IL BERRETTO A SONAGLI
di Luigi
Pirandello
con IRMA CIARAMELLA,
IVANO FALCO, GINO AURIUSO, ORNELLA GHEZZI, OTTAVIA ORTICELLO, GIOELE ROTINI
regia di GINO
AURIUSO
scene Eleonora Scarponi | costumi Francesca Serpe | luci
Roberto Di Lorenzo
“ ‘A birritta cu ‘i ciancianeddi” è il titolo originale
dell’opera che Luigi Pirandello scrisse nel 1916 in dialetto catanese e che poi
trasformò in italiano nel 1918 con il nome de “Il berretto a sonagli” e
riprende le tematiche delle due novelle La verità (1912) e Certi
obblighi (1912).
Questo testo, considerato uno dei capolavori del grande
drammaturgo siciliano, tratta la vicenda di una donna, Beatrice Fiorica, la
quale viene a sapere che il marito la tradisce con la moglie di Ciampa,
scrivano del cavalier Fiorica, e decide di farsi aiutare dal delegato Spanò per
sorprendere in flagrante i due amanti. Così Beatrice Fiorica offesa decide di
allontanare Ciampa mandandolo a Palermo per sbrigare certe commissioni e poco
dopo far scoppiare lo scandalo; ma la soddisfazione di Beatrice ha breve durata
poiché dal verbale risultano solo elementi negativi e non vi è alcuna prova di
adulterio. Nonostante tutto, Ciampa, che si ipotizza fosse a conoscenza della
relazione tra i due, in città viene tacciato come “becco” e dunque non gli
resta altro da fare che uccidere i due amanti; ma la soluzione che egli propone
è un’altra: che la signora Fiorica si faccia credere pazza e venga internata,
così cerca di convincerla, giacché solo in questo modo il suo onore e quello
del marito potranno essere salvi.
IL BERRETTO A SONAGLI
di Luigi
Pirandello
con IRMA CIARAMELLA,
IVANO FALCO, GINO AURIUSO, ORNELLA GHEZZI, OTTAVIA ORTICELLO, GIOELE ROTINI
regia di GINO
AURIUSO
scene Eleonora Scarponi | costumi Francesca Serpe | luci
Roberto Di Lorenzo
“ ‘A birritta cu ‘i ciancianeddi” è il titolo originale
dell’opera che Luigi Pirandello scrisse nel 1916 in dialetto catanese e che poi
trasformò in italiano nel 1918 con il nome de “Il berretto a sonagli” e
riprende le tematiche delle due novelle La verità (1912) e Certi
obblighi (1912).
Questo testo, considerato uno dei capolavori del grande
drammaturgo siciliano, tratta la vicenda di una donna, Beatrice Fiorica, la
quale viene a sapere che il marito la tradisce con la moglie di Ciampa,
scrivano del cavalier Fiorica, e decide di farsi aiutare dal delegato Spanò per
sorprendere in flagrante i due amanti. Così Beatrice Fiorica offesa decide di
allontanare Ciampa mandandolo a Palermo per sbrigare certe commissioni e poco
dopo far scoppiare lo scandalo; ma la soddisfazione di Beatrice ha breve durata
poiché dal verbale risultano solo elementi negativi e non vi è alcuna prova di
adulterio. Nonostante tutto, Ciampa, che si ipotizza fosse a conoscenza della
relazione tra i due, in città viene tacciato come “becco” e dunque non gli
resta altro da fare che uccidere i due amanti; ma la soluzione che egli propone
è un’altra: che la signora Fiorica si faccia credere pazza e venga internata,
così cerca di convincerla, giacché solo in questo modo il suo onore e quello
del marito potranno essere salvi.


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