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Ballerina

Casa delle Culture 12 novembre 2014
 Compagnia Idea..Azione Roma
BALLERINA
favola nera per adulti
con Carlo di Maio
e con Giovanni Amodeo, Sergio Cristofani,Gianni Staiano e Davide Di Lecce
regia Iolanda Salvato
liberamente tratto da un racconto di Patricia Highsmith
Dopo il fortunato incontro con Carlo Di Maio e la sua "band" abbiamo deciso di replicare e tornare alla Casa delle Culture mettendo in scena una simpatica quanto inusuale 'ballerina'... Eh si perché questa volta torniamo con uno spettacolo ironico e surreale con risvolti decisamente noir. La nostra Ballerina è infatti un'inusuale elefantessa, che ci condurrà nell'affascinante quanto talvolta triste mondo psicologico di un elefantino tolto dai suoi affetti e dal suo habitat. la tragedia della separazione dalla madre si trasforma poi in un incontro fortunato con un uomo buono che l’accompagnerà per tutta la vita per ritrovarsi poi in un magico happy end dove i buoni vincono e i cattivi perdono. La messa in scena colorata e allegra in contrasto col racconto ci catapulterà attraverso parole musica e canzoni in un mondo quasi circense fatto di favola e realtà
Ballerina è tratto dal racconto 'Tutti mi chiamano ballerina' pubblicato nel 1975 nella raccolta 'Racconti bestiali' di Patricia Highsmith una riflessione sulla diversità e sulla difficoltà a tutti i livelli di amare attraverso il linguaggio della scrittrice ideatrice del personaggio di Ripley considerata a tutti gli effetti una delle maggiori scrittrici del nostro novecento.
14.11.14
 

CENERI... 2701194527012013

Recensione dello spettacolo su Gufetto

Casa delle Culture 2 febbraio 2014
 CENERI... 2701194527012013
Viaggio a due voci nel sistema concentrazionario dell’economia mondiale.
Letture dalle indagini sulla economia nazista, da testimonianze dei sopravvissuti ai lager ed estratti da documenti originali e da fonti storiche.
Di e con: Cam Lecce e Jörg Grünert.
Musiche di Luigi Morleo.
Progetto artistico: Deposito Dei Segni Onlus.
CENERI è una azione artistica che propone una lettura trasversale del genocidio nazista, del fallimento della società umana intesa come comunità dove ogni parola, gesto, segno furono relegati nel nulla, dove ogni corporeità e materialità dell’esistente vennero messe al bando e la condizione umana disumanizzata.
CENERI tenta di riportare l’indicibile storia del Nazifascismo alle sue matrici economiche e finanziarie seguendo il percorso, spesso sotterraneo e apparentemente velleitario, delle burocrazie europee, dalla guerra agli anni della pacificazione. La memoria diventa così una lente che mette a fuoco il presente, le dinamiche socio-economiche del nostro sistema globalizzato odierno. L’installazione utilizza la metafora del treno e in questa simbologia nota inserisce alcune immagini di repertorio dei campi di concentramento: la discarica dell’umanità, nel suo culmine tragico, diviene incomprensibile all’occhio dello spettatore che resta una figura in bilico tra la realtà testimoniata e i bilanci a freddo dell’eccidio e delle risoluzioni post-belliche.
Se si volesse trarre un senso, ancora spendibile, dalle testimonianze delle vittime, si dovrebbe finalmente liberarle dal ruolo che la storia le obbliga ad assolvere e ricondurre le loro voci alla singolarità del vissuto individuale mentre noi, estranei ai fatti, diventare testimoni della necessità dell’impegno assunto nel riaffermare, quotidianamente, nel nostro pensare ed agire, il monito espresso dai sopravvissuti di Auschwitz.
Dalle note di drammaturgia: “ CENERI ... è luogo in cui memoria e presente irrompono rimanendo in bilico. Questa coincidenza della memoria e del presente è situazione dialettica di tensione, identificazione e non distacco, osservazione che determina il testo e i performer. L’installazione è composizione residuale di frammenti emblematici della storia umana, in cui la libertà del singolo individuo è affermata solo formalmente: i singoli, gli individui, sono fungibili e scambiabili? Utili solo per l’economia e il potere? Ciò è tangibile negli orrori che la memoria storica e il presente ci consegnano, dimostrando inequivocabilmente il fallimento delle “culture illuminate”, testate sul binomio guerra/pace, produttrici di società e culture lager?”
CENERI... 2701194527012013, è parte di un articolato progetto sulla problematica del Nazifascismo e prevede incontri a scuola e con le cittadinanze, proiezioni di film, dibattiti, convegni di studio ed altro, ideato dall’associazione Deposito Dei Segni Onlus, che lo sta promuovendo sul territorio regionale, in collaborazione con l’Anpi Pescara. Un primo step del progetto è stato avviato in collaborazione con il Comune di Spoltore e l’Istituto Comprensivo “D. Alighieri”, nel mese di gennaio 2013, in occasione della Giornata della Memoria.

http://www.casadelleculture.net
24.2.14
 

I sogni di freud - Prima Edizione

CASA DELLE CULTURE 27 Aprile 2014 I SOGNI DI FREUD - PRIMA EDIZIONE
La Casa delle Culture di Roma in collaborazione con associazione culturale Format 4, Centro Formazione Attori e con la Compagnia Ginepro Nannelli ha promosso, attraverso un bando indetto ad ottobre 2013, una “vetrina” aperta ad attori e attrici.
Il progetto si è voluto collocare fuori da una logica di competizione fra i partecipanti, per questo non prevede premi.
Lo scopo è quello di promuovere, diffondere, valorizzare e sostenere lo spettacolo dal vivo e le arti sceniche attraverso la ricerca e la sperimentazione dei linguaggi, dando risalto agli artisti interpreti.
a cura di Marco Carlaccini, Patrizia D'Orsi, Igor Grcko.
gli attori scelti che parteciperanno sono:
Francesco Bonaccorso, Stefano Capecchi, Anna Cappellari, Benedetta Cora’, Viola de Andrade, Eloisa Gatto, Gilda Panaccione, Paolo Parnasi, Cinzia Scaglione, Emanuela Scipioni, Samantha Silvestri, Massimo Vincenzi
coordinamento scenico a cura di Igor Grcko
12.5.14
 

Non sparisco dalla terra



Casa delle Culture 2 dicembre 2012 Deposito dei Segni in collaborazione con ISM Italia presentano “NON SPARISCO DALLA TERRA” Ideazione Cam Lecce e Jörg Grünert con Cam Lecce, Michelangelo Del Conte,Jörg Grünert, allestimento Jörg Grünert, musiche: Michelangelo Del Conte, scelta dei testi: Wasim Dahmash. Reading di poesie e narrativa arabo-palestinese. La poesia e la narrativa palestinese rappresentano un frammento della vasta letteratura araba. Sono una scrittura fortemente permeata dalla presenza del dramma storico, civile e politico del popolo palestinese. Si potrebbe dire che quasi siano stati i poeti i primi ad accorgersi del conflitto che si stava delineando con l’arrivo dei coloni sionisti al seguito delle truppe di occupazione. Una scrittura di impegno civile in cui i temi dell’amore, dell’esilio, della resistenza, della lotta all’oppressione, contro la persecuzione e la prigionia, per il diritto alla vita e per la difesa della propria identità si intrecciano a sentimenti e memoria, paesaggi interiori di un presente minaccioso ancora esistente, ben restituiti da grandi capacità stilistiche suggestive ed originali. Autori delle poesie e racconti presentati nel reading sono: Ibrahim Tuqan, Fadwa Tuqan, Rashid Husayn, Samih al-Qasim, Samira Azzam, Ibrahim Nasralla, Mahmud Darwish. La scelta dei brani che ripercorre un arco temporale che va dagli anni 30 del '900 fino agli anni 2000 è stata curata del docente universitario, saggista e traduttore Wasim Dahmash.
link; http://www.casadelleculture.net
13.2.13
 

Troilo e Cressida

Casa delle Culture 17 gennaio 2015
 TROILO E CRESSIDA
Storia tragicomica di eroi e di buffoni
di Alessandro Paschitto (ri)scritto pensando al “Troilo e Cressida” di W.Shakespeare regia: Mario Autore, Eduardo Di Pietro con: Mario Autore, Annalisa Direttore, Martina Di Leva, Michele Iazzetta, Cecilia Lupoli, Alessandro Paschitto elaborazioni musicali: Mario Autore
L’idea alla base dell’allestimento si riferisce all’elaborazione rituale del materiale primario adoperato sia nel “Troilo e Cressida” di Shakespeare che nella riscrittura qui utilizzata, vale a dire il mito. Il racconto della guerra di Troia ha un valore fondante per la civiltà occidentale e, più in generale, la mitologia greca offre un sistema di ordinamento e strutturazione del mondo straordinariamente articolato. Così l’azione scenica prende dichiaratamente vita dalla fonte di trasmissione culturale più diffusa ed efficiente alternativa all’oralità, la pagina scritta. La carta è stata ed è un tramite vitale per i più differenti tipi di narrazione, compresa quella mitologica e la drammaturgia: qui si fa humus e materia generatrice di figure teatrali, sparsa ai piedi degli attori a continuo sostegno dei corpi e delle azioni. Con essa l’inchiostro, sostanza scrivente, persegue questa medesima suggestione, a rendere inoltre le persone in scena supporti espressivi in analogia con i fogli impiegati, arricchendo la comunicazione attorale. Infine l’elemento rituale catartico per antonomasia, l’acqua, che si fa portatrice delle istanze di purificazione, di cancellazione in opposizione all’inchiostro, come due forze, una costruttiva e una distruttiva, due energie da cui si genera il conflitto, la vita e la sua negazione.
26.1.15
 

Are you Jewish?

Casa delle Culture 13 marzo 2015
CHAI TEATRO in
ARE YOU JEWISH?
testi di Bruce J. Bloom, Julianne Bernstein
con Anna Clemente Silvera, Maurizio Palladino e Giulio Cancelli
al violino Carlo Cossu
regia di Maurizio Palladino
con il patrocinio della Fondazione Museo della Shoah
“Are You Jewish” è uno spettacolo kosher in tre portate, metaforicamente servite da Anna Clemente Silvera e Maurizio Pallidino - che firma anche la regia - con la partecipazione di Giulio Cancelli e l'accompagnamento live dalla musica klezmer di Carlo Cossu al violino. Un'occasione per affrontare il tema dell'identità ebraica con tono leggero e malinconico, con picchi di tragicommedia intrisa di autentico umorismo yiddish.
Ed ecco il “menù” della serata:
Hors d'oeuvre, WITZ- una selezione di alcune storielle ebraiche, o witz (barzelletta in yiddish), tra le tante raccolte da Ferruccio Fölkel, lo scrittore triestino che ha diffuso in Italia l’umorismo yiddish. Tipica espressione del cosiddetto umorismo ebraico, fortemente autoironico e paradossale, queste “witz” partono dal nonsense per divertire ma soprattutto per suggerire, evocare e far meditare, attraverso una sorta di filosofia surreale, disarmata e disarmante. Portata principale, LA MIGLIOR ULTIMA CENA DELLA STORIA di Bruce Bloom- Avram e Netti sono gli ultimi ebrei rimasti dopo il rastrellamento del ghetto di Cracovia. Tutto sembra perduto e l'orda nazista incombe, finché non fa la sua comparsa un personaggio inaspettato, un cuoco cinico e vanesio che con la connivenza di un alto ufficiale delle SS ha preparato alla coppia un'ultima cena coi fiocchi. Peccato non sia un pasto kosher, e che quello potrebbe essere prosciutto! Dessert, FINCHÈ MORTE NON LI SEPARI di Julianne Bernstein - I novelli divorziati di mezza età Art e Lucille si ritrovano costretti a passare l'eternità insieme in una bara a due piazze. Una buona occasione per appianare le divergenze di un matrimonio finito male.
La produzione, affiancata dal patrocinio della Fondazione Museo della Shoah, è dell'associazione culturale Chai Teatro: un gruppo di artisti e creativi, sorto per realizzare progetti culturali nei settori dello spettacolo, con particolare attenzione per la cultura ebraica e la grande letteratura internazionale. Chai (traslitt. Hay), è una parola composta da due lettere dell'alfabeto ebraico: Chet (ח) e Yod (י) che nella “Ghimatriah”, la numerologia ebraica, corrispondono al numero 18. Il suo significato è “vita”, "vivo", "vivente".
30.3.15
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I sogni di Ray

Casa delle Culture 23 ottobre 2013 la compagnia IDEA... AZIONE
“I SOGNI DI RAY”
testo di Piergiorgio Viti
con Carlo di Maio, Giovanni Amodeo, Gianni Staiano
regia di Iolanda Salvato
"I sogni di Ray" è un omaggio ad un uomo che per tutta la vita è diventato grande guardando il mondo con gli occhi di un bambino. In questo spettacolo raccontiamo l'uomo e l'artista attraverso le sue visioni , i suoi suoni e naturalmente i suoi sogni... "Sono stato un grande musicista, pianista e cantante statunitense. Considerato uno dei pionieri della musica soul; cieco dall'età di sette anni a causa di un glaucoma, seppi coniugare in maniera unica, sonorità diverse, dal rhythm and blues alla musica country" Quando nel 1947, nel panorama musicale statunitense, comparve la figura di Ray Charles, nulla fu più come prima. Ray Charles, genio e sregolatezza senza pari, con i suoi successi e i suoi insuccessi e la sua straordinaria vita tormentata, si parla di tre mogli e di non si sa quanti figli, è uno dei pilastri della musica soul a livello internazionale. E della sua influenza musicale ed artistica ancora se ne risente tutt’oggi. “I sogni di Ray” è un componimento scritto appositamente per il gruppo dal giovane poeta marchigiano Piergiorgio Viti in omaggio a quello che è stato uno più grandi personaggi della black music. Attraverso dieci tappe, dieci monologhi/deliri/deliqui dal sapore vagamente e dichiaratamente onirico, si ripercorrono alcune delle tappe fondamentali del percorso biografico e artistico di questo grande artista che oltre che essere un artista è stato anche un personaggio di rilevanza notevole, ma senza alcun riferimento specifico al vissuto del grande artista americano, in realtà lo spettacolo vuole affrontare il tema della diversità, nel caso specifico la cecità dell’artista, ma qui per diversità si intende la diversità dell’artista in generale ed alla sua solitudine portata all’estreme conseguenze, l’artista è solo nel momento della creazione ma anche nel momento in cui il suo contributo viene varato e/o approvato o meno, senza tralasciare quelli che poi sono i condizionamenti culturali e sociali, il tutto accompagnato dalle canzoni più belle dell’artista di Albany.
Ray Charles viene dunque presentato non solo, giustamente, come artista, ma anche come uomo, un uomo capace di lottare ogni giorno contro una società, nello specifico quella americana, ancora legata al pregiudizio. Ray Charles diventa quindi, nonostante la sua cecità e le sue debolezze, l’emblema del riscatto dei neri in una società dominata dai bianchi e noi lo prendiamo prestito per questa serata magica per riscattarci dagli intellettualismi e dalle speculazioni inutili.
Anche noi difatti con questa serata cerchiamo un riscatto, il riscatto della semplicità e dell’immediatezza, dell’afflato parola/musica, nessuna ricercatezza, nessuna macchina scenica, solo della buona musica ed una bella storia da raccontare magari con la speranza di lasciare nello spettatore un bel contagio sonoro/visivo.
L’interpretazione del gruppo già collaudato degli interpreti, un attore, un cantante ed un musicista già comprovato dall’ottimo esito di ‘Pirandello mon amour’, in grado di emozionare gli spettatori, coinvolgendoli appieno in questo “viaggio a ritroso” che termina in modo un po’ speciale.
30.10.13
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Ricordi di un sognatore - Le notti bianche

Casa delle Culture 25 Marzo 2014 Sipariodrammaflucù “RICORDI DI UN SOGNATORE … Le notti bianche” da Fedor Dostoevskij Regia Claudio Capecelatro Con Xhilda Lapardhaja - Claudio Capecelatro “…Sognando creo interi romanzi.” Un eroe solitario vaga per le vie della città e vive i suoi giorni immerso nella dimensione onirica, chiuso in un mondo di fantasticherie, nel regno dell’ideale e dell’utopia. In una notte bianca irrompe nella sua esistenza la giovane Nasten’ka – simbolo della vita reale, del pulsare delle emozioni – che risveglia in lui il sentimento dell’amore. Abbandona, perciò, la sua esistenza chiusa, aprendosi alla vita vera. Ma quando la ragazza gli rivela di un altro amore, la sua speranza svanisce, riportandolo al suo destino di illusioni. “…un minuto intero di beatitudine! E’ forse poco per colmare tutta la vita di un uomo?...”
6.5.14
 

DOLLIRIO


"DOLLIRIO di Nino Romeo con Graziana Maniscalco Nino Romeo regia Nino Romeo scene e costumi Umberto Naso musiche Franco Lazzaro luci Giovanna Bellini Produzione GRIA TEATRO / GRUPPO IARBA dal 4 al 13 novembre 2011 Casa delle Culture di Roma"
8.12.08
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Il metodo Romeo

Casa delle Culture 11 Novembre 2913 “Il metodo Romeo” di Trina Davies (CANADA)
 traduzione di Pino Tierno
regia di Marcello Cotugno
con Lino Musella, Gaia Insenga, Xhilda Lapardhaja
L'uomo perfetto. La storia d'amore perfetta. Karin Maynard è in vacanza, quando incontra il dolce e affettuoso Markus Richter. Ma nella Germania della guerra fredda, le cose non sono così semplici. Se il sentimento può essere ricostruito nei laboratori della guerra psicologica, come si fa a sapere se sei amato veramente?
Basato su un progetto vero inventato dai servizi segreti della Germania dell’Est, per il quale il personale politico e amministrativo femminile della Germania dell'Ovest veniva catalogato e testato psicologicamente per individuare per ognuna "l'uomo perfetto", il testo racconta come la Stasi riusciva a identificare l'uomo giusto, quello che poteva colpire il bersaglio e stabilire una relazione di lungo periodo con la donna individuata come obiettivo interessante.
Metà commedia romantica e metà spy-story, il "Metodo Romeo" è un viaggio nel mondo dei sentimenti che lascia il pubblico senza fiato.
26.11.13
 

La cantatrice calva

Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica
Recensione dello spettacolo su Gufetto.it

Casa delle Culture 30 Novembre 2013 “LA CANTATRICE CALVA” COMPAGNIA GINEPRO NANNELLI di Eugène Ionesco, con: signor Smith Marco Carlaccini, signora Smith Patrizia D’Orsi, signor Martin Claudio Capecelatro, signora Martin Sara Poledrelli, Mary la cameriera Xhilda Lapardhaja, Il Pompiere Ludovico Nolfi, interventi sonori Claudio Rovagna scena Antonio Belardi costumi Antonella D’Orsi Massimo, disegno luci Giuseppe Romanelli Interprete vicario in prova Paolo Parnasi, comunicazione Olga Carlaccini aiuto regia Valentina Casadei foto di scena Pino Le Pera, regia Marco Carlaccini.
La pièce - definita dall'autore anticommedia - è il primo esempio di un genere teatrale allora ai suoi albori, il teatro dell'assurdo, in cui la vicenda subisce uno straniamento tramite l'utilizzo esasperato di frasi fatte, dialoghi contrastanti, luoghi comuni.
Si rappresenta, bonariamente, nel chiuso di un salotto borghese, la parodia di una ipotetica società priva di contenuti e indaffarata quasi esclusivamente nell'esibizione di luoghi comuni. Fra amnesie, incongruità, contraddizioni, reticenze, due strampalate coppie, un pompiere e una cameriera si intrattengono scambiandosi aneddoti e frasi fatte- scivolando sempre più in un'aggressiva, ambigua e dissonante disarticolazione del linguaggio fino alla feroce e parossistica reciproca aggressione verbale.
Interno borghese inglese, con poltrone inglesi. Serata inglese. Il signor Smith, inglese, nella sua poltrona e nelle sue pantofole inglesi, fuma la sua pipa inglese e legge un giornale inglese accanto a un fuoco inglese.
13.12.13
 

Oscar W.

Recensione dello spettacolo su Gufetto.it 

Casa delle Culture 9 MAGGIO 2014 “Oscar W.”
 liberamente ispirato alla vita e all'opera di Oscar Wilde
regia di Andrea Onori con Mariagrazia Torbidoni Compagnia virgolatreperiodico - officina fondente
“Nelle mie opere ho messo solo il mio talento. Tutto il mio genio l'ho messo nella mia vita”. Questo è l'aforisma che meglio sintetizza l'idea che fa da sfondo allo spettacolo Oscar W. Attraverso l'intreccio e la sovrapposizione di storie, parole e personaggi appartenenti tanto alle opere quanto agli episodi più significativi della biografia di Oscar Wilde, la pièce accompagna lo spettatore all'interno della galleria di temi e figure presenti nella produzione artistica dell'autore, delineando al contempo la sua traiettoria esistenziale, dai momenti di esaltazione e di fama a quelli più tragici e bui.
Partire da Wilde per mettere in scena Wilde, il tutto nelle mani di una sola attrice che, in un susseguirsi di scambi tra persona e personaggio, dà vita ad una scena spesso fatta di ribaltamenti e trasformazioni, dove anche il tempo e lo spazio non seguono necessariamente le regole della logica, affidandosi piuttosto al fascino dell'immaginazione e del gioco teatrale.
28.10.14
 
 
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