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È tutta colpa delle madri

Teatro Valle Occupato 11 Gennaio 2014 ALTRESISTENZE, Industria Indipendente in co-produzione con il Valle Occupato e PRIMA NAZIONALE presentano
“È TUTTA COLPA DELLE MADRI”
di Erika Z.Galli e Martina Ruggeri
con Anna Basti, Aurora Peres, Sara Pantaleo, Regina Orioli.
È tutta colpa delle madri è una saga epica in cui una famiglia di tutte donne lotta per l'emancipazione femminile, gridando con sdegno la propria rivolta.
Ambientato in un'epoca fuori dal tempo, la storia si svolge nel periodo della primavera, quando tutto fiorisce. Protagoniste indiscusse sono donne comuni ma dall'identità celata, ognuna con la propria volontà di rivalsa, pronte ad azioni scomode e rischiose.
La narrazione si dipana in un intreccio di storie e relazioni, eventi personali e popolari, storie di guerra e di rivoluzioni al femminile dalla loro nascita ad oggi.
Lo spettacolo vuole sollevare interrogativi e indagare, attraverso l'uso di una poetica familiare, le dinamiche di una generazione che sta cambiando forse in maniera irreversibile.
20.2.14
 

Eneide

Teatro Argot Studio 7 Febbraio 2014 Arte e Spettacolo Domovoj presenta
“ENEIDE - CIASCUNO PATISCE LA PROPRIA OMBRA”
 da Virgilio, Ovidio, Marlowe
drammaturgia e regia Matteo Tarasco
con Viviana Altieri, Nadia Kibout, Giulia Innocenti
scene e luci Matteo Tarasco
costumi Chiara Aversano
assistenti alla regia Luca Gaeta e Katia Caselli
fotografie Pino Le Pera
organizzazione Marilia Chimenti
Una nube densa di fumo accoglie gli spettatori accorsi a vedere l'ultimo spettacolo di Matteo Tarasco. Il palco è cinto per tre lati da veli di organza macchiati di rosso. Da quello centrale emergono tre donne vestite di una ragnatela dal colore cremisi. Sono degli esseri spettrali provenienti da un luogo remoto nel tempo e nello spazio, che recitano una cantilena stordente di tutte le guerre che hanno insanguinato la storia dell'Uomo. Sono figure che recano nel petto un dolore senza fine e legate indissolubilmente ad Enea e al suo mito. La prima a parlare è la Sibilla Cumana (Giulia Innocenti), la quale, come se fosse Virgilio nella Divina Commedia dantesca, conduce l'eroe troiano nell'Infero, là dove i morti non trovano pace. Nel viaggio incontrano in principio Creusa (Viviana Altieri), la moglie di Enea, dispersa durante la fuga da una Troia in fiamme e ormai conquistata dai Greci; e poi Didone (Nadia Kibout), la regina fenicia di Cartagine, la quale, innamoratasi dell'eroe, si suicidò con la sua spada, dopo che egli l'abbandonò per andare incontro al volere degli Dei. Le due donne sono intrise di una viscerale comunanza tra Eros e Thanatos, dovuta nel loro caso ad un eroe che fondamentalmente è incapace di amarle perché chiamato dal Fato ad un più alto destino, la fondazione di Roma, piuttosto che a condividere con loro le gioie del matrimonio. Specialmente in Didone questa vicinanza tra vita e morte si fa più marcata perché ella incarna una ferinità ferita ed un abbandono ancora più straziante che in Creusa. A tirare le fila dello spettacolo è la Sibilla Cumana, che poi condurrà Enea nei campi Elisi e all'incontro con il padre Anchise, mentre lei, terminato il suo compito, si rannicchierà su se stessa aspettando quell'oblio che placherà finalmente il suo desiderio verso il Troiano. Nel complesso la drammaturgia e la regia di Matteo Tarasco sono animate di buone intenzioni e alcuni spunti del testo, tra i quali il guardare la Storia dal punto di vista delle donne, o di scrittura scenica come i costumi e la scenografia dei veli imbrattati dal sangue dell'Uomo caduto in guerra, sono realmente efficaci. Il problema è che a lungo andare si respira la pesante aria di un accademismo spinto che induce le attrici a badare maggiormente alla perfetta dizione delle battute che al comunicare delle emozioni al pubblico. Un modo di compiere il teatro che risente dalla volontà di strizzare l'occhio alle ultime mode vincenti (Emma Dante, Antonio Latella...), e non riesce al contempo a trovare, al suo interno, una struttura coerente e compatta, congelando in tal modo, nel testo e nella recitazione, la pur incandescente materia.
Alla fine ci troviamo di fronte ad un compito svolto diligentemente che lascia un po' di amaro in bocca per la ricerca, nella regia, del facile effetto, come quello di sparare dei controluce sugli spettatori mentre le attrici si dileguano dal palco; oppure di mettere una mielosa musica di pianoforte mentre Didone si affanna a spiegare come è potuta cadere in un amore così forte e disperato al punto di sacrificare il suo regno per uno straniero appena conosciuto.
18.2.14
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La banda del Gobbo

Recensione della rassegna su Gufetto.it

Teatro Biblioteca Quarticciolo 31 gennaio 2014 per la rassegna della Casa dei Teatri “Guerra e Pace”
“La banda del Gobbo. Mito e resistenza popolare nei nove mesi di occupazione nazista”
scritto, diretto e interpretato da Emiliano Valente. Ass. Cult. Ticonzero
Partendo dalla vita di un personaggio leggendario della periferia romana, il Gobbo del Quarticciolo, lo spettacolo ripercorre le vicende di una Roma sotto assedio, invasa dai Tedeschi, bombardata dagli Americani, abbandonata dagli uomini di potere. Dall’8 settembre del 1943 al 4 giugno 1944, Roma ha vissuto mesi di dominazione tedesca, repressione, disperazione, fame. E’ nella Roma più povera e popolare delle borgate come il Quarticciolo che uomini e donne hanno combattuto contro l’ingiustizia e l’oppressione. E’ lì che nascono gli eroi involontari di questa storia, uomini e bambini di borgata, trasformati in combattenti dagli eventi tragici che li colpiscono. Chi li racconta, è un ragazzetto, uno strillone soprannominato Riccetto, arruolato nella banda del Gobbo. E’ la storia di quello che lui, dodicenne, ha vissuto in quei mesi di terrore e di dominazione, fino all’arrivo degli Americani. Tra giochi da bambino e assalti da adulto, la sua è semplicemente la vita di un ragazzo di borgata durante una guerra.
18.2.14
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Einstein s'il vous plait

2 Febbraio 2014 Produzione Terre Vivaci “EINSTEIN S’IL VOUS PLAÎT”
Bussando alla porta di Einstein di e con Adriano Saleri e Mario Migliucci. Regia di Giles Smith
Un surreale incontro tra un visitatore e Albert Einstein. Gli spettatori sono invitati a bussare alla sua porta e fargli visita affinché parli proprio a noi per capire che cosa ha da dirci oggi come ieri. “Le idee a volte si bloccano, ristagnano per secoli. In altri momenti viaggiano a velocità folle”, spiega Einstein in modo comprensibile, concreto e diretto, con un linguaggio teatrale semplice, immediato e divertente.
18.2.14
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MA L’AMOR MIO NON MUORE

Carrozzerie | n.o.t. 6 Febbraio 2014 369gradi, Sycamore T Company, Carrozzerie | n.o.t presentano RedReading#5 MA L’AMOR MIO NON MUORE_cronache pasionarie dal libro La Miliziana di Elsa Osorio (ed. Guanda) di e con TAMARA BARTOLINI/MICHELE BARONIO e con la partecipazione di Danila Massimi suono Teo Pizzolante Cronache pasionarie_ospiti: Franca Raponi (scrittrice, figlia del partigiano Agostino Raponi) Cristina Guarnieri (direttrice editoriale Editori Internazionali Riuniti) Giulia e Natalia del Csoa La Strada La Passione per me_cronache di: Stella Isoli, Maria Sole Vuličević, Giulia Lazzarelli, Eva Meskhi, Sara Mafodda (giovani ragazze tra i 13 e i 18 anni della “Compagnia | n.o.t.”) Dalle 19,00 nel foyer_Pratiche appassionate: Cronache a cura di Terranullius per il RedReading#5. Illustrazioni di Veronica Leffe, testi di Pier Paolo Di Mino Installazione fotografica “Zitta Cassandra!” dell’artista e filmaker Aude Fourel “Ma l’amor mio non muore” è il titolo di un film muto del 1913 del regista Mario Caserini in cui la protagonista vive passioni tragiche alla Madame Bovary, ed è anche il titolo di un libro del 1971 che quasi rischiò il sequestro per il racconto eretico su quella stagione di rivolte politiche ed esistenziali. Con il quinto RedReading, prendiamo a prestito questo titolo, senza parlare del film o del libro in questione, ma lasciando che un po’ della passione di quell’eroina e un po’ della sovversione di quel libro irriverente, si mescolino con le atmosfere delle nostre cronache. Le cronache pasionarie che presentiamo sono la testimonianza di forza e di passione nell’amore, come quello di Mika Etchebéhère, che insieme al suo compagno Hìpolito, parte dall’Argentina senza saper nulla di strategie militari per andare a combattere nella Spagna della Guerra civile, ritrovandosi poi, suo malgrado, a imbracciare il fucile, vincendo le diffidenze degli uomini e conquistandosi la stima, l’appoggio incondizionato dei suoi miliziani, e diventando così “La Capitana”. E’ Elsa Osorio che ha riportato alla luce questa donna straordinaria dimenticata dalla storia ufficiale. L’ha fatto, come scrive lei stessa, nel delirio di una missione. La sua storia è costellata dalle testimonianze di altre donne con cui abbiamo deciso di condividere questa serata: Franca Raponi, scrittrice e figlia di due partigiani Agostino Raponi e Giuseppina Bocci, che ci ha regalato un libro importante come “Scintilla nella Resistenza romana”. Cristina Guarnieri direttrice della casa editrice Editori Riuniti, una vita dedicata ai libri e alla ricerca della verità, con il suo impegno costante nei confronti della storia dei desaparecidos argentini. Giulia e Natalia del Csoa La Strada, spazio storico del quartiere Garbatella di Roma, due giovani e appassionate donne che costruiscono ogni giorno pratiche di democrazia partecipata. E le giovanissime ragazze della Compagnia | n.o.t. che con grande passione “fanno il teatro” dentro lo spazio Carrozzerie | n.o.t. che ha aperto grazie alla forza di un sogno e che nuovamente ospita la compagnia. Nel foyer di Carrozzerie dalle 19,00 altri interventi. Terranullius che partecipa al RedReading raccontando cinque ritratti di donne, cinque cronache di altrepasionarie (Ipazia, Giovanna D’Arco, Cristina Di Belgioioso, Simone Weil, Josephine Baker) attraverso le illustrazioni grafiche di Veronica Leffe e i testi di Pier Paolo Di Mino e l’artista e filmaker Aude Fourelche con la sua installazione fotografica “Zitta Cassandra!”, ci fa entrare dentro le sue immagini silenziose. RedReading ha la forma di uno spettacolo, di un programma teatrale, radiofonico, televisivo. E’ un lungo e intenso viaggio sentimentale nella narrazione dei nostri anni. Un viaggio fra racconti, libri, uomini e donne, eroi e ribelli. Un viaggio itinerante che attraversa epoche, corpi, pensieri, riflessioni, attraverso un dispositivo – di narrazioni e riscritture – che lavora sulla memoria e sulla storia. RedReading racconta la bellezza che c’è dentro l’incontro tra il teatro e la potenza di un libro. L’incontro con la narrazione orale, con quelle storie che sono nate da una comunità, e che proprio attraverso il teatro, a quella comunità, ritornano. RedReading è uno spazio di prossimità, una traduzione di intimità, in un formato sentimentale, dell’esperienza che per noi ha significato la lettura di quel libro, con i suoi contenuti, forme e linguaggio. Il racconto di cosa ci ha fatto risuonare dentro. Quali ricordi, immagini, riflessioni e ribellioni ha messo in movimento, il nostro modo di leggerlo. Il RedReading è un format, un progetto che ogni volta è riformulato su un testo e un nuovo parterre di ospiti, ed è essenzialmente un incontro intimo con il pubblico e con il territorio. RedReading è un idea di Tamara Bartolini che si realizza in collaborazione con Michele Baronio.
18.2.14
 

Dieci anni insieme

Opificio Telecom 7 Febbraio 2014 “DIECI ANNI INSIEME-GRAZIE”
 La versione di RomaEuropa sul Palladium. Conferenza Stampa
Dopo 10 anni di successi al teatro Palladium di Garbatella, la fondazione Romaeuropa non ha più una casa. Con un trasloco da completare in fretta, come si addice alle peggiori storie di sfratti: domenica sera si conclude quest’esperienza con l’ultima replica di Emma Dante, ed entro mercoledì 12 febbraio gli artisti e le maestranze lasceranno per sempre la loro dimora. Con un senso di inquietudine e una domanda ancora inevasa: ma perché?
E’ quello che si sono chiesti questa mattina organizzatori, artisti ed amici della fondazione. Perché – riflettevano – il rilancio di un teatro si attua quando le cose vanno male. Ma cosa c’era da rilanciare, cosa c’era che non andava per tagliare del tutto i finanziamenti pubblici? I dati dimostrerebbero tutto il contrario. Solo nella stagione 2013: 34.283 presenze, 33 spettacoli, 163 repliche, 234 giorni di attività. Con artisti del calibro di Alessandro Baricco, Erri De Luca, Ascanio Celestini, i Marlene Kuntz o la Scuola popolare di musica Testaccio. E poi collaborazioni e partnership internazionali e fondi per 600 mila euro portati al Palladium. A fronte di tutto questo, il sostegno di Roma Capitale è passato dai 400mila euro del 2012, ai 200mila euro del 2013, ai zero euro per il 2014.
E così si cancellano di fatto 10 anni di un progetto artistico all’altezza del panorama internazionale, dove la cultura non resta confinata dentro un teatro o un museo ma spazia e coinvolge intrecciando fili e programmi differenti. L’esperienza di Romaeuropa andrà avanti, assicurano la presidente Monique Veaute e il direttore Fabrizio Grifasi, con la collaborazione del Teatro Eliseo, il Teatro di Roma, il Teatro Olimpico. Ma con incertezza e senza una casa, quella che era il Palladium.
Un’incertezza che ha prevalso anche negli ultimi mesi, nel rapporto con le istituzioni. Fino all’epilogo del 30 gennaio scorso, quando la fondazione ha appreso dalla stampa dell’accordo tra l’assessore capitolino Flavia Barca, il vicepresidente della Regione Massimiliano Smeriglio e Roma Tre. Un accordo che prevede per il Palladium “un progetto di formazione legato alle professionalità del mondo del teatro su cui è stato previsto un congruo stanziamento di risorse”. Ma in tutto questo la fondazione Romaeuropa non è stata coinvolta. “Perché”, si chiede Monique Veaute. “Qual è il progetto culturale di questa città”?
18.2.14
 

ilbUCO una storia QUASI vera

Teatro Furio Camillo 3 Febbraio 2014
 ilbUCO una storia QUASI vera
Di e Con: Paolo Alessandri
Regia: Pierluigi Bevilacqua
In Memoria di Luca Alessandri scomparso nel nulla il 7 Dicembre 2011.
Una produzione Piccola Compagnia Impertinente, in collaborazione con la X Edizione del ROMATEATROFESTIVAL 2014.
Promozione Ramona Genna e Silvia Torino
Ufficio Stampa Marcella Santomassimo
Video and Web Promotion Emanuele Massaioli
Costumi Monica Raponi
Foto di Scena Fabio Barbati
Che cos’è ilbUCO, questa non meglio definibile cavità dentro cui il monologo scava?
E’ un vuoto da cui fuggire, in cui talvolta si cade per errore, oppure è Nido, Rifugio in cui accoccolarsi, al riparo da clamori e ambizioni mondane?
Insomma è un Mezzo-Vuoto, o un Mezzo-Pieno?
Di sicuro “ilbUCO” è una storia quasi vera, quasi autobiografica; quasi dolce, quasi cinica. Un monologo quasi commovente, quasi … Tanti “quasi” poiché a parlare, sul palco, troviamo un quasi-uomo: o meglio un feto adulto di Quasi 40 anni che – ben consapevole della propria assurda condizione – impugna il paradosso dell’Esistenza nel lucido tentativo di piegarlo al proprio volere: il ricongiungimento con il buco originario. L’Utero. Quell’antro caldo, morbido e accogliente dal quale fu strappato – contro la propria volontà – in una infausta notte estiva di circa quarant’anni fa.
Un thriller speculativo candidamente anti esistenziale che, tramite l’uso di una stravagante ‘Logica’, fa della Eutanasia lo scopo primario di una vita generatasi per errore del Fato.
Un percorso scandito da improbabili ‘deduzioni maieutiche’ – di eco bislaccamente Socratico – per le quali Alessandri (ben ‘spalleggiato’ da un invisibile seppur ingombrante Dottore/Demiurgo) rappresenta l’unico punto di fuga sulla Scena.
L’unica certezza, per il nostro povero antieroe, è che “…(cit.) ilbUCO lo erediti dal sangue, come una malattia; dai cromosomi, come l’intelligenza. ilbUCO è l’humus, il limo, quel fango pisciato e fertile da cui tutti nasciamo. Sta a noi, poi, nell’arco di un’esistenza, decidere se sfuggirgli, o se tentare di perpetrarlo.”
12.2.14
 

Luce nell'ombra

Audio intervista

Teatro Tordinona 14 Gennaio 2014 “Luce nell'ombra”
 Selezione Premio Scenario per Ustica 2013
Spettacolo ispirato a Etty Hillesum
Un progetto teatrale di Natasha Czertok - Obsoleta Teatro
con: Greta Marzano, Natasha Czertok, Chiara Galdiolo
partitura sonora: Ciriegi Luca
luci: Giulia Generali
con l'amichevole contributo di Roberto Cazzola (Adelphi Edizioni)
organizzazione: Cristina Zanotto
si ringrazia per la collaborazione Emilio Barone
ringraziamenti: Alfonso Santimone, Leda Piccardo, Samantha Benetti , Samantha Biferale In occasione della pubblicazione della nuova edizione delle Lettere (Novembre 2013) e del centenario della nascita di Esther "Etty" Hillesum (Gennaio 2014) Natasha Czertok/Obsoleta Teatro propone uno spettacolo che integra teatro, danza e linguaggio audiovisivo e con l'amichevole contributo di Roberto Cazzola (Adelphi Edizioni). E’ stato un lavoro di due anni di ricerca sul testo che ha permesso al gruppo di individuare i linguaggi necessari per intessere “un racconto in immagini” in cui non si tenta di dare spiegazioni né di raccontare una biografia ma di trasformare in luce, ombre, paesaggi sonori e visivi le immagini nate dall’incontro con questa testimonianza profonda e radicale, autoanalitica, a tratti mistica, sempre molto reale: “i piedi ben piantati nel fango”. in me c'è la grande immobile alba grigia, in me scorrono i fiumi e si innalzano le montagne(...)
12.2.14
 

Gabbia, urlo del corpo parlante

Teatro Villa Torlonia dal 9 al 16 dicembre 2014 “Gabbia, urlo del corpo parlante” laboratorio a cura di Cathy Marchand. Il laboratorio, verterà intorno al concetto di “prigionia” intesa come impedimento fisico, ma anche come gabbia della nostra mente. L’indagine partirà dallo spettacolo totem del Living Theatre, The Brig, dove si rappresentava una prigione dei marines, in cui l’uomo veniva ridotto a numero gridato, a una macchina di obbedienza. Il lavoro in scena si baserà sulla visione del corpo biomeccanico, per poi passare ad un teatro di poesia dove un corpo sognante realizzerà quella forma, quella creazione di gabbia metafisica in cui l’attore si lascerà cadere, cedendo senza riserve. Il laboratorio, gratuito, aperto a massimo 25 partecipanti, è destinato ad attori, performer, studenti di scuole teatrali o universitari, ma anche a studenti delle scuole superiori, maggiori di 18 anni, a un pubblico indistinto che vuole sperimentare un lavoro sul corpo e la parola, coniugando un sentire creativo con un atto collettivo.
5.2.14
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Angelo e Beatrice

Teatro Sidecar 26 Gennaio 2014 ANGELO e BEATRICE
 di Francesco Apolloni Regia di Massimiliano Caprara con: Veronica Milaneschi e Michele Botrugno
Angelo e Beatrice sono due terroristi. Angelo e Beatrice sono due ragazzi nella Roma degli anni settanta. Provengono da opposte estrazioni sociali ma sono accomunati da quella rabbiosa passione politica che caratterizzò un epoca, gli anni di piombo, e che finirà con spingerli verso conseguenze estreme portando il loro rapporto e le loro illusioni alla catastrofe finale. Attraverso una scrittura informata e che ricostruisce un periodo così topico della nostra storia con assoluta attendibilità, si snoda uno spettacolo sempre dinamico grazie ad una recitazione aggressiva ed empatica, scandito da fonti audiovisuali originali di particolare importanza. Angelo e Beatrice è uno spettacolo che ci appartiene immediatamente. Un atto teatrale che si inoltra nel DNA della nostra democrazia, della nostra recentissima storia politica, nei ricordi di una generazione, nella vita delle idee e nei sentimenti che le idee sprigionano.
L'impianto della messa in scena ruota attorno al luogo fisico della rappresentazione, l'attuale Sidecar già circolo di partito ed ancor prima rifugio anti aereo, con le sue gallerie semi interrate e le finestrelle blindate. Luogo ideale per il tema del "covo". Ciò che appare allo spettatore in scena è credibile e concreto così come il robusto apporto documentario che gioca con le scene e la fisicità degli attori talvolta spezzandola altre volte integrandola. E poi le musiche , le voci originali , i rumori degli attentati, le telefonate...Una ricostruzione non più ( ormai) solo dell'Italia passata (passata attraverso lo stragismo, il terrorismo ...) ma anche di quanto potrebbe pur sempre tornare in un futuro misterioso cui ci consegna anni di mal governo ed una incessante incuria culturale a discapito delle nuove generazioni degli ultimi vent'anni. Ho pensato quindi di far incalzare tra loro una molteplicità di elementi costruendo una macchina del tempo (passato/futuro) dinamica ma semplice depurandola il più possibile dai filtri linguistici della teatralità , dai suoi codici standardizzati. È venuto fuori un lavoro di impatto per i giovani e di dolorose riflessioni per le persone più anziane. Grazie quindi alla versatilità e alla lucidità di Francesco Apolloni , alla sua pignoleria appassionata, Angelo e Beatrice si insinua nel solco ancora tutto da scoprire e far trionfare del teatro utile, del teatro necessario...Del teatro.
Massimiliano Caprara
“Ho scritto questo testo ispirandomi a due “coppie famose” che parteciparono alla lotta armata negli anni ’70. Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, Adriana Faranda e Valerio Morucci. I primi capi storici dei NAR i secondi membri del consiglio direttivo delle BR. Volutamente ho mescolato elementi che appartenessero alla estrema destra come all’estrema sinistra, perchè convinto che quell’energia “primitiva” che spinge un ragazzo a “saltare il fosso” e a impugnare una pistola o mitra, anche se dettata da ideologie molto diverse, alla fine, fosse la stessa. Ho realizzato questo testo circa 15 anni fa, in due diverse edizioni prima con Claudia Gerini (al suo debutto) e poi con Stefania Rocca e ha portato molta fortuna alle due attrici. Ho visto questa nuova edizione realizzata da Massimiliano Caprara che mi ha fatto dimenticare completamente il mio lavoro precedente, e appassionare in un modo nuovo alla storia dei due protagonisti.”
Francesco Apolloni
5.2.14
 

Estemporaneità Musicale

Teatro Tordinona 13 Gennaio 2014 “Estemporaneità Musicale” Corvini Bros Estemporaneo Band Di Mario e Claudio Corvini. Direttori Claudio e Mario Corvini, con:
Giorgio Guarini Alto Sax
Erika Raffaeli Alto Sax
Cristiana Polegri Tenor Sax e Voce
Antonello del Sordo Trumpet
Paolo Federici Trumpet
Valerio Prigiotti Trumpet
Gianni Testa Trombone
Elisabetta Mattei Trombone
Edoardo Reali Guitar
Gianluca Pagliaricci Guitar
Luigi Russo Synthetizer
Dario Pimpolari Bass
Pietro Fumagalli Drums
E’ un progetto insolito considerando il panorama romano, un progetto originale improntato su musiche dal Jazz al Pop al Funky al Rock. Una formazione che prevede il Conducting, ovvero una forma estemporanea di composizione mediante cellule e convenzioni prestabilite, tanto in voga negli anni 70 e che sta tornando prepotentemente in voga.
Oltre che brani composti da uno dei direttori Mario Corvini, già direttore della PMJO Parco della Musica Jazz Orchestra, la musica dell’ensemble miscela una varietà di colori mischiati con musica elettronica dettata dal sintetizzatore e due chitarre oltre che nella gamma di fiati. www.mariocorvini.com
3.2.14
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SUPERSTAR

Audio intervista su Radio Boh
Recensione dello spettacolo su gufeto.it

 Teatro dell’Orologio 24 Gennaio 2014 “SUPERSTAR”
 DI:Fabio Morgan, Leonardo Ferrari Carissimi, Andrea Carvelli
REGIA:Fabio Morgan
attori:Fabio Morgan, Emiliano Reggente
scene e costumi: Alessandra Muschella
Tratto da Petrolio di Pier Paolo Pasolini, lo spettacolo nasce dal tentativo di raccontare gli ultimi ‘50 anni di Storia d’Italia attraverso la figura letteraria di Pier Paolo Pasolini. Viene così raccontata l’ascesa al potere di Silvio Berlusconi utilizzando il protagonista del romanzo Petrolio, l’ingegner Carlo Valletti, alter ego di Pier Paolo Pasolini.
Lo spettacolo racconta attraverso la figura di Carlo Valletti l’ascesa al potere di Silvio Berlusconi, ritraendo tutti i passaggi da lui compiuti. Il lavoro è suddiviso in una parte scenica e una parte video che si danno alla vista dello spettatore contemporaneamente. Questo sdoppiamento della visione ricalca la struttura doppia del romanzo di Pasolini: nella parte iniziale di Petrolio, infatti, il protagonista si sdoppia in due, schizofrenia presente nello stesso autore, autobiografica e centrale nel romanzo. Dei due doppi creati in Petrolio un Carlo si occuperà dell’ascesa nel potere sociale mentre il suo alter ego Karl si occuperà della degradazione fisica che l’accettazione dei compromessi per l’ascesa al potere comporta, ed entrerà in una sorta di circolo sodomitico dove intratterrà sempre dei rapporti morbosi ossessivi sessuali con qualsiasi persona con cui verrà in contatto.
3.2.14
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