L'assoluzione - (16/05/14)


CANALE:

Teatro Furio Camillo 18 Aprile 2012 "L'assoluzione" scritto e diretto da Gianluca Riggi, con Roberta Castelluzzo e Gianluca Riggi. Dialogo tra due intellettuali intorno a Tomasino Buscetta, Giulio Andreotti e altri boss della mafia. Lo spettacolo nasce da un'idea originale di Gianluca Riggi, e si ispira a fatti realmente accaduti e tristemente noti della realtà politica e sociale italiana (in memoria dei 20 anni dalle stragi di Capaci e di Via d'Amelio). Tendenza degli uomini è dimenticare, perché in fondo si vive meglio, perché ricordare fa paura e si svelano coincidenze troppo nette per essere tali, è un peso troppo grande da sopportare la memoria, così si preferisce la distrazione, perché distogliere lo sguardo allieta quella che sarebbe la pena degli occhi: ciò che si guarda, passando per gli occhi, decide il sentimento di un'anima. Chi se la ricorda L'assoluzione per reati di mafia caduti in prescrizione di Giulio Andreotti? Che anno era? Cos'altro è successo in quell'anno? A quando risale l'epoca dei fatti? Un uomo si fa carico della storia, puntella di avvenimenti le date che si succedono per voce di una donna, che seduta scandisce l'era repubblicana di questo paese, blocca di volta in volta il racconto orale come detenesse il battere del tempo; l'uomo ricorda dov'era quando l'avvenimento di un qualsiasi giorno promuoveva quella data a momento storico, come facciamo tutti: ci sono cose che accadono e per sempre deviano il percorso della nostra memoria, di lì in poi; l'uomo scuote con il suo racconto, sorprende del già visto per la straordinarietà di quel che dice, sorprende perché svela quel che già sappiamo, o quel che senza discolpa, dovremmo sapere. Riggi spoglia la narrazione di qualsiasi orpello recitativo, giungendo alla più schietta, onesta nudità dei fatti.

Teatro Furio Camillo 18 Aprile 2012 "L'assoluzione" scritto e diretto da Gianluca Riggi, con Roberta Castelluzzo e Gianluca Riggi. Dialogo tra due intellettuali intorno a Tomasino Buscetta, Giulio Andreotti e altri boss della mafia. Lo spettacolo nasce da un'idea originale di Gianluca Riggi, e si ispira a fatti realmente accaduti e tristemente noti della realtà politica e sociale italiana (in memoria dei 20 anni dalle stragi di Capaci e di Via d'Amelio). Tendenza degli uomini è dimenticare, perché in fondo si vive meglio, perché ricordare fa paura e si svelano coincidenze troppo nette per essere tali, è un peso troppo grande da sopportare la memoria, così si preferisce la distrazione, perché distogliere lo sguardo allieta quella che sarebbe la pena degli occhi: ciò che si guarda, passando per gli occhi, decide il sentimento di un'anima. Chi se la ricorda L'assoluzione per reati di mafia caduti in prescrizione di Giulio Andreotti? Che anno era? Cos'altro è successo in quell'anno? A quando risale l'epoca dei fatti? Un uomo si fa carico della storia, puntella di avvenimenti le date che si succedono per voce di una donna, che seduta scandisce l'era repubblicana di questo paese, blocca di volta in volta il racconto orale come detenesse il battere del tempo; l'uomo ricorda dov'era quando l'avvenimento di un qualsiasi giorno promuoveva quella data a momento storico, come facciamo tutti: ci sono cose che accadono e per sempre deviano il percorso della nostra memoria, di lì in poi; l'uomo scuote con il suo racconto, sorprende del già visto per la straordinarietà di quel che dice, sorprende perché svela quel che già sappiamo, o quel che senza discolpa, dovremmo sapere. Riggi spoglia la narrazione di qualsiasi orpello recitativo, giungendo alla più schietta, onesta nudità dei fatti.
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