, Erica Rossini
paesaggi sonori Lucrezio de Seta

Elogio della sopravvivenza. Ismene è la sopravvissuta, colei che si ritrova a vivere a seguito della morte dei suoi cari; della morte può comprendere l’insostenibilità per chi resta. Ismene ci somiglia. Come lei, proviamo ogni giorno a sopravvivere e a partecipare a una nuova alba.ostumi Monica Mancini

“ATTRAVERSAMENTI – La via Appia tra pietra e visione”

Dal 30 maggio al 12 luglio, un itinerario di spettacoli, approfondimenti e performance per incontrare la Regina Viarium
Dieci gli appuntamenti di teatro, musica, danza, botanica, scienze mediche e arte della cura che si terranno in due luoghi straordinari: la Chiesa di San Nicola e il Ninfeo Villa dei Quintili.
Progetto promosso dal Parco archeologico dell’Appia Antica con il sostegno del Ministero della Cultura - Direzione Generale dello Spettacolo e ideato in collaborazione con la Rete dei Teatri di Pietra


11.7.24
 

E' andata così



  • Titolo: È andata così
  • Sottotitolo: Orfeo ed Euridice - Il processo
  • Testo: Angela Pepi e Beatrice Gattai
  • Soggetto: Angela Pepi
  • Regia: Angela Pepi
  • Cast (Interpreti): Camilla Calabrò, Chiara Lentini, Edoardo Della Bona, Leo Rivosecchi
  • Scenografia: Lapo Geleng
  • Costumi: Marta Franceschelli

🎭 Sinossi d'Autore e Note di Regia
Il mito alla sbarra.
Che cosa è successo davvero nei corridoi d'ombra che separano il regno dei vivi da quello dei morti? Il gesto fatale di Orfeo – quel voltarsi improvviso a un passo dalla salvezza – cessa di essere soltanto un tragico errore dettato dall'amore per diventare il fulcro di un'indagine formale e psicologica. È andata così — Orfeo ed Euridice: Il processo traspone il lirismo del mito classico all'interno di un'aula di tribunale concettuale, dove i sentimenti passano al vaglio della legge e delle responsabilità umane.
Quattro interpreti incarnano le voci, le testimonianze e le contraddizioni di una verità frammentata. Non assistiamo più alla semplice celebrazione del dolore romantico, ma a un vero e proprio dibattimento. Attraverso una regia essenziale che dialoga con lo spazio scenico geometrico di Lapo Geleng e i costumi evocativi di Marta Franceschelli, lo spettacolo decostruisce la versione ufficiale della storia. Si scava nelle intenzioni profonde, nelle colpe e nei non detti dei protagonisti, ponendo al pubblico la domanda definitiva: si è trattato di un atto di debolezza, di un disperato bisogno di controllo o di una precisa scelta? Una riscrittura contemporanea e tagliente che trasforma la tragedia antica in un serrato thriller dell'anima.

19.6.24
 

SET




  • Titolo: SET
  • Presentato da: Squinternati 2013
  • Progetto e Regia: Cristina Aubry
  • Drammaturgia: Lucia Monopoli
  • Teatro: Teatro Tordinona (Via degli Acquasparta, 16 - ROMA)
  • Cast (Interpreti): Katia De Persio, Sabrina De Santis, Giulia Della Corte, Riccardo Impallomeni, Giovanna Licata, Raffaella Miscioscia, Andrea Ruggieri, Felice Santoli, Flavio Scaffidi Abbate, Tiziana Valentini
  • Aiuto regia: Lucia Monopoli
  • Scene e Costumi: Cinzia Iacona
  • Musiche a cura di: Flavio Scaffidi Abbate e Italo Marino
  • Coreografie (Ringraziamenti): Irene Ascogna

🎭 Sinossi d'Autore e Note di Regia
Il set della vita sotto una pioggia di storie.
Cosa accade quando lo spazio protetto e artificiale della finzione si scontra con il flusso imprevedibile della realtà? SET, nato dall'ideazione e dalla regia di Cristina Aubry, esplora i confini della rappresentazione mettendo in scena un microcosmo umano sospeso tra l'illusione e la verità. La drammaturgia di Lucia Monopoli tesse una trama corale in cui i destini dei personaggi si incrociano e si sovrappongono, trasformando il concetto di "set" cinematografico o teatrale in una potente metafora della condizione umana quotidiana.
La regia imposta un meccanismo scenico corale, dinamico e fortemente visivo, metaforicamente racchiuso nella suggestiva immagine della goccia d'acqua e degli ombrelli colorati che proteggono dal grigiore del mondo. Il numeroso cast di dieci interpreti si muove in un perfetto sincronismo di tempi comici e drammatici, supportato dal disegno scenico e dai costumi curati da Cinzia Iacona. Le musiche di Flavio Scaffidi Abbate e Italo Marino, insieme agli innesti coreografici curati da Irene Ascogna, scandiscono il ritmo dei continui cambi di prospettiva. Uno spettacolo che gioca con le maschere, le ambizioni e le fragilità dei suoi protagonisti, invitando il pubblico a riflettere su quale sia il proprio ruolo sul palcoscenico della vita.
11.6.24
 
 
Support : MarXoB
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