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Novéle

Teatro Kopò 8 Gennaio 2014 “Novéle” Dai racconti di Micol Graziano, vincitrice Premio Troisi 2013. Diretto e interpretato da Paolo Giommarelli, Cristina Gardumi "Tutto è veleno, e nulla esiste senza di esso. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto" (Paracelso, medico alchimista del Cinquecento) Novèle è una raccolta di bagatelle dal ritmo sincopato: quisquilie di esistenze anonime. Novèle è un insieme di scherzi, talvolta brevissimi e dissonanti, talora rotondi e languidi. Novèle è disinfettante liquido di miele e cloruro di sodio. Novèle è un florilegio di fabulae da ascoltare con accanto una tazzina d'acqua fresca. Respirare bene dopo ogni sorso, e bere con cautela.
14.1.14
 

Il segreto della vita

Teatro Lo Spazio 7 Gennaio 2014 Alida Valli Associazione Culturale presenta
 IL SEGRETO DELLA VITA
una commedia di Alberto Bassetti
regia Alberto Bassetti, Francesco Verdinelli
con Olivia Cordsen, Pierpaolo De Mejo
musiche originali Francesco Verdinelli
costumi Silvio Laurenzi
scene Gianni Palocci Poveri
aiuto regia Virginia Franchi
foto di scena Pino Le Pera
locandina e grafica Federica Gargiulo
ufficio stampa Elisabetta Castiglioni
Singolare e a tratti destabilizzante questa commedia, costantemente in bilico tra caustico sarcasmo e deragliamenti nonsense. Simbolicamente il pubblico si dispone proprio attorno all'alcova dei due amorevoli "piccioncini", che di lì a poco giungono sul palcoscenico antistante indossando ancora i loro eleganti abiti da cerimonia. Tra una leziosa smanceria, un'affettuosa premura e un'impacciata indecisione il sentiero che li condurrà al coronamento erotico del loro amore sinora mai consumato ci appare sin dai primi passi piuttosto irto di asperità. Lui rappresenta tutto ciò che un “vero uomo” dovrebbe essere: macho, muscoloso, impositivo, autoritario, conoscitore dei segreti della vita e del sesso, addirittura all’occorrenza può riversare la sua irruente carica di mascolinità in poderose schitarrate rock che farebbero capitolare ai suoi piedi qualunque donzella gli capiti a tiro. Lei, nonostante la prorompente carica di sensualità emanata da una fisicità di statuaria bellezza, è un coacervo di ingenuità ed insicurezze scaturite dall’ opprimente educazione maschilista ricevuta in famiglia; sua intenzione precisissima è mettere il più rapidamente possibile al mondo una nidiata di pargoli – diciotto, anzi venti – da crescere nell’imponente magione con giardino in cui inderogabilmente dovranno trasferirsi.
Due piccoli inconvenienti: Lei non conosce neppure quali siano le dinamiche che conducono dal viscerale desiderio di maternità al concepimento di un bambino, è ancora convinta che le favole relative a cicogne foriere di neonati da depositare al riparo di rigogliosi cavoli corrispondano a verità. D’altra parte Lui non è affatto incline ad allargare sin da subito la famiglia con un numero esponenziale di figli, molto meglio godersi le gioie della quotidianità senza progettare troppo in dettaglio il futuro.
Ecco dunque che le prime crepe cominciano ad apparire, lo scontro dall’invettiva verbale sconfina fin troppo rapidamente nell’aggressività fisica con Lei che tenta di mettere in pratica le metodologie apprese nei corsi di difesa personale per costringere il neo-marito a condividere i suoi progetti di immediato ampliamento del nucleo familiare e Lui che risponde prontamente, facendo leva sulla sua superiore possanza fisica, sino a schiaffeggiarla pesantemente in una sequenza di disturbante veemenza che sembra introdurre a una prospettiva decisamente diversa su questa intrigante coppia, rispetto all'idillio scoppiettante ironia e giocosità dei primi momenti.
E le sorprese arriveranno impreviste e massicce con ribaltamenti repentini, trovate en travesti decisamente sorprendenti e un'accelerata impetuosa e coinvolgente.
14.1.14
 

Bunker

Recensione dello spettacolo su Gufetto.it

Teatro Millelire 21 novembre 2013 TeatroInMovimento presenta “ BUNKER” scritto e diretto da Anastasia Astolfi, con: Anastasia Astolfi, Alessandra Chieli.
Un rifugio antiatomico, due donne parlano di un attacco terroristico in un locale, un’esplosione nucleare che ha raso al suolo interi quartieri e ucciso moltissime persone.
Lei ha portato l'altra, priva di sensi, dentro quel rifugio dove sono costrette a restare chiuse e a far passare il tempo in attesa che la radio torni a funzionare e che qualcuno le informi su cosa sia accaduto là fuori. I giorni passano e sale la tensione della clausura, una tensione che per una delle due donne è anche sessuale, mentre l'altra comincia a sospettare che la storia dell’esplosione nel locale sia in realtà tutta un’invenzione.
BUNKER è un momento di vita di due donne fuori dal mondo, uno spaccato che da voce al “male passionale”, che conduce a quella logica- illogica che genera ossessione e dissipazione di sé. Amore e Morte si fondono in una dolcezza seducente ma pericolosa.
La storia si snoda tra menzogne, dominio e sottomissione, che trasforma le protagoniste sia in vittime che carnefici. L’interazione verbale è asciutta, provocatoria, dal sapore cinematografico. Il Desiderio e la Mancanza, il Bisogno e la Privazione, tessono la trama dello spettacolo, che invita gli spettatori ad accompagnare i protagonisti in questo thriller psicologico, attraverso desideri di possesso, di supremazia, per primeggiare nella difficile arte della sopravvivenza. Quella vera, quella che non concede una seconda possibilità.
10.1.14
 

Essere Emanuele Miriati



Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica

Pineta Marradi, Castiglioncello 3 Luglio 2013 “ESSERE EMANUELE MIRIATI” di e con Riccardo Goretti, collaborazione ai testi e alla scena Emanuele Miriati
luci e supporto tecnico Duccio Burberi
realizzazione scena Francesco Bresci
produzione Nata Teatro in coproduzione con Armunia/Festival Inequilibrio
in collaborazione con Arti Vive
Nel 1975 Cioni Mario di Gaspare Fu Giulia di Benigni/Bertolucci fece un punto e a capo
sull’esame della condizione di vita del proletariato in Italia. Il Cioni era un operaio della provincia pratese, terrigno, disperato, squattrinato, capace (quasi suo malgrado) di profonde analisi sociali ed esistenziali.
Nel 2013 Riccardo Goretti prova a Essere Emanuele Miriati, un operaio della provincia pratese, terrigno, disperato, squattrinato, capace (quasi suo malgrado) di profonde analisi sociali ed esistenziali. Non che questo basti, né per lo spettacolo né per la vita. Infatti c’è di più: la gioia, la rabbia, l’impulsività, l’amicizia, la morte, la generosità, le bugie...
10.1.14
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I coccodrilli

Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica

Teatro Tordinona in dicembre 2013, Roma
 I COCCODRILLI
di Giulio Rizzo e Pietro Seghetti.
Dal romanzo di Youssef Rakha tradotto da Elena Chiti
regia Ferdinando Vaselli
Matteo Febo, Francesco Ferrieri, Barbara Manzato, Francesca Rosa, Simona Senzacqua, Giovanni Sorrentino
aiuto regia Cecilia Di Giuli
“I coccodrilli”, la trasposizione di Giulio Rizzo e Pietro Seghetti sulla traduzione di Elena Chiti dell’opera dello scrittore e giornalista egiziano Youssef Rakha, dal 10 al 15 dicembre al Teatro Tordinona in collaborazione con l'associazione La Dramaturgie per il Festival Quartieri dell'Arte.
Prendendo a oggetto di studio la società di El Cairo, Rakha intraprende una personale archeologia dell’intelletto, identificando tre strati principali, spiegando la rivoluzione dell’Egitto contemporaneo guidata dalla generazione del 2010 attraverso i legami con la sua generazione, quella degli anni novanta, e con quella precedente degli anni settanta. Tre generazioni con ideologie diverse che trovano la loro comune motivazione in una singolare ricerca di significato.
Quest’opera moderna, unica nel suo genere e di grande efficacia si esprime sia con voce poetica (a volte letteraria, a volte slang) sia con precisione concettuale. Corrispondendo a questa duplicità del linguaggio, la storia oscilla tra le avvincenti trasformazioni di tre amici poco più che ventenni e l’analisi della società egiziana. Per affrontare la complessità dell’opera due giovani drammaturghi-sceneggiatori, Giulio Rizzo e Pietro Seghetti, entrambi portatori di una scrittura politica, ma con tratti molto diversi tra loro (più orientato verso un approccio fantastico Rizzo, decisamente incline a una scrittura realistica Seghetti), uniscono le forze nella realizzazione di una trasposizione per il palcoscenico diretta in prima assoluta da Ferdinando Vaselli, autore di molti spettacoli di teatro di narrazione.
9.1.14
 

Nell’oceano il mondo

Il 6 e il 7 dicembre al Teatro Arvalia e l'8 dicembre al Teatro Villa Torlonia, sono stati allestiti in forma di studio scenico i diciassette lavori scelti dalla giuria per la fase semifinale del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche "Dante Cappelletti" 2013 - x edizione
6 dicembre – Teatro Arvalia
“Nell’oceano il mondo” titolo studio di Andrea Ciommiento – Enoch Marrella (Torino)
7.1.14
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Genesiquattrouno

6 dicembre 2013 – Teatro Arvalia
“Genesiquattrouno” di Gaetano Bruno (Roma).
30.12.13
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Hic sunt leones. La storia di uno scienziato in tempo di guerra

8 dicembre – Teatro Villa Torlonia
 “Hic sunt leones. La storia di uno scienziato in tempo di guerra” presentato da Teatri della Resistenza (PI)
30.12.13
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Nostos: L’impossibilità del ritorno

Teatro Furio Camillo di Roma 20 Dicembre 2013
 NOSTOS: l’impossibilità del ritorno. (prima assoluta) sala teatro. Concetto, coreografia e interpretazione: Stefano Taiuti
Scenografia: Egon Schrama.
Ambienti sonori : Saara Roppola.
Disegno luci: Gianluca Cappelletti.
Nel 2011 ho lasciato l’Italia e mi sono trasferito in Olanda.
Prendere le distanze, anche oggettivamente, comporta una nuova prospettiva sulle cose.
In questi anni ho osservato il mio paese scivolare in una spirale di decadenza, al punto da averlo reso irriconoscibile. Ma cosa può essere cambiato a tal punto in un tempo così breve? Probabilmente il mio sguardo, perché la distanza non è soltanto fisica, ma anche e soprattutto emozionale.
Nel luogo che ero solito chiamare “casa” non mi sento più a casa. Ma allora dove è la mia casa, ora? Su una scala più ampia, quando i cambiamenti climatici e la massiccia distruzione della natura operata dall’essere umano mostreranno in pieno i loro devastanti effetti, dove sarà la nostra casa?
30.12.13
 

Falsae praetextae

Sabato 21 e domenica 22 dicembre 2013 a Roma nel Teatro Villa Torlonia si svolgono le finali del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti”, istituito dall’Associazione culturale Tuttoteatro.com, con la direzione di Mariateresa Surianello. Promosso dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale in collaborazione con la Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea e con Zètema Progetto Cultura, il Premio verrà assegnato ad un progetto di spettacolo ancora inedito scelto tra gli otto selezionati per la finale.
 La giuria, presieduta da Grazia Maria Ballerini, nipote di Dante Cappelletti, composta da Roberto Canziani, Gianfranco Capitta, Massimo Marino, Laura Novelli, Attilio Scarpellini, Mariateresa Surianello e Aggeo Savioli quale membro onorario, assegnerà un premio di produzione di 3000 € allo studio ritenuto più meritevole tra gli otto finalisti.
Gli studi in finale
Sabato 21 dicembre
ore 17.00 Falsae praetextae titolo studio Bluestocking/Lucilla Lupaioli (Roma)
30.12.13
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In luce

Sabato 21 e domenica 22 dicembre 2013 a Roma nel Teatro Villa Torlonia si svolgono le finali del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti”, istituito dall’Associazione culturale Tuttoteatro.com, con la direzione di Mariateresa Surianello. Promosso dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale in collaborazione con la Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea e con Zètema Progetto Cultura, il Premio verrà assegnato ad un progetto di spettacolo ancora inedito scelto tra gli otto selezionati per la finale.
La giuria, presieduta da Grazia Maria Ballerini, nipote di Dante Cappelletti, composta da Roberto Canziani, Gianfranco Capitta, Massimo Marino, Laura Novelli, Attilio Scarpellini, Mariateresa Surianello e Aggeo Savioli quale membro onorario, assegnerà un premio di produzione di 3000 € allo studio ritenuto più meritevole tra gli otto finalisti.
Gli studi in finale
Sabato 21 dicembre
ore 17.45 In luce titolo studio Francesca Cola/Volvon (Torino)
30.12.13
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Kheperer

Teatro Furio Camillo di Roma 20 Dicembre 2013
KHEPERER (prima italiana) foyer. Concetto e presenza performativa: Federica Dauri.
Installazione: Egon Schrama.
Sonorizzazione: Alberto Novello.
KHEPERER è un’ istallazione performativa creata in collaborazione con lo scultore olandese Egon Schrama. Un insetto osservato attraverso un microscopio: questa l’immagine che ha suggestionato l’artista. Il lavoro approccia il concetto di tempo inteso come fattore di esposizione piuttosto che di durata, ciò che viene mostrato è una presenza e non un azione.
Un “essere” piuttosto che un “fare”, un corpo in costante trasformazione mosso da una immagine che guida il movimento interno alla ricerca di uno stato psico-fisico proprio ad un insetto. Un intimo processo di disumanizzazione.
30.12.13
 
 
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