DOPO LA BORA
Di Francesca Miranda Rossi
Regia Federica Dordei
Con: Nicholas Andreoli, Giulia Chiaramonte, Isabella Delle
Monache
DOPO LA BORA
Di Francesca Miranda Rossi
Regia Federica Dordei
Con: Nicholas Andreoli, Giulia Chiaramonte, Isabella Delle
Monache
Lettera per la Notte di San Lorenzo
di Gianluca Riggi
con
Riccardo Cananiello
Mattia Carlucci
Gianluca Riggi
Lettera per la Notte di San Lorenzo è un testo teatrale che
partendo da un ricordo personale
dell’autore/personaggio (Gianluca Riggi) si aggancia al romanzo postumo di Pier
Paolo Pasolini
“Petrolio”; attraverso l’opera dello scrittore friulano si ripercorre la storia
d’Italia dal 1922, anno
della nascita, ma anche anno della Marcia su Roma, gli eventi si legano
indissolubilmente fino al
1992.
“E’ che Pasolini nacque un anno dopo il PCdI e nello stesso
anno della Marcia su Roma, il peccato
originale della nostra repubblica è contenuto in questi due anni, 1921 e 1922,
e Pasolini il suo
frutto, quello più amaro e delizioso.”
La lunga marcia è un filo nero che rimane sempre teso e lega
ogni cosa, che attraversa la nostra
storia, dal 1947 anno della strage di Portella della
Ginestra fino al 1992, l’annus mirabilis, l’anno del
cambiamento, in mezzo c’è l’assassinio di Enrico Mattei, il rapimento di Aldo
Moro e la sua
uccisione, e c’è quel libro, quel romanzo inchiesta “Petrolio” che tutto lega,
che intravede una
strategia.
Il ricordo personale e la storia due elementi che si intrecciano e con essi gli
interpreti giocano,
giocano con le musiche scelte, con i testi e le parole, con il presente, è
tutto drammaticamente vero
e serio ma può essere raccontato con ironia e disincanto.
MADDY- Evitare la
paura davanti la Fine
di Giulia Fiume
Regia Federico Le Pera
Con:
Sandro Stefanini nel ruolo di GIANNI
Diamara Ferrero nel ruolo di MADDY
Giulia Fiume nel ruolo di ANITA
Alessio Del Mastro nel ruolo di LORENZO
Scenografia Pino Le pera
Costumi Valentina Basiliana
Aiuto Regia: Veronica Stradella Assistenti alla regia: Elena Cozzi, Silvia
D’Anastasio
Gianni, stilista in
crisi, attende l’esito della biopsia, sorseggiando un martini sulla
terrazza condominiale, quando si ritrova a dover salvare la vita ad una
ragazza, dal look
improbabile, che si
direbbe prossima al suicidio. Il salvataggio decreta l’inizio della loro
convivenza, in cui si evidenziano le criticità della giovane, che pare non
avere memoria di
nulla, persino del
proprio nome. A questo duo, ben presto si aggiungerà la sorella di Gianni,
Anita, che reduce da un insospettabile tradimento, si trasferisce dal fratello
in
attesa che si
consolidi una fusione aziendale che genererebbe un guadagno tale da lasciarsi
tutto alle spalle e cambiare vita. Nel frattempo, in Europa è in corso la
guerra, ed
è sempre più vicina al
confine. L’incognita MADDY, così rinominata da Gianni, diventerà ben presto,
dal punto di vista di Anita, una “questione da risolvere”; a maggior ragione da
quando Lorenzo,
affabile e tourettico, annuncia loro di voler prendere in affitto
l’appartamento di fianco. Di lì a poco i tg ufficializzeranno l’ingresso
dell’Italia in guerra.
Sarà l’arrivo del
nuovo vicino, a stravolgere i precari equilibri familiari, non solo per le
riflessioni che avanzerà durante gli intimi dialoghi con ciascuno dei due
fratelli, ma anche
perchè, si scoprirà
non essere lì per caso, ma in cerca del suo unico grande amore: Serena.
AAA ASPIRANTE
CAVALIERE ERRANTE
Di e con Francesco
Eleuteri
Un soliloquio di Francesco Eleuteri che affronta attraverso
i ricordi di un bambino l’epica dei cavalieri medievali e il senso attuale dell’etica
che li caratterizzava. L’attore procede in questo strano viaggio utilizzando
opere letterarie come “L’Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto e “La Gerusalemme
liberata” di Torquato Tasso ma soprattutto, nello specifico, un’opera minore
come “Il Guerrin Meschino” di Andrea da Barberino ambientata in parte tra i
Monti Sibillini tra Umbria e Marche. “Ma che senso ha oggi parlare di
Cavalieri? Non esistono più i cavalieri…” afferma il protagonista all’inizio
del monologo. Ciò viene espresso attraverso una serie di riflessioni tra il
passato e il presente e con una galleria di personaggi deformati dalla lente
della satira e dell’ironia. “Ma forse i cavalieri non sono mai esistiti… o
soltanto nelle fantasie di un bambino”.
CHRISTIANITY SRL
di Marco Giannini e
Marco Vincis
con Marco Giannini,
Marco Vincis, Marianna Maurizi, Anna D'Alessio, Leonardo Zarra
regia di Massimiliano
Vado
Cosa succede quando
negli uffici del paradiso ci si accorge che sono scaduti i diritti sulla fine
del mondo? E come si rapporterà Dio con il nuovo bando di concorso che lo vedrà
alle prese con cavilli burocratici e la concorrenza spietata delle altre
religioni? Riuscirà a bypassare tutte le difficoltà burocratiche poste dal
nuovo concorso o passerà la mano?
"Christianity
srl", è una commedia divertente, irriverente e soprattutto veloce, che
tocca temi importanti, filtrati dall'occhio del creatore supremo e del suo
responsabile marketing. Dio è un moderno imprenditore, affiancato dal fidato
San Paolo, responsabile marketing della "Christianity srl" che di
volta in volta gli sottopone i problemi burocratici cui stanno andando incontro
con il nuovo bando, con improbabili quanto assurde soluzioni. A cornice della
storia ci sono anche problemi di "famiglia" con la Madonna alla
ricerca di una propria identità come donna del terzo millennio, un figlio che
ha un po' perso quelle che sono le regole di "famiglia", e una nuora,
la Maddalena, che reclama i propri diritti.
l’associazione Officina
delle Culture in collaborazione con il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia
presenta
“Euridice non può
tornare”
ispirato al testo
“Euridice non può tornare”, poema coreografico della dimenticanza di Marcello
Sambati. Voce e testo Marcello Sambati, sonorità Claudio Moneta, Marcello
Sambati, danza Alessandra Cristiani.
Questa figura mitologica
ci incanta, ci sorprende, ci incatena alla voce secolare che la vuole donna non
più raggiungibile, bene supremo di cui si perde il contatto e la vista,
nell’oscurità di ogni luogo e di ogni tempo, reali e immaginari. Ci trattiene
sulla soglia, sulla percezione minima, sottile di quell’unico passo
irriducibile e definitivo…. in uno stordimento che solo l’esperienza fisica del
limite o lo struggimento per una sensazione possono provocare nell’animo umano.
Nel linguaggio acre e intimo delle grandi leggende si ritorna alle radici vive
dei bisogni e misteri primari. La poesia con i suoi versi è l’unica arma in
grado di rendere docile una materia così tagliente, di avvicinarsi dolcemente
alle fragilità umane e divine. L’Officina delle Culture ha risposto e vinto il
bando pubblico del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia per la presentazione
di progetti di alto profilo culturale e propone nei meravigliosi giardini della
villa uno spettacolo emozionante fra poesia, musica e danza.
XXVI edizione di Quartieri dell’Arte –
Festival Internazionale di Teatro.
COMUS
A Masque Presented at
Ludlow Castle, 1634
da John Milton
Drammaturgia di
Riccardo Festa, musiche di Dario Guidi (nella foto), regia di Carlo Fineschi,
con Sara Allegrucci, Riccardo Festa, Carlo Fineschi e Dario Guidi.
All’inizio della
propria carriera, John Milton mise alla prova il potere morale e trasformativo
della poesia affrontando il genere del masque. Il suo Comus è uno spettacolo
elegante e immaginifico, che drammatizza alcune delle questioni più accese
della vita culturale, politica e religiosa della sua epoca.
ORCHIDEA
Storia di un fiore malato
Uno spettacolo di Mariaelena Masetti Zannini
Regia di Emanuela Bolco e Mariaelena Masetti
Zannini
audio originali Laura Rinaldoni
Scene e costumi Alexandros Mars
Arte rituale erotica del corpo a cura di Niko
Marinelli
Disegno luci Stefano Germani
tecnico luci e audio Ettore Bianco
Ufficio stampa Laura Gobbo
Con
Laura Rinaldoni
Ilaria Amadei
Sylvia Di Ianni
Antonio Fazio
Marco Fioramanti
Stefano Germani
Niko Marinelli
Anthony Rosa
Samuele Maria Pungitore
Mariaelena Masetti Zannini
E con il marito Andrea Vangelisti e la sorella Daniela
Rinaldoni
OrchiDea, storia di un fiore malato, è il racconto della
vita di Laura Rinaldoni, una giovane donna colpita dal morbo di Parkinson che
confessa emozioni a caldo ed esperienze di vita forti, spesso estreme, legate
alla sessualità e al dramma farmacologico che scatena in questa malattia e
quindi in lei, impulsi violenti e autolesionisti.
Lo spettacolo nasce dalla volontà di portare sul
palcoscenico la verità delle sue parole, attraverso audio originali che negli
anni la donna ha tenuto gelosamente nascosti come un diario segreto e che ora,
come un film onirico, attraverso la drammaturgia di quest’opera, prenderanno
vita sul palcoscenico del teatro Tordinona a Roma, dopo oltre 2 anni dal
debutto, dal 1 al 3 Giugno 2022. Sarà la stessa Laura, presente in scena, a
testimoniare la follia della sua disarmante realtà come un’equilibrista fragile
sulle corde della vita.
La dodicesima notte
di W. Shakespeare
Octopus Theatre Company
Regia di Alessandro Lori
Ambientata nell'antica regione balcanica dell'Illiria, racconta
una storia di amori e inganni, nella quale i gemelli Viola e Sebastian, a
seguito di un naufragio, si trovano a conoscere il Duca Orsino e la dama
Olivia. Orsino ama Olivia che ne ignora la corte, ma quando si trova davanti al
messaggero di Orsino (la giovane Viola che dopo la perdita del fratello si è
camuffata da uomo per entrare al servizio del Duca), se ne innamora, scatenando
una serie di eventi e imprevisti che condurranno al lieto fine. Una sottotrama,
importante ai fini dello svolgimento della trama, vede protagonisti i personaggi che
popolano la corte di Olivia: il giullare Feste, il maggiordomo Malvolio, la
cameriera Maria, lo zio Sir Toby, il servo Fabian e Sir Andrew Aguecheek. Il
maggiordomo Malvolio viene beffato dagli altri cinque che, falsificando una
lettera, gli fanno credere di essere oggetto di attenzioni da parte della
padrona Olivia.
CANTICO DEI CANTICI
adattamento e regia Roberto Latini
musiche e suoni Gianluca Misiti (Premio Ubu 2017
'Miglior progetto sonoro o musiche originali')
luci e tecnica Max Mugnai
con Roberto Latini (Premio Ubu 2017 'Miglior
attore o performer')
organizzazione Nicole Arbelli
produzione Fortebraccio Teatro
con il sostegno di Armunia Festival Costa degli
Etruschi
con il contributo di MiBACT e Regione Emilia-Romagna
Il Cantico dei Cantici è uno dei testi più antichi
di tutte le letterature.
Pervaso di dolcezza e accudimento, di profumi e
immaginazioni, è uno dei più importanti, forse uno dei più misteriosi; un inno
alla bellezza, insieme timida e reclamante, un bolero tra ascolto e relazione,
astrazioni e concretezza, un balsamo per corpo e spirito.
Se lo si legge senza riferimenti religiosi e interpretativi,
smettendo possibili altre chiavi di lettura, rinunciando a parallelismi, quasi
incoscientemente, se lo si dice senza pretesa di cercare altri significati, se
si prova a non far caso a chi è che parla, ma solo a quel che dice, senza
badare a quale sia la divisione dei capitoli, le parti, se si prova a stare nel
suo movimento interno, nella sua sospensione, può apparirci all’improvviso, col
suo profumo, come in una dimensione onirica, non di sogno, ma di quel mondo,
forse parallelo, forse precedente, dove i sogni e le parole ci scelgono e
accompagnano.
Non ho tradotto alla lettera le parole, sebbene abbia
cercato di rimanervi il più fedele possibile.
Ho tradotto alla lettera la sensazione, il sentimento, che
mi ha da sempre procurato leggere queste pagine. Ho cercato di assecondarne il
tempo, tempo del respiro, della voce e le sue temperature.
Ho cercato di non trattenere le parole, per poterle dire, di
andarle poi a cercare in giro per il corpo, di averle lì nei pressi, addosso,
intorno; ho provato a camminarci accanto, a prendergli la mano, ho chiuso gli
occhi e, senza peso, a dormirci insieme.
“vi prego, non svegliate il mio amore che dorme” R. L.
3 VOCI PER AMLETO
Scrittura e regia Stefano Villani
Con
Stefano Villani
Fiammetta Michetti
Marco Marta