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S O L E



Rocca Colonna a Castelnuovo di Porto rassegna CENTOGIORNI/CENTOPASSI venerdi 12 aprile- ore 2013 “S O L E” di e con Valentina Capone liberamente tratto da Le Troiane e da Ecuba di Euripide regia, ideazione spazio scenico, costumi Valentina Capone assistenti alla regia Rascia Darwish, Alessandro Rinaldi, maschere Stefano Perocco Di Meduna, tecnica Ciro di Matteo, foto di scena Irene De Caprio, Alessandro Rinaldi. Sole è nato nel 2002, dedicato a Leo de Berardinis. La vicenda de Le Troiane è nota: sullo sfondo di Troia in fiamme, le prigioniere di guerra sono alla mercè dei Greci, vincitori con l’inganno del cavallo di legno. La partenza delle navi si affretta, mentre, in un incendio totale, la città di Troia rovina, con sinistri fragori. Nell’aria i lamenti delle donne di Ilio, sole. Arrivano, poi vengono portate via, come dal vento, e lasciano una realtà non definibile, nella quale ciò che chiamiamo Destino o Dio o Legge di Natura, può trasformare tutto nel suo opposto; chi era libero e potente adesso è schiavo, chi rideva, piange. Voi che sembrate ora felici. La realtà ed il suo contrario nel simbolo del Sole, che illumina e dà la vita e che, allo stesso tempo, quella stessa vita essicca. I testi di riferimento di Sole sono principalmente Ecuba e Le Troiane. La tecnica compositiva utilizzata consiste in una successione di momenti, senza un nodo tragico e accentratore dell’azione: l’unità va ricercata nel clima sentimentale e tonale. In questa struttura, durante il processo creativo si sono inseriti suoni, parole e frammenti altri. Tra questi, la “piccola” storia di Etora, un personaggio di pura fantasia che commenta l’azione e le apparizioni sulla scena dal suo punto di vista e che spezza parzialmente il ritmo tragico e suggerisce un’altra dimensione in cui vivere il dramma, anche se, inevitabilmente, viene via via assorbita dall’insensatezza della guerra e dall’immobilità dell’attesa, che tutto rende minaccioso e tutti paralizza. In Sole non ci sono distinzioni nette tra Bene e Male, non ci sono categorie assolute, assolute certezze. In Sole, semplicemente, ci sono frammenti di poesia e di lacrime che si chiamano tra loro, che allargano la dimensione della Storia per giungere alla storia microscopica ed enorme che faticosamente tutti sopportiamo dentro, più o meno consapevolmente, e che nonostante tutto, non vogliamo dimenticare perché è proprio “la nostra”. Sole è uno spettacolo visionario, in cui le musiche e le luci non sono mai di accompagnamento ma diventano esse stesse sensazione. . La scenografia è essenziale - tre sedie ed uno scudo sospeso (il sole?) proprio perché lo spazio sia tutti i luoghi e nessuno: le rovine della città, un cimitero o forse, semplicemente, il luogo in cui ci si veste e ci si spoglia per dar vita alle singole figure ed alle maschere.”
16.4.13
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Mammema



Teatro Tordinona 9-11 Aprile 2013 “Mammema” di Eduardo Ricciardelli con Eduardo Ricciardelli e Irma Ciaramella. Una madre è la radice di ogni vita umana e come tale ha e subisce il peso delle proprie responsabilità. E’ questo il punto di partenza di “Mammema”, lo spettacolo riflette il rapporto tra madre e figlio attraverso due personaggi che abitano in uno spazio comune e in continua trasformazione simbolica. Cinque scene o micro atti, scanditi dai continui cambi d’abito e di situazione che lasciano allo spettatore la possibilità di leggere oltre gli stereotipi e oltre le convenzioni. Lo scenario della vicenda è tradotto in una messa in scena essenziale, fatta di elementi che evocano i dettagli di un interno contemporaneo e riportano al bisogno di sentirsi ancorati ai desideri forti dell’adolescenza.
15.4.13
 

Momenti di trascurabile felicità


Teatro Biblioteca Quarticciolo 6 Aprile 2013 “Momenti di trascurabile felicità” di Francesco Piccolo, regia Valerio Aprea con Valerio Aprea disegno luci Luca Barbati produzione Associazione Città Teatro. Possono esistere felicità trascurabili? E allora come chiamare quei piaceri intensi e volatili che punteggiano le nostre giornate, accendendone i minuti come fiammiferi nel buio? Valerio Aprea porta in scena la versione teatrale del clamoroso successo letterario di Francesco Piccolo, e del suo perfido, irresistibile catalogo dell'allegria di vivere. Attraverso una regia essenziale, imperniata su un'alternanza di monologhi e immagini video, senza un'apparente consequenzialità narrativa, lo spettacolo tenta dunque di ricomporre, mattone dopo mattone, questa specie di piccola, grande, esilarante, mappatura della gioia. Tra decisioni liberatorie, ripensamenti dell'ultimo momento, osservazioni segrete degli altrui comportamenti, considerazioni sui tanti minuscoli gesti di rassicurante inutilità o di inconfessabile egoismo che costellano il nostro universo giornaliero di ricerca della felicità. Trascurabile. Ma non troppo.
15.4.13
 

Rzeczy / Cose



Opificio Telecom Italia, Roma 3|4|5 aprile 2013 “RZECZY/COSE” ideazione e performance Daria Deflorian e Antonio Tagliarini a partire dal reportage di Mariusz Szczygieł REALITY, traduzione di Marzena Borejczuk, Nottetempo 2011, disegno luci Gianni Staropoli, collaborazione Fernanda Pessolano, organizzazione e comunicazione Filipe Viegas in collaborazione con la casa editrice Nottetempo ringraziamenti Marzena Borejczuk una produzione Planet3/Dreamachine, ZTL-Pro, Festival Inequilibrio/Armunia con il contributo di Provincia di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali in collaborazione con Fondazione Romaeuropa / Palladium e Teatro di Roma debutto: Short Theatre, Teatro India, Roma Settembre 2011 Danae Festival, LachesiLab, Milano, Aprile 2012. Janina Turek, casalinga di Cracovia, aveva scelto come oggetto delle sue osservazioni proprio ciò che è quotidiano, quelle centinaia di piccole azioni che accompagnano il nostro fare. Nessun commento. Nessuna emozione. Solo l’osservazione e una minuziosa elencazione. Gli oggetti, il cibo, gli indumenti, le piccole cose di tutti i giorni sono il centro della nostra riflessione per questa installazione/performance inspirata e dedicata a Janina Turek. Le tante cose che in maniera più o meno disordinata affollano le nostre case – che siano utilizzate ogni giorno o dimenticate - sono sempre e comunque gli dei e gli spiriti del nostro quotidiano.
11.4.13
 

Revolution



Brindisi, novembre 2012 "REVOLUTION" scritto da Massimiliano Poddi e diretto e interpretato da Sara Bevilacqua, con Daniele Guarini (voce) e Daniele Bove (pianoforte). Lo sfondo è la città di Brindisi negli Anni '60 tra eco di grandi cambiamenti epocali, scoperte scientifiche, sogni e progetti a suon di musica. Una ragazza è lì, in quella provincia lontana di un Sud italiano che sembra non poter cambiare mai, sogna anche lei di volare nello spazio, ascolta i Beatles, si appassiona, aspetta che gli Anni '60 arrivino e immagina.
11.4.13
 

Quaderni di famiglia



Teatro Tordinona 5 Aprile 2013 “QUADERNI DI FAMIGLIA”di Manetti /Mitri /Cavazzoni, Compagnia/Produzione: Teatro Notato. Con: Gila Manetti, Andrea Mitri, Alfredo Cavazzoni, con musiche improvvisate e ambientazioni sonore di Ilaria Innocenti. Attori ed improvvisatori teatrali provenienti da varie esperienze, inventano sulla scena la storia di una famiglia, utilizzando dei quaderni su cui gli spettatori prima dell’inizio hanno lasciato brevi ricordi familiari: un personaggio particolare, un luogo caro, una frase ripetuta spesso. Le musiche improvvisate accompagneranno attori e pubblico lungo l’arco di un secolo alla ricerca delle storie comiche e poetiche di una famiglia che esisterà per la sola durata dello spettacolo.
11.4.13
 

'77 La rivoluzione è finita, abbiamo vinto



Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica

Teatro Tordinona 4 Aprile 2013 “'77 LA RIVOLUZIONE È FINITA. ABBIAMO VINTO” di Francesca Pirani con la collaborazione di Francesca Angeli, attori: Ugo Benni, Elvira Berarducci, Bernardo Casertano, Michele di Vito, Sebastiano Gavasso, Irene Maiorino, Francesca P. Pastanella, Adriano Saleri, F. Veleriano Solfiti. Costumi: Francesca Micheletti. Scene: Mirco Murgia. Regia: Francesca Pirani, Eugenia Scotti. Lo spettacolo nasce per raccontare un movimento giovanile che genera l'idea o forse l'illusione di una rivoluzione in atto, che non riesce a svilupparsi: all'euforia subentra la rabbia e con essa la disperazione, per un fallimento inevitabile. La rivolta nasce e muore nell'arco di pochi mesi, stroncata da un killer invisibile, virus mutante nascosto nei pensieri, nelle parole, nei gesti, di quei giovanissimi protagonisti del '77. In uno spazio scenico nudo, una messa in scena che non insegue la ricostruzione storica, 9 giovani attori mettendosi sulle tracce di quella generazione impigliata nel passato ipotizzano un possibile confronto con i propri padri e madri, riecheggiano la loro emotività irrisolta, i loro slanci, tradimenti, delusioni, per cercare di ridisegnarli e strapparli al gas incolore e inodore che li aveva attraversati stravolgendo i loro vent'anni, rendendoli per sempre irriconoscibili. Il '77 è un cerino che brucia da due parti: nell'arco di pochi mesi si propaga in tutta Italia un movimento giovanile che genera l'idea o piuttosto l'illusione di una trasformazione in atto, che poi non riesce a svilupparsi e crolla sotto il peso di ciò che non si compie: all'euforia subentra la rabbia e con essa la disperazione, per un fallimento avvertito come incipiente. Attraverso incursioni oniriche e momenti corali, la drammaturgia frammenta e ricrea continuamente il filo aneddotico su quei giovanissimi protagonisti del '77, che nella loro emotività irrisolta, con i loro slanci, tradimenti, delusioni, le loro fragilità e cecità, trovano il punto di contatto con le generazioni presenti. Riecheggiando storie e personaggi di Turgenev, Camus e Dostoevskij, il testo sul Movimento del '77 propone una doppia lettura di eventi simili, con tutti i relativi interrogativi rimasti irrisolti.
11.4.13
 

“DEMAIN IL FERA JOUR”



Festival Internazionale Bellone Brigittines “DEMAIN IL FERA JOUR” : “Promesse come questa” (2001), “Il mondo ti prende come tu ti dai”(2002). Immagini e suoni di Michel Jakar, montaggio Anne Lombard, mixage Bertrand Leroy. Ci sono immagini che mantengono una memoria vivente espressa in momenti. Un caleidoscopio di immagini e suoni assemblati in maniera trasversale con grande fluidità. Jakar vuole restituire gli stati di essere e sentire, combinandoli in modo libero e creativo rivela una certa coerenza soprattutto quando penetra il mondo attraverso una sensibilità molto singolare.
10.4.13
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Angeli…il volo dell’amore



Teatro Furio Camillo 28-31 marzo 2013 “Angeli…il volo dell’amore” scritto e diretto da Paolo Lombardo e Raffaele Pandolfi, con: Nico Di Crescenzo, Stefania Fratepietro, Valeria Monetti, Raffaele Pandolfi, e Sara Telch. Musiche dal vivo eseguite da Emiliano Begni (direttore musicale dello spettacolo) al piano, Ermanno Dodaro al contrabbasso e con la direzione vocale di Davide Misiano. “Angeli…il volo dell’amore” è un “non luogo” in cui immergersi. E’ un’atmosfera dal gusto swing/jazz che avvolge, è un viaggio di note e parole da iniziare. Tre personaggi, tre psicologie, semplicemente tre passioni, che raccontano ciò che rende la vita degna di essere vissuta, il tutto raccontato da una scrittrice/sibilla che accompagna lo spettatore ad immedesimarsi in tre travolgenti storie. La pièce prende vita grazie ad un mix di monologhi, musica, danza e agli interpreti che danno vita all’agire scenico. “Angeli” racconta tre “tipi d’amore”: il sentimento che vince su tutto e gode del proprio lieto fine, il desiderio e la passione per conquistare un amore – mai nato e mai finito – e la malattia d’amore che cieca si accontenta dell’illusione. Peccato, piacere, gioia, paure e segreti, questo è ciò che caratterizza uno spettacolo tanto intenso quanto intimo. Un grande viaggio nel sentimento che, meglio di qualsiasi altro, definisce la felicità e l’infelicità di ognuno di noi.
10.4.13
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Ex moglie si innamora "Da morire" di ex moglie (allegra barbarie)



Teatro Lo Spazio dal 2 al 6 aprile 2013 “EX MOGLIE SI INNAMORA "DA MORIRE" DI EX MOGLIE (ALLEGRA BARBARIE)” di Betta Cianchini, regia Laura Jacobbi, con Francesca Romana Miceli Picardi. Con il Patrocinio della Cooperativa Sociale Befree (contro la violenza sulle donne)con il patrocino del Digayproject e Imma Battaglia. Un monologo ironico e divertente, quasi un "one woman show" che ci farà sorridere di una etero alle prese con la scoperta del mondo femminile a lei così vicino ma che ora le sembra improvvisamente sensuale ed entusiasmante... diventa un noir. Una ex moglie si innamora di una ex moglie. Le due si incontrano, si scoprono, si innamorano e diventano una nuova coppia. Sono felici. Ma l’ex marito di Maria non ci sta. Inizia a diventare sempre più pesante, da stalker diventa carnefice. Il cornuto - la felicità della sua ex - non la vuole vedere "nemmeno su cartolina". Tanta ironia e alla fine tanto disorientamento. Perché così è la vita bastarda di tante "femmine" uccise. Alcune di loro vivevano una vita normale. Alcune erano felici. Se l’urgenza di parlare di una donna omosessuale è vivamente sentita da una donna etero, allora una rete "diversa che mira all’unione" è possibile. E’ la società tutta, la società civile, insomma noi donne e uomini etero che dobbiamo "sentire VIVA sulla nostra pelle" l’onta della vergogna per certe brutte storie di cronaca... Non nel mio nome, non col mio silenzio/assenso. Questa è l’urgenza che ha dato vita a questo testo/inchiesta. Si parte dalla scoperta dell’omosessualità di una ex moglie per arrivare al femminicidio. Perché? Perché in Italia essere una donna lesbica non è facile, ma è ancor più difficile se la decisione è avvenuta dopo un matrimonio. Ed ecco che l’uomo di questo Spettacolo – un maschio italiano - non solo si sente "cornuto" ma l’idea che la propria moglie se la faccia con un’altra donna ed abbia trovato la SUA FELICITA’ provoca in lui un "fastidio costante e frustrante". Ed un pensiero maligno e beffardo lo scuote. "Con una donna no. Non è nella casistica... non può essere".
10.4.13
 

Sign of Sound



Mercoledi 3 aprile,alla Casa del Jazz, “Sign of Sound”, seminario di interazione tra le Arti a cura di Fabiana Yvonne Lugli Music ENTROPIA live electronics & John B. Arnold Electonic drum, con Claudia Marcelli, Barbara Lunetti, Valentina Buffone, Antonio Marino, Clelia Borino, Martina Tavella, Santina La Macchia.In collaborazione con Accademia Belle Arti Roma. SignofSound è un’esperienza multisensoriale. Il risultato di una serie di interazioni fondata sull’ improvvisazione. Uno spettacolo progettato per far interagire i vari linguaggi artistici che si compenetrano attraverso la profonda conoscenza delle varie arti che, grazie ad una ricerca in movimento rendono possibile la creazione di dimensioni emotive. Il segno-colore, e con esso la possibilità di rappresentare immagini, è il punto d’arrivo di un libero, armonico movimento nello spazio e nel tempo. L’intento, attraverso l’utilizzo non convenzionale della pittura ad olio è quello di tradurre la musica in movimento ed il movimento in segno luminoso; è la musica che si fa scrittura, graffio nella materia. Pittura non come solo linguaggio della mano capace di trascrive forme belle e corrette, ma come mezzo d’espressione di tutto il “corpo”, il quale, attraverso un movimento danzato, giunge a dare forma visibile alle immagini delle proprie emozioni. I pittori danzatori si muovono nel buio dello spazio scenico secondo una coreografia e tracciano, su grandi pannelli retroilluminati, i primi segni di un racconto “per suoni e colori” dove la musica si compenetra nella pittura e viceversa. Le dinamiche musicali che vengono tracciate attraverso i movimenti del corpo del paint-performer, produrranno come effetto unico una vera e propria scenografia che invade e trasforma l’ambiente attraverso il colore.
10.4.13
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Prove Aperte di Civiltà III Trame leggere, solide resistenze



Teatro Palladium 3 aprile 2013 “Prove Aperte di Civiltà III Trame leggere, solide resistenze” terza edizione, tessitura drammaturgica Chiara Casarico e Tiziana Scrocca. Con Chiara Casarico, Tiziana Scrocca, la maestra di tamburi giapponesi Rita Superbi con Catia Castagna e Marilena Bisceglia, i filmmakers Rossella Lamina e Nicola Di Lecce, Jonas Aregay e Danilo Turnaturi della Piccola Compagnia Laboratorio Piero Gabrielli, i musici Simone Perra e Enrico Venturini, la voce di Tiziana De Angelis, il flamenco di Giorgia Celli, il laboratorio teatrale V.A.T. a cura di Catia Castagna. Tecnico: Andrea Treccia D’Amico, Staff organizzativo: Laura Gentile, Stefano Romanelli, Paola Canepa, Tania Cipolla, Skin, Francesca Peroni, Red, Lule. Compagnia Il NaufragarMèDolce con il sostegno di ROMA CAPITALE Municipio XI Assessorato alle Politiche Culturali. Prove aperte di civiltà è uno spazio culturale aperto, un intreccio di teatro e musica. È una giornata libera in cui artisti e linguaggi si incontrano, in uno spazio dedicato alla creatività indipendente, per proporsi al pubblico senza mediazioni. Prove aperte di civiltà nasce come bisogno primario di cultura, bene collettivo che deve opporsi alla disgregazione sociale e costruire identità, percorsi e possibilità di liberazione. Questa terza edizione vuole individuare nelle Resistenze, fissate in episodi di vita, di lavoro, di sogno, stimoli ed esempi per dare un senso alle realtà di oggi e a quelle di domani, da costruire. Verrà proiettata una versione breve del documentario “Dear Mr. Ken Loach”, di Rossella Lamina e Nicola Di Lecce (Mondi Visuali), che racconta il rifiuto da parte di Ken Loach del premio alla carriera attribuitogli dal Torino Film Festival in solidarietà con i lavoratori precari licenziati da una cooperativa appaltatrice del Museo Nazionale del Cinema.
10.4.13
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