CLOSER - (24/04/14)


CANALE:

Teatro Colosseo 3-30 Marzo 2003 CLOSER + vicini di Patrick Marber traduzione di Marcello Cotugno con Ambra Angiolini, Valeria Cavalli, Paolo Sassanelli, Paolo Zuccari. Regia Marcello Cotugno, scene Giovanni Di Mascolo, costumi Fiore Argento e Franco Litrico, luci Raffaella Vitiello. Closer non vuol dire 'chiuso', ma "+ vicino"o: "da + vicino". Le relazioni interpersonali e la paura dell'intimità. Il mito del Don Giovanni e l'impotenza di amare. Una ragazza di città, giovane, carina e problematica, un trentacinquenne scrittore fallito di periferia che rincorre le sue paure, un medico un pò rude e irruento e una fotografa che cerca l'amore e che viene dalla campagna, tutti incapaci di sentire, di fermarsi a vivere la vita invece di farsela scivolare davanti. Dan soccorre Alice che ha un incidente e ci si mette insieme, Larry conosce Anna grazie ad una chat in cui Dan si era finto donna. Una girandola di tradimenti e menzogne, di paure e di fragilità. Quando una relazione tenta di diventare più intima, allora è il momento di filarsela, magari dicendo: 'amo un'altra'. Anche se non è vero, e quell'altra è solo lo specchio della nostra paura di avvicinarci. I protagonisti di Closer sono abitanti del 21° secolo, pronti a dire verità estreme, a volte al limite dell'istintività  animalesca, a tradire e a mentire. Gli uomini di 'Closer' sono egoisti, maschilisti, le donne sono fragili ma vendicative, anche se alla fine la più debole soccombe in un finale dove chi più chi meno, perdono tutti. In questo c'è anche una metafora della morte e del senso di impotenza e dell'inutilità  dell'amore come salvezza. E allora il 'closer + vicini' del titolo si riferisce anche alla consapevolezza dell'illusione della coppia di fronte alla solitudine della morte. Apparenti felicità, squallidi amori. Riprese e regia video Ulisse Benedetti

Teatro Colosseo 3-30 Marzo 2003 CLOSER + vicini di Patrick Marber traduzione di Marcello Cotugno con Ambra Angiolini, Valeria Cavalli, Paolo Sassanelli, Paolo Zuccari. Regia Marcello Cotugno, scene Giovanni Di Mascolo, costumi Fiore Argento e Franco Litrico, luci Raffaella Vitiello. Closer non vuol dire 'chiuso', ma "+ vicino"o: "da + vicino". Le relazioni interpersonali e la paura dell'intimità. Il mito del Don Giovanni e l'impotenza di amare. Una ragazza di città, giovane, carina e problematica, un trentacinquenne scrittore fallito di periferia che rincorre le sue paure, un medico un pò rude e irruento e una fotografa che cerca l'amore e che viene dalla campagna, tutti incapaci di sentire, di fermarsi a vivere la vita invece di farsela scivolare davanti. Dan soccorre Alice che ha un incidente e ci si mette insieme, Larry conosce Anna grazie ad una chat in cui Dan si era finto donna. Una girandola di tradimenti e menzogne, di paure e di fragilità. Quando una relazione tenta di diventare più intima, allora è il momento di filarsela, magari dicendo: 'amo un'altra'. Anche se non è vero, e quell'altra è solo lo specchio della nostra paura di avvicinarci. I protagonisti di Closer sono abitanti del 21° secolo, pronti a dire verità estreme, a volte al limite dell'istintività  animalesca, a tradire e a mentire. Gli uomini di 'Closer' sono egoisti, maschilisti, le donne sono fragili ma vendicative, anche se alla fine la più debole soccombe in un finale dove chi più chi meno, perdono tutti. In questo c'è anche una metafora della morte e del senso di impotenza e dell'inutilità  dell'amore come salvezza. E allora il 'closer + vicini' del titolo si riferisce anche alla consapevolezza dell'illusione della coppia di fronte alla solitudine della morte. Apparenti felicità, squallidi amori. Riprese e regia video Ulisse Benedetti
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