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Tape




  • Titolo: Tape
  • Autore: Stephen Belber
  • Regia: Danny Lemmo
  • Cast: Giulia Rinallo, Michele Mion, Nicola Tombacco
  • Luogo: Teatro Tordinona (Via degli Acquasparta 16, Roma)
  • Data e Orario: Maggio, ore 21:00 (con indicazione di una "Replica Speciale")
  • Prezzo Ingresso: 12€

Sinossi
"Tape", opera del drammaturgo Stephen Belber diretta da Danny Lemmo, è un dramma psicologico che ruota attorno al tema della memoria e delle conseguenze delle azioni passate. Come suggerisce il sottotitolo presente in locandina, "Certe cose non possono essere cancellate", la trama mette a confronto tre personaggi (interpretati da Giulia Rinallo, Michele Mion e Nicola Tombacco) legati da un evento irrisolto del loro passato comune.
La locandina, che ritrae i protagonisti in pose riflessive o intenti a inquadrare la realtà (come l'uomo con la macchina fotografica), anticipa un clima di tensione e indagine sulla verità, dove il confronto tra le diverse versioni dei ricordi diventa il motore centrale dell'azione scenica.
29.5.24
 

Otello

Teatro Tordinona 26 Maggio 2024
Otello
di William Shakespeare, regia Nella Russo

“Per tutto questo, in piedi davanti ad una donna” Con queste parole si conclude lo spettacolo shakespeariano diretto da Nella Russo. Mai come in questo periodo c’è stato tanto bisogno delle parole di Shakespeare, e quale opera migliore dell’Otello per mandare un messaggio forte e chiaro contro la violenza di genere? Quale mezzo più adatto se non i testi classici per renderci conto che, sebbene siano trascorsi secoli, molte donne vivono tuttora una realtà simile a quella di Desdemona ed Emilia? Il nostro spettacolo vuole essere un punto d’incontro tra la contemporaneità fatta di tempi serrati, messaggi diretti, chiari e concisi e l’opera seicentesca, una delle più significative dell’autore inglese. Vorremmo dare uno spunto di riflessione per indagare con ancor più profondità il tema del femminicidio, tanto discusso al giorno d’oggi. Il testo è stato alleggerito, ridotto e modificato in modo da essere più fruibile, comprensibile e adatto a qualsiasi tipo di pubblico, senza però perdere il senso più profondo e importante dell’opera



29.5.24
 

Calung-Lénggér


  

  • Titolo: Calung-Lènggér Banyumasan — The 1st Italian Tour
  • A cura di: Daniele Zappatore
  • Artisti: Yusmanto, Darno, Muriah Budiarti, Sukendar, Sarmin, Eko Kuntowibowo, Rumpoko Setyo Aji, Rianto, Cipto Subroto, Gading Banyubiru
  • Tappe del Tour Italiano:
    • 20-22 Maggio: Venezia
    • 23-25 Maggio: Roma
    • 26-27 Maggio: Napoli
  • Dettaglio Eventi a Roma (Focus Locandina):
    • 23 Maggio, h. 18:00-20:00: Workshop: Javanese Bamboo Music presso Sapienza Università di Roma (Facoltà di Lettere e Filosofia, Aula Pirrotta - Ingresso Libero)
    • 24 Maggio, h. 14:00-16:00: Workshop: La Danza Lènggér presso Sapienza Università di Roma (Facoltà di Lettere e Filosofia, Aula A ex Iso - Ingresso Libero)
    • 25 Maggio, h. 19:00: Performance principale presso Teatro Tordinona (Sala Pirandello - Ingresso su invito con tesseramento)

🎭 Sinossi di Direzione Artistica e Note Culturali
Il battito ancestrale del bambù e l'estasi della danza.
Per la prima volta in Italia, le millenarie e vibranti tradizioni della regione di Banyumas (Giava Centrale, Indonesia) prendono vita in un tour unico, volto a svelare il legame profondo tra musica rituale, performance comunitaria e sacralità del corpo. Calung-Lènggér Banyumasan non è una semplice esibizione folkloristica, ma un vero e proprio ponte interculturale curato da Daniele Zappatore, concepito per far dialogare l'accademia universitaria con lo spazio vivo della messinscena teatrale.
Il progetto si articola come un percorso immersivo guidato da un ensemble di dieci straordinari artisti indonesiani. Il cuore sonoro è rappresentato dal Calung, il caratteristico ensemble di percussioni in bambù che sprigiona ritmi ipnotici e gioiosi, sui quali si innesta la potenza espressiva del Lènggér, una danza tradizionale che esplora l'armonia dei contrasti, la fluidità di genere e la catarsi rituale. Attraverso due workshop teorico-pratici alla Sapienza Università di Roma e il culmine performativo nella suggestiva cornice della Sala Pirandello al Teatro Tordinona, la direzione artistica offre al pubblico un'esperienza antropologica e sensoriale totalizzante, capace di celebrare la musica e la danza come linguaggi universali di resistenza e rigenerazione culturale.
29.5.24
 

ULTIMI CREPUSCOLI SULLA TERRA

Teatro Vascello 10 maggio 2024

ULTIMI CREPUSCOLI SULLA TERRA

Liberamente ispirato all’opera letteraria di Roberto Bolaño

Regia e drammaturgia Fabio Condemi
Scene, drammaturgia dell’immagine, costumi, Fabio Cherstich
con Anna Bisciari, Lorenzo Ciambrelli, Federico Fiochetti, Vincenzo Grassi, Sofia Panizzi, Eros Pascale

luci Paride Donatelli
disegno del suono Andrea Gianessi
assistente alla regia Andrea Lucchetta
assistente alla drammaturgia Vera Ortega
foto di scena Claudia Pajewski

si ringrazia Silvia Rigon per la consulenza teorica e drammaturgica 

produzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello, Accademia Nazionale D’Arte Drammatica Silvio D’Amico

Quando è stato più felice?
Io sono stato felice quasi tutti i giorni della mia vita,
almeno per un piccolo momento, anche nelle
circostanze più avverse

(Roberto Bolano, intervista con Mónica Maristain)

Questo spettacolo tratto da vari testi di Roberto Bolaño (Consigli di un discepolo di Jim Morrison a un fanatico di Joyce; 2666; puttane assassine; chiamate telefoniche) nasce come saggio finale del biennio dell’accademia nazionale d’arte drammatica Silvio d’Amico. Attraverso il montaggio di vari testi di Bolaño abbiamo cercato di comporre un mosaico di temi, personaggi e  parole. Nella drammaturgia due storie viaggiano in parallelo: da una parte la storia di Angel Ross (personaggi principale di ‘consigli di un discepolo di Jim Morrison a un fanatico di Joyce’), scrittore fallito con l’ossessione per Stephen Dedalus che precipita in una spirale allucinata di delitti e violenza insieme quando incontra Ana. Dall’altra la storia delle vittime di femminicidio nel deserto di sonora in una città che prende il nome fittizio di Santa Teresa e che ricorda molto Ciudad Juarez, che è, secondo Bolaño ‘ la nostra maledizione e il nostro specchio, lo specchio inquieto delle nostre frustazioni e della nostra infame interpretazione della libertà e dei nostri desideri’. Il labirinto di Dedalo e il deserto (che secondo Borges è il labirinto più irrisolvibile) sono le coordinate all’interno delle quali si manifestano i fantasmi evocati da Bolaño e dalla sua scrittura. In questo territorio letterario si incontrano e si mescolano in modo stupefacente i ricordi del golpe di Pinochet del 73 in Cile, i film di Tarkovskji e di Godard, i versi di Leopardi, le canzoni dei Doors, e una miriade di storie e di vite che si intrecciano tra loro spesso guidate dal caso. 

”Leggendo i libri di Roberto Bolaño si ride, ci si infastidisce, ci si commuove, si ha paura, ci si annoia, si soffre, ci si sente persi, si prova ansia, si sogna, si crede che possano esistere ancora passioni estreme, ci si illude che la poesia abbia senso, si pensa che niente abbia senso, si crede che tutto sia vano, e ci si convince che vivere sia meravigliosamente insano: dove si trova qualcosa del genere nei romanzi degli ultimi trent’anni? in nessun altro scrittore di oggi la letteratura è così grandiosamente allegra e disperata. Ammaliati dalla stupefacente capacità affabulatoria di Bolaño, e dalla sua voce al tempo stesso amabile e ironica, ci addentriamo in un labirinto di luoghi, di segni, di incontri, di libri, di quadri, di sogni, di storie che generano altre storie: un labirinto dove ci aggiriamo frastornati e felici, senza tuttavia sentirci mai perduti.  Giuseppe Montesano

 Per i temi trattati si consiglia la visione dello spettacolo ad un pubblico adulto.

22.5.24
 

Pape Satan




  • Titolo: Pape Satàn Opérette
  • Presentato da: Octopus Music Factory (diretta da Fabio Frizzi)
  • Cast: Tristano Brazzi, Camilla Corsi, Caterina Frizzi, Alessio Contorni, Francesco Saguto.
  • Luogo: Teatro Tordinona (Via degli Acquasparta, 16 - Roma)
  • Data e Orario: 12 maggio, ore 19:00
  • Contatti: Per info e prenotazioni 348 7347089

Sinossi
"Pape Satàn Opérette" è una produzione musicale della Octopus Music Factory che, come suggerisce il celebre verso dantesco del titolo e l'estetica della locandina (caratterizzata da corna e coda diabolica), esplora un immaginario ironico e "infernale". [1]
Lo spettacolo si configura come un'operetta o un varietà musicale corale, dove gli interpreti — molti dei quali legati ai laboratori e alle attività della scuola di musica — mettono in scena un gioco teatrale che unisce musica e recitazione. Il tono grottesco e festoso anticipato dalle piume rosa e dai cappelli a cilindro degli interpreti in foto suggerisce una rilettura leggera e dissacrante di temi classici, trasformando il palco del Teatro Tordinona in un cabaret d'ispirazione satanica ma dai toni decisamente brillanti. [1]
19.5.24
 

Le interviste impossibili: Stalin e Josephine Beauharnais


1 marzo 2024

Franco Cardini incontra STALIN (Luigi Diberti)

Annamaria Barbato Ricci incontra JOSEPHINE BEAUHMAIS (Martine Brochard)

1.5.24
 

Ulisse, Macerata

Teatro Tordinona 28 Aprile 2024

ULISSE, MACERATA

Debutta a Roma lo spettacolo diretto e interpretato da Luigi Moretti

In scena per la prima volta a Roma Ulisse, Macerata, spettacolo diretto e interpretato da Luigi Moretti, scritto da Fiammetta Carena e prodotto dalla Compagnia del Sole in scena dal 25 al 30 aprile al Teatro Tordinona (repliche ogni sera alle ore 21 tranne domenica 28 aprile ore 18).

Lo spettacolo racconta di Ulisse, un comune uomo di provincia, incattivito dalla vita, dalle proprie sconfitte e dalla consapevolezza di essere disperatamente solo che pensa, dice e fa cose orribili. Quando la sua squadra di calcio perde la coppa di campionato contro il Troia, la rabbia per la sconfitta è tale che decide di andare a riprendersela. Inizia un viaggio tra il delirante e l’onirico in cui, questo Ulisse contemporaneo, volgare, ottuso e affatto astuto, incontra i personaggi e gli ostacoli del poema omerico.

«Ulisse, il celebre eroe omerico. Ulisse Macerata, un uomo di provincia, molto ignorante e con la grande convinzione di essere furbo. Macerata è forse un patronimico, una sensazione, un rimando sentimentale alle Marche? Sicuramente un luogo dove l’espressione dialettale raggiunge un’immediatezza estrema e a tratti grottesca.» Prosegue Moretti nelle note di regia dedicate allo spettacolo «L’omonimia del nome, dunque, e la similitudine del viaggio sono solo un meraviglioso espediente letterario perché qui non c’è che un paesaggio desolato, sporco dove la grandezza nemmeno si affaccia. Ma la complessità della costruzione del personaggio non lascia scampo: un uomo patetico e rabbioso, che vive di espedienti, razzista, misogino, omofobico, erotomane, si muove basso basso, spinto da un vento implacabile che non rigenera mai, sognando un approdo irraggiungibile, una grandezza impossibile. Tutto è giocato sull’illusione: durante tutto il viaggio si notano trasfigurazioni della realtà nell’immaginazione del personaggio: l’effetto è quello del sogno o dell’allucinazione, a volte pesantemente provocata.»

ULISSE, MACERATA

Di Fiammetta Carena

Diretto e interpretato da Luigi Moretti

Musiche Paolo Principi

Luci Francesco Mentonelli

Scena Guerrino Andreani

Costumi Stefania Cempini

Assistente alla regia Adriana Formato

Studio di registrazione Punctus

Foto di scena Rodolfo Marziali

Video Matteo Giacchella

Produzione Compagnia del Sole

Organizzazione Dario Giliberti

Comunicazione Marilù Ursi

Amministrazione Lucia di Mauro

 

1.5.24
 

Le interviste impossibili: Dante e Virgilio

10 gennaio 2024

Ennio Cavalli incontra VIRGILIO (Mimmo Caprio)

Idalberto Fei incontra DANTE ( Edoardo Siravo)

Con la partecipazione di Paolo Minnielli  
30.4.24
 

P A S O L I N I O R G I A UNA LETTURA

SPIN TIME LABS  21 aprile 2024

Auditorium Spin Time Labs

P A S O L I N I

O R G I A

UNA LETTURA

Con Mariangela Granelli e Francesco Villano

Sound design Dario Felli

A seguire conversazione con Sergio Lo Gatto

Grafica Cristina Gardumi

In una delle tante case di questo quartiere, in una sera ferma, di festa, una coppia di coniugi decide di tentare un rituale orgiastico per liberarsi, seppur momentaneamente, del corollario di norme e ideali borghesi a cui la loro vita è votata. 

Cullati da sempre nel sonno della morale comune - ereditata da un passato fascista e da un presente diversamente fascista (conformista, tecnocratico, qualunquista) - decidono di svegliarsi, di bucare il velo e “toccare la realtà”. 

Questa orgia non riuscirà. La grazia dell’ordine saprà farli desistere. 

Il loro corpo è ormai segno vivente di quel mondo che fa dell’amore degli altri purezza e del loro colpa. 

Finché in una sera di primavera… nell’aria si muove l’aria. 

Finalmente. Senza rimorsi, senza decidere.

Trallalà.

Siamo nel 1966. Forse. 

Òrgia s. F. [dal lat. Orgia, neutro pl., gr. ργια (pl. Di ργιον), affine a ργον «opera»] (pl. -geo -gie). –

1. Cerimonia rituale, frequente nella tradizione di numerose religioni[...], consistente in una manifestazione di carattere tumultuoso, i cui partecipanti, sottraendosi temporaneamente alle norme che regolano il comportamento consueto della comunità, si abbandonano a un’esplosione senza freno della vita fisica e psichica [...]. Orge (o feste) dionisiache, nell’antica Grecia, le celebrazioni del culto di Dioniso, durante le quali le baccanti partecipavano al furore sacro indotto dal culto orgiastico proprio di quel dio con forme di eccitazione parossistica che si coronava addentando vivo o mangiando crudo (omofagia) un cerbiatto, incorporazione di Dioniso.

 

26.4.24
 

Maternità

Angelo Mai 13 aprile 2024

MATERNITÀ

UNO SPETTACOLO DI FANNY & ALEXANDER TRATTO DAL RACCONTO DI SHEILA HETI (TRADUZIONE MARTINA TESTA, SELLERIO EDITORE, 2019)

DRAMMATURGIA, COSTUMI CHIARA LAGANI| REGIA, LUCI, PROGETTO SONORO LUIGI DE ANGELIS|  CON CHIARA LAGANI| ARTWORK ELEANOR SHAKESPEARE| ARCHITETTURA SOFTWARE MULTISCELTA, CURA DEL SUONO, SUPERVISIONE TECNICA VINCENZO SCORZA| ORGANIZZAZIONE, PROMOZIONE MARIA DONNOLI, MARCO MOLDUZZI| PRODUZIONE E PRODUCTION/FANNY & ALEXANDER| GRAZIE A ATELIERSI, GIOVANNI CAVALCOLI, SILVIA VEROLI

In Maternità, tratto dal racconto di Sheila Heti, una donna si chiede, di fronte al pubblico seduto davanti a lei, cos’è che la trattiene dal mettere al mondo un figlio. Non si tratta di un monologo, ma di una strana specie di dialogo, sospeso tra dimensione assembleare e gioco con il caso. Di fronte alle domande più difficili Sheila si rivolge alle persone in sala a cui è stato dato un piccolo telecomando con cui rispondere ai suoi quesiti. Le risposte si proiettano a ritmo incalzante su uno schermo sospeso sulla scena in un oppressivo codice binario: tutto è sì, oppure no, tutto è bianco, oppure nero. Sì e no è il timbro di un accanimento, di un’ostinazione, di una strana slabbratura dell’anima della protagonista che, mentre si interroga con ironia e ferocia su una questione così nodale, tende il ragionamento fino all’eccesso infrangendo a tratti il velo del pudore e portandoci a riflettere sul valore della scelta.
Il dialogo col pubblico oscilla tra immedesimazione e giudizio proiettando sul testo una serie di interrogativi intimi e comuni su temi da sempre controversi.

23.4.24
  ,

Description - Schrödinger had a cat named Milton

Teatro Vascello Aprile 2024

 

Description (of a description)                          

di Lucinda Childs e Hans Peter Kuhn

con Lucinda Childs 

testo Susan Sontag 

musica, set e light design Hans Peter Kuhn 

direttore tecnico Reinhard Bischsel 

direzione di progetto Marta Dellabona

direzione di produzione Martina Galbiati

produttore Franco Laera 

 ……………………………

Schrödinger had a cat named Milton

di Michele Pogliani e MP3 Dance Project

coreografia Michele Pogliani in collaborazione con i danzatori

con Agnese Trippa, Nicolo’ Troiano, Mattia Romano, Michele Pogliani

visual design Michele Innocente

sound design Maurizio Bergmann

voce recitante Lucinda Childs

light design Stefano Pirandello

costumi e scenografia Tiziana Barbaranelli

riprese video Daniele Lazzara

coordinatore di produzione Fabrizio De Angelis

 

Durata: 60’

LUCINDA CHILDS E LA COMPAGNIA MP3 DANCE PROJECT DI MICHELE POGLIANI DI NUOVO INSIEME A ROMA

Dopo il successo della tournée italiana e poi internazionale dello spettacolo Relative Calm, la grande coreografa statunitense Lucinda Childs torna a Roma assieme a Michele Pogliani e alla sua compagnia MP3 Dance Project per un evento al Teatro Vascello di Monteverde, dal 4 al 7 aprile 2024.

Lo spettacolo, composto da due parti vede nella prima, in esclusiva italiana, Description (of a description) di Lucinda Childs e Hans Peter Kuhn, narrazione nata da un inquietante testo di Susan Sontag. Che accade se un uomo collassa su un marciapiede? In scena la coreografa stessa con la sua magnetica presenza a recitare in un’ascesa di movimenti sempre più rarefatti e malcerti. Un’occasione per godere ancora di questa protagonista della scena minimalista USA, e in questi nostri tempi incerti per farci aiutare dall’arte a trovare chiavi per leggere la realtà.

Michele Pogliani – che con la compagnia di Childs ballò a lungo prima di questa rinnovata collaborazione – nella seconda parte presenta, in prima assoluta, Schrödinger had a cat named Milton (ispirato al celebre paradosso sulla probabilità della meccanica quantistica del gatto di Schrödinger, secondo cui finché non si apre la scatola è impossibile sapere se il gatto all’interno sia vivo o morto). Un pezzo che ci ricorda che tutto può accadere, ma può anche non accadere: per MP3 Dance Project, in scena con Pogliani anche Agnese Trippa, Nicolò Troiano e Mattia Romano con il sound design di Maurizio Bergmann. In uno spazio astratto si aprono porte [portali] che lasciano intravvedere un’altra realtà e altre dimensioni. Le video installazioni sono curate da Michele Innocente, i costumi e le scene da Tiziana Barbaranelli.
La compagnia MP3 Dance project e lo stesso Pogliani saranno impegnati anche il 27 e 28 marzo alla Nuvola dell’Eur con il progetto Dancing Glass uno spettacolo\evento con la direzione artistica di Lucinda Childs per la danza e Oscar Pizzo per la musica, in cui risuoneranno 12 Etudes per piano di Philp Glass in dialogo con altrettante creazioni originali commissionate a 14 tra coreografi, musicisti e video artisti internazionali.

 

22.4.24
 

Oh Scusa Dormivi

Teatro Tordinona 19 Aprile 2024

OH SCUSA DORMIVI

di Jane Birkin

traduzione di Alessandra Aricò (Edizioni Barbès, 2008)

con Alessandra Vanzi e Marco Solari

collaborazione Gustavo Frigerio | Produzione Florian Teatro – Centro Produzione Teatrale

Grazie a Artisti 7607 – Patrizia Bettini – Marcella Messina – Mario Romano – Paolo Modugno – Paola e Alessandro (Spazio di Mezzo, Baglio d’Arte di Marausa). Per le foto ad Andrea Cavicchioli, Piero Marsili, Marcello Mascara, Ionela Mimiteh  

Negli anni ’90 Jane Birkin scrive Oh pardon tu dormais, testo teatrale con l’andamento di un lungo racconto, un atto unico che si sviluppa in 17 quadri nell’arco di tempo di una notte in una camera da letto.

Una coppia che convive da anni, in cui la donna cerca conferma di amore dal suo compagno, ma lui non riesce a dimostrarglielo. In questa notte difficile i due si rimproverano, lottano, si lasciano, si riuniscono, si straziano ed inteneriscono in un gioco doppio, tra parole e azioni che a volte le contraddicono: come se un filo parallelo al dialogo materializzasse pensieri e desideri più o meno espliciti.

Alle volte la vita di una coppia può trasformarsi in un vero terreno di lotta. Un ring. Rivendicazioni, insicurezze, rimproveri, debolezze, gelosie. Tutti i colpi sono ammessi, anche i più bassi. Ma nel confronto c’è spazio anche per alcuni momenti di dolcezza, di tenerezza.

Per osservare da fuori questo agone niente di meglio di una scena vuota dove si disegnano i percorsi dei due protagonisti: incroci, faccia a faccia, schivate, rifiuti, accerchiamenti. 

Un atlante sentimentale dove ogni passo è un messaggio per l’altro, un segnale che può essere di minaccia o di coinvolgimento. C’è spazio anche per la seduzione naturalmente. Ma anche quella in un attimo può trasformarsi in vendetta o in un ricatto.

C’è spazio anche per la simulazione. I protagonisti ci sono o ci fanno? Ognuno mette in scena un teatrino per l’altro che è complice nella finzione. Quante volte l’hanno già fatto!

È un gioco che può sorprenderli, che può animare la noia data dall’abitudine. Sono disillusi, stanno invecchiando, forse non si amano più, ma hanno bisogno l’uno dell’altro. Il confronto è crudele e il testo di Jane Birkin è asciutto, battute brevi e secche, un ritmo implacabile che costringe i protagonisti a uno svelamento che ci rende voyeur, che ci fa tifare per l’uno o per l’altro, ci rimanda alla nostra vita, al nostro personale confronto con l’altro che amiamo.

Un allestimento volutamente essenziale, una scenografia fatta di luce, per un’ora circa di spettacolo.

Lo spettacolo ha avuto un’anteprima nazionale il 10 settembre 2023 nella rassegna  Tempora Contempora al Convitto Palmieri di Lecce e  in prima nazionale  il 14 e 15 ottobre al Florian Espace di Pescara.

22.4.24
 
 
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