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Tu, Mio

Teatro Tordinona 28 Aprile 2017
TU, MIO
Tratto dal romanzo di Erri de Luca
con Marianna Esposito e Ettore Distasio
VINCITORE del premio AEnaria 2015 come miglior spettacolo della stagione.
Motivazione della giuria:
“La scrittura drammaturgica, l'uso sapiente dello spazio scenico e il talento degli interpreti concorrono al profilo qualitativo dello spettacolo, capace di riportare al presente della messinscena la memoria del passato e le contraddizioni dell'adolescenza alla necessità di una metamorfosi, che è il senso più autentico del fare teatro.“
FINALISTA al festival “Le Voci Dell’Anima – incontri di teatro e danza”. Finale: 2 Novembre 2016
FINALISTA al festival “Ad Arte, Calcata teatro cine festival”. Finale: 14 Lugio 2016
Il 1955, il dopoguerra, un'estate, il primo amore, un ragazzo che ragazzo non sarà mai più.
Il mare, che costringe all'equilibrio, centrifuga tutto e spinge i personaggi a trovare il proprio "centro": la propria posizione nella storia di quest'estate di chitarre, dove l'Italia si lecca le ferite, nessuno vuole parlare di quello che è stato; i tedeschi sono solo quelli che vengono ad arrostirsi al sole e un ragazzo, con l'età della dimenticanza, vuole ricordare un passato non suo.
Enrico conosce Caia, “l’ebbrea”, e si fa carico di una decisione. Attraverso l'amore, si fa carico della storia. La propria posizione nella Storia che verrà.
Due interpreti in scena. Un uomo e una donna. Davanti a loro il terzo personaggio: il mare.
8.5.17
 

Nella giungla delle città

TEATRO SALA UNO 27 Aprile 2017
Nella giungla delle città
im dickicht der staedte
di
Bertolt Brecht
con
Caterina Casini, Chiara Condrò, Eugenio Banella, Guido Goitre, Irene Vannelli
Lorenzo Garufo, Luisa Belviso, Marco Usai, Maurizio Greco, Stefano Flamia
musiche eseguite dal vivo dal maestro
Valerio Mele
regia
Alessandro De Feo

Debutta in prima assoluta al teatro Sala Uno di Roma dal 25 al 30 aprile “Nella giungla delle città” im dickicht der staedte, un’opera giovanile di Bertolt Brecht rivisitata dalla compagnia Cavalierimascherati, da anni impegnata nello studio dell’autore tedesco e che in questo nuovo allestimento diretto da Alessandro De Feo porta in scena le vicende e i conflitti sociali e generazionali di una città contemporanea, tra possibilità di riscatto, speranze di cambiamento e nuove opportunità.
“Vi trovate a Chicago, ed assistete all’inspiegabile lotta di due uomini e alla rovina di una famiglia, che dalle praterie è venuta nella giungla della metropoli. Non tormentatevi il cervello per scoprire i motivi di questa lotta, ma interessatevi alle poste umane in gioco, giudicate imparzialmente lo stile a-gonistico dei due avversari e concentrate la vostra attenzione sul finale”. (Bertolt Brecht)
La giungla è una cricca di orientali di seconda generazione, sgualdrine tossicodipendenti e alcolizzate, timide ragazze mittel-europee nella morsa dei lupi. Una lotta tra due uomini apparentemente squilibrata, tra scontri, fughe e sudore, domande che esigono risposte. Thaiti o New York? L’allestimento punta all’ esaltazione totale e scarna dell’azione, alla ricerca di immagini e ambientazioni cangianti, per evitare la fissità del quadro, tentando di conferire costante dinamica alla scena, anche con l’esecuzione di musiche dal vivo. Il gruppo di orientali presente nell’ opera parla spesso una propria lingua, inventata, con traduzione proiettata su schermo.
Avvincente e misterioso “Nella giungla delle città” fu scritto tra il 1921 e il 1923 quando l’America, crocevia di popoli e culture, rappresentava il futuro e la possibilità di una vita nuova, tematiche più che mai attuali, che ancora oggi riescono a inquadrare e dipingere sfumature, contraddizioni ed ambiguità della società contemporanea.
8.5.17
 

La famiglia Rembrandt

Teatro dei Conciatori 27 aprile 2017
LA FAMIGLIA REMBRANDT SCONFITTA DAI TULIPANI
scritto e diretto da Giuseppe Manfridi. Protagonisti di Gianna Paola Scaffidi, Antonio Serrano, Andrea Giuliano.
Dopo un inizio di carriera folgorante, Rembrandt, nella seconda metà della sua vita, conobbe un tristissimo declino economico, oltre che una serie di lutti personali. Queste tristi vicissitudini lo costrinsero dapprima ad abbandonare la splendida casa dove aveva a lungo alloggiato, nell’elegante quartiere ebraico di Amsterdam, e quindi a tentare di ricostruirsi un nuovo nucleo familiare con Hendrjeke, la donna che era nel frattempo divenuta la sua nuova e fedelissima compagna dopo la morte di Saskja, la prima moglie.
La crisi finanziaria di Rembrandt è da addebitarsi alla perdita delle commissioni che per oltre un ventennio lo avevano visto protagonista assoluto della ritrattistica olandese (e a rubargli il lavoro furono, in gran parte, i suoi ex allievi), all’eccesso di capitali profusi nell’acquisto di oggetti d’arte destinati ad arricchire una pregevolissima collezione privata (poi messa interamente all’asta), infine, ad alcuni gravi investimenti sbagliati. Per l’esattezza, investimenti fatti nel mercato dei tulipani; né più né meno come potrebbe avvenire oggi a chi investisse in borsa puntando tutto su un titolo che, dopo crescite repentine, dovesse poi rivelarsi fallimentare.
Ed è qui il nodo messo in luce dal nostro racconto in una vicenda a tre che vede protagonisti, oltre al Maestro e alla sua seconda compagna, una sorta di agente finanziario ‘ante litteram’ a cui Rembrandt si era affidato mani e piedi per ridare un po’ di ossigeno alle proprie finanze già tanto smagrite ma ancora non del tutto esaurite.
E’ sera tardi e siamo nell’abitazione-studio del grande pittore. Hendrjeke, con una ciotola tra le ginocchia, sembra stia cucinando qualcosa. Scopriremo invece che la donna sta preparando delle tinture per il lavoro del marito. Rembrandt, sulla soglia, è di ritorno con aria gongolante da un incontro con un banchiere che lo ha rassicurato circa un contratto che il pittore ha appena firmato. Si tratta di un acquisto in titoli. Rembrandt cercherà di spiegare alla sua compagna di cosa si tratti, ma lui sembra saperne meno di lei e il dialogo si svilupperà denso di risvolti comici. A questo entrerà in scena il terzo personaggio della storia: lo sciagurato ‘broker’ (un ragazzino, in verità) che ha  consigliato a Rembrandt quell’investimento dagli esiti catastrofici.
Si chiama Pitius. Lo vedremo sopraggiungere provvisto di una dialettica professionale che, per certi versi, potrebbe ricordare quella dei medici di Molière. Parla di flessioni momentanee, di notizie da verificare, di speculazioni senza futuro, della necessità di non farsi prendere dal panico. Proprio quella notte, infatti, il mercato dei tulipani è destinato a un tracollo che anticipa di secoli quello del ’29. Si tratta, dunque, di una vicenda raccontata in presa diretta, tutta racchiusa nell’arco di una nottata durante la quale alcuni poveri diavoli (e poco importa che uno di essi si chiami Rembrandt) sono costretti a barcamenarsi tra i rovesci della realtà che già allora, come oggi, potevano coincidere con quelli del mercato azionario.
Per inciso, proprio in quel tempo (e la nostra commedia ne renderà conto) Rembrandt è impegnato a portare termine il più straordinario dei suoi autoritratti.
8.5.17
 

Sogna…bambino

Teatro Tordinona 14 Aprile 2017
Sogna…! Bambino
Ideato, scritto e diretto da Laura Bruno ed Inti Carlodalatri.
Un pò dramma dell'umana esistenza, ed un pò scherzo malinconico ed allegro, senza ironie racconta il passaggio di ognuno attraverso l'esistenza umana, interpretato attraverso un approccio psicoanalitico, antropologico, mitologico ed onirico.
Sperimentale, contemporaneo.
Rimane un tentativo di attraversare differenti generi, stili e forme.
Attraverso un incessante cambiamento che rimane l'unico filo conduttore, fino alla.... fine.
8.5.17
 

Una voce (in)umana

Teatro Due 28 aprile 2017
UNA VOCE (IN)UMANA
uno spettacolo di
Marco Carniti
da Jean Cocteau
con Carmen Giardina
scenografia Marco Carniti in collaborazione con Paolo Carbone
musiche Pivio
“L’amore è pura follia, e merita una stanza al buio e una frusta come per i pazzi.”
(Shakespeare)
 
Nulla è più drammaticamente attuale delle tragedie per amore. L’amore è pazzia e l’abbandono è il vuoto. Così Cocteau rappresenta l’Amore in un testo nel quale, ancora oggi, tutti ci possiamo rispecchiare. Così come per Shakespeare, l’innamorato è un folle chiuso nella sua prigione, vittima della sua stessa follia masochistica.
Ho trasportato l’amante dolorosa di Cocteau in una dimensione contemporanea incastrando il personaggio nell’ingranaggio emotivo infernale di una routine quotidiana. Una “donna sull’orlo di una crisi di nervi” che, straziata per l’abbandono dell’amante, vive in un suo spazio fermo nel tempo, invasa dai mezzi di comunicazione.
Uno spazio dominato da un totem sacrificale. Una lapide meccanica a cui la protagonista si aggrappa ostinatamente nella speranza di cancellare tracce, azioni, odori, ricordi, della persona amata. La sua condizione, ad uno sguardo distaccato, non può che svelare l’involontaria comicità dei nostri comportamenti, l’assurdità dei nostri processi interiori, condannando l’ipocrisia dei nostri rapporti sentimentali.
Dal tragicomico al dramma. Dalla farsa alla tragedia. Questo esperimento teatrale ci dà l’opportunità per un dialogo contemporaneo con Cocteau sul buio esistenziale ed il vuoto interiore causati dall’amore.
Marco Carniti
2.5.17
 

Occhi aperti

Teatro Tordinona 23 aprile 2017
Occhi aperti
Regia
Claudio di Paola
Con
Eletta del Castillo
Claudio di Paola
Carlotta Maria Rondana
Beniamino Presutti
26.4.17
 

Amore loop

Teatro Tordinona 21 Aprile 2017
Compagnia di Teatro La San Luis (Argentina)
AMORE LOOP
Teatro espresso. Un gruppo di attori mette in scena l'opera, il motivo è sempre lo stesso: un litigio, elementi sonori immersivi e tanto amore. Ciò che cambia ogni volta sono attori e luogo di rappresentazione, con una parte importante lasciata all'improvvisazione. Il risultato è una opera itinerante in cui ogni rappresentazione è simile ma mai uguale alle altre.

AMORE LOOP eredita il realismo della compagnia del teatro San Luis (Argentina) che da più di 5 anni lavora con l'idea di inserire la routine quotidiana nel contesto teatrale, per creare e ricreare scene della vita di tutti i giorni e rappresentare il lavoro della gente comune. Situazioni e momenti "reali" vengono elevati a opera teatrale e salgono sul palcoscenico. Musica ed effetti speciali aiutano a creare uno spazio cinematografico di cui il pubblico è parte integrante.

Dopo le sue performance a Salta, Buenos Aires y Berlino, AMORE LOOP di Maria Mar Perez y Macarena Fuentes (Argentina) a Roma sarà interpretato da Viviana Datti e Lorenzo Parlati, due attori italiani, essi interpretano una coppia di musicisti viaggiatori che condivideranno con noi: canzoni, tensioni e passioni del loro viaggio... 
26.4.17
 

The Joyce audition

Teatro Tordinona 23 aprile 2017
THE JOYCE AUDITION
di
Riccardo Mini
con
Angelica Cacciapaglia
Mario Migliucci
Roberto Scotto Pagliara
regia
Riccardo Mini
SINOSSI
Una coppia di attori italiani emigrati a Londra in cerca di fortuna si sta preparando ad un importante provino per una produzione inglese di Exiles, l'unico dramma di James Joyce.
Tra situazioni a tratti comiche e paradossali, momenti di riflessione e confronto suscitati dal dramma a cui stanno lavorando, i due attori si trovano spinti ad affrontare il proprio vissuto individuale e di coppia, mettendo in discussione se stessi e i propri sogni, uscendone profondamente trasformati.
NOTE AL TESTO
The Joyce Audition è un testo bilingue, scritto e recitato in italiano ed inglese, che alterna scene e dialoghi originali ad estratti del dramma Exiles di James Joyce. L'utilizzo del linguaggio metateatrale, attraverso la situazione drammatica di “prova aperta”, permette una esplorazione di alcuni tipici temi joyciani (senso di paralisi esistenziale, decadenza morale ed economica della società, crisi di valori, epifania come presa di coscienza della propria condizione umana) riattualizzandoli in chiave contemporanea, allo scopo di evidenziarne le analogie profonde con il mondo di oggi. Propone quindi anche una riflessione sull'Italia odierna, sul senso di inquietudine delle giovani generazioni, alle prese con la difficile conquista della propria identità personale e professionale.
26.4.17
 

I ragazzi del cavalcavia

Teatro Vascello 21 aprile 2017
I RAGAZZI DEL CAVALCAVIA
Scritto e diretto da Erika Z. Galli e Martina Ruggeri
Con Alberto Alemanno, Maziar Firouzi, Ciccio La Mantia, Daniele Pilli e Michael Schermi
Disegno luci Gigi Martinucci
Musiche originali Diego Buongiorno
Assistente alla regia Elvira Berarducci
Costumi Livia Fulvio
Una produzione Industria Indipendente
In collaborazione con Carrozzerie N.O.T. Fivizzano 27
Testo inserito e promosso nell'ambito del progetto Fabulamundi Playwrtiting Europe

Uno spettacolo scritto e diretto da Erika Z. Galli e Martina Ruggeri, già vincitrici del Premio Hystrio per le Scritture di scena 2014, I ragazzi del cavalcavia è ispirato ai fatti di cronaca avvenuti a Tortona venti anni fa quando i fratelli Furlan, lanciando un sasso dal Cavalcavia della Cavallosa, colpirono un'auto in corsa uccidendo Maria Letizia Berdini.
Durante le prime dichiarazioni si chiarì il movente, dissero che l'avevano fatto per passare il tempo, per gioco, "per scacciare la noia non sapendo come trascorrere una serata d'Inverno nel periodo di Natale".
Attraverso questi elementi la storia è stata rielaborata è il tragico evento preso come pretesto per raccontare le vicende di un gruppo di ragazzi come tanti, i Fratelli F., con un lavoro qualunque e una città alle calcagna, la Città di T.
Tra la noia e la voglia di rivalsa sulla vita, i Fratelli F., accompagnati da uno zio acquisito (lo Zio Tex) si muovono tra eccessi e tentativi di rimanere a galla, portando a compimento quello che pare essere un atto già predestinato dalla vita.
Il racconto ci conduce in un luogo irreale, che somiglia a numerosi luoghi reali, dove le gesta di questi ragazzi si svolgono come da copione: la narrazione si suddivide in tre cicli diurni/notturni: 24-25-26 dicembre.
Sono passati vent'anni dall'accaduto e la noia nelle città di periferia sembra ancora essere presente. Luoghi deserti e inabitati, dimenticati, che fanno crescere male e non sentire più niente. Industria Indipendente
26.4.17
 

Pre Occupazione


17.4.17
 

Risiko

Teatro della Cometa 6 aprile 2017
Risiko
Quell' irrefrenabile voglia di potere
di Francesco Apolloni
regia Vanessa Gasbarri
musiche Jonis Bascir
con Andrea Bizzarri, Tommaso Cardarelli, Guenda Goria, Antonio Monsellato, Luigi Pisani, Giulia Rupi
scene Katia Titolo
luci Corrado Rea
Primissimi anni '90. Risiko è la storia di un gruppo di giovani "yuppies" della politica che sono riuniti in un albergo per il congresso del loro partito, in occasione dell'elezione del loro nuovo segretario giovanile. Sono cinici, amorali, arrivisti, stemperano le differenze sociali e psicologiche nella comune smania di un potere che non sembra essere per loro niente di più o di diverso dello status symbol del telefonino o del tabellone del "Risiko", dove si conquista il mondo tirando ai dadi. Il sesso, la droga, la politica, la stessa vita altrui... tutto è gioco per questi bambini che si allenano a diventare i padroni di domani e i risvolti comici di cui la commedia è ricca non fanno che renderla più sinistra; sono giovani che non hanno nessuno scrupolo e non esitano ad abusare di una giovane cameriera per "sacrificarla" al dio potere.
Questa non vuole essere una commedia sulla politica, ma sul potere, e in particolare di come dei ragazzi si avvicinano ad esso, anche perché sembrerebbe che da Catilina fino ad oggi questo rapporto sostanzialmente non sia cambiato di molto ed è per questo che la commedia, al di là dei riferimenti contingenti, mantiene sempre una sua attualità.
L'azione si svolge nell'arco di un intero giorno. La scena rappresenta la stanza di un albergo di lusso, di un paese di provincia dell'Italia centrale, dov'è riunito il movimento giovanile di un partito politico non ben specificato.
16.4.17
 

Storie di donne

Teatro Elettra 12 Maggio 2017
Storie di donne
di Carlangelo Scillammà Chiarandà, regia di Carlo Cianfarini. In scena Barbara Patarini, Simone Balletti, Chiara Pavoni, Luisanna Arias, Teodora Nadoleanu. Trucco e costumi di Roberta Budicin.
Tre storie, tre donne, un solo sentimento: la solitudine. Solitudine del cuore e del corpo, quando il calore lascia posto al freddo di un letto vuoto; solitudine della mente, quella che ti fa sentire solo anche in mezzo alla folla, alle persone care; la solitudine che ti regala la monotonia fredda di giornate tutte uguali, prigioniera di un non amore, prigioniera di te stessa e della tua solitudine che diventa follia. Eroe, un eroe, tu! Non facevano altro che ripetermelo…un eroe, un eroe, un eroe! Quanto sei stato eroe a lasciarmi qui da sola! Mi hanno dato una medaglia, sai, una medaglia, in un astuccio nero infilato a forza fra le mani - spuntata fra mille occhi, fra mille sguardi che volevano essere muti e comprensivi e invece cercavano solo curiosi il mio dolore e non mi sapevano dire nulla e non riuscivano nemmeno a capire. Tutto il mio amore volevo darti…tutto il mio amore volevo darti e tu? Avanti dimmelo! E' una questione di faccia…io ad esempio…ho una faccia colpevole…colpevole a priori! Anche se non ho fatto nulla: "signori della corte è lei la colpevole di tutto quanto". Si tocca, fa le smorfie che ci posso fare…me la cambio? Oh si, che vorrei farmene una più simpatica…più accattivante, più dolcina, più tranquillità. Elvira è una giovane donna. Elvira è carina, spigliata, intelligente e ha una famiglia, come tante ne esistono: un marito che rientra la sera, un figlio pieno di esigenze e una mamma un po' soffocante. Ha anche un lavoro, Elvira, un lavoro part time che vorrebbe cambiare per qualcosa di più fantasioso, Elvira è un po' spenta dalla vita di tutti i giorni, dal tran tran che non cambia mai. Anche per lei c'è stato un piccolo raggio di sole, la novità che dà senso alle giornate, forse alla vita; il suo raggio di sole si chiamava Luca, ma anche questa storia, questo unico momento di evasione e di felicità sembra ormai è passato per sempre, travolto dalle complicazioni.
4.4.17
 
 
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