Marble - (01/06/14)


CANALE:

Teatro Vascello Dal 15 febbraio al 6 marzo 2011 "MARBLE" di Marina Carr traduzione Valentina Rapetti. Con Paolo Giovannucci, Paolo Zuccari, Teresa Saponangelo, Antonella Attili. Regia Paolo Zuccari. Assistente alla regia Marco Canuto. Scene Francesco Ghisu. Costumi Antonella Mancuso, produzione TSI La Fabbrica dell'Attore - Officine Puricelli - Tournesol. In Marble i personaggi s'innamorano addirittura dello sconosciuto: l'uomo e la donna che si sognano in realtà  non si conoscono, se non per i racconti del rispettivo partner. E il desiderio, non solo sessuale, rimasto represso e inascoltato per anni e che si manifesta violentemente nel sogno supera per importanza la prosperità  materiale e gli agi economici delle due coppie. Improvvisamente si è pronti a rischiare tutto. Non si pensa nemmeno di nascondere quello che si sogna. Il tradimento, pur se virtuale, non è taciuto, al contrario è ribadito in continuazione, come se non fosse un problema per l'altro. Il bisogno affettivo urla cittadinanza staccandosi dalla cornice comoda e rassicurante della famiglia. Il mondo quotidiano è ormai freddo, senza vita e senza senso. E i personaggi persi in una crisi ancora priva di coscienza non hanno nemmeno bisogno di fare l'amore davvero, si tradiscono senza tradirsi, perchè il vero amante, quello di cui non riescono. Un rapporto in continua e veloce evoluzione che ci trova spesso sbigottiti e impreparati e ci costringe a scelte difficili e piene di incognite. Il punto di vista di Marina Carr è assolutamente nuovo e originale. La sua specifica qualità è nella natura primitiva, arcaica e insieme profondamente semplice della rappresentazione dei rapporti umani. I personaggi non agiscono secondo una volontà consapevole, al contrario sono abitati da un istinto, quello della sopravvivenza. E il marmo che fa da scenografia agli incontri onirici tra i due è la morte, nel suo ambivalente valore di attrazione e cornice insopportabile da cui voler fuggire. I sogni fagociteranno la realtà. Così dice la donna che sogna al marito: 'E' come se la mia vita reale accadesse quando vado a dormire e io e te siamo un sogno difficile da ricordare da sveglia' è la prosaicità della vita che non sopporto più. Mi guardo attorno e tutto ciò che è irregolare, irrazionale, opaco è ciò che mi appare bello adesso. Cosa sono queste regole senza senso secondo le quali viviamo? Chi le ha decise e perchè? E nel momento in cui rivendico una certa personalità, tu mi rifiuti. Non c'è più neanche l'ombra della mia essenza. Sono così stanca di comportarmi bene.â€?

Teatro Vascello Dal 15 febbraio al 6 marzo 2011 "MARBLE" di Marina Carr traduzione Valentina Rapetti. Con Paolo Giovannucci, Paolo Zuccari, Teresa Saponangelo, Antonella Attili. Regia Paolo Zuccari. Assistente alla regia Marco Canuto. Scene Francesco Ghisu. Costumi Antonella Mancuso, produzione TSI La Fabbrica dell'Attore - Officine Puricelli - Tournesol. In Marble i personaggi s'innamorano addirittura dello sconosciuto: l'uomo e la donna che si sognano in realtà  non si conoscono, se non per i racconti del rispettivo partner. E il desiderio, non solo sessuale, rimasto represso e inascoltato per anni e che si manifesta violentemente nel sogno supera per importanza la prosperità  materiale e gli agi economici delle due coppie. Improvvisamente si è pronti a rischiare tutto. Non si pensa nemmeno di nascondere quello che si sogna. Il tradimento, pur se virtuale, non è taciuto, al contrario è ribadito in continuazione, come se non fosse un problema per l'altro. Il bisogno affettivo urla cittadinanza staccandosi dalla cornice comoda e rassicurante della famiglia. Il mondo quotidiano è ormai freddo, senza vita e senza senso. E i personaggi persi in una crisi ancora priva di coscienza non hanno nemmeno bisogno di fare l'amore davvero, si tradiscono senza tradirsi, perchè il vero amante, quello di cui non riescono. Un rapporto in continua e veloce evoluzione che ci trova spesso sbigottiti e impreparati e ci costringe a scelte difficili e piene di incognite. Il punto di vista di Marina Carr è assolutamente nuovo e originale. La sua specifica qualità è nella natura primitiva, arcaica e insieme profondamente semplice della rappresentazione dei rapporti umani. I personaggi non agiscono secondo una volontà consapevole, al contrario sono abitati da un istinto, quello della sopravvivenza. E il marmo che fa da scenografia agli incontri onirici tra i due è la morte, nel suo ambivalente valore di attrazione e cornice insopportabile da cui voler fuggire. I sogni fagociteranno la realtà. Così dice la donna che sogna al marito: 'E' come se la mia vita reale accadesse quando vado a dormire e io e te siamo un sogno difficile da ricordare da sveglia' è la prosaicità della vita che non sopporto più. Mi guardo attorno e tutto ciò che è irregolare, irrazionale, opaco è ciò che mi appare bello adesso. Cosa sono queste regole senza senso secondo le quali viviamo? Chi le ha decise e perchè? E nel momento in cui rivendico una certa personalità, tu mi rifiuti. Non c'è più neanche l'ombra della mia essenza. Sono così stanca di comportarmi bene.â€?
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