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Folk-s


Pineta Marradi, Prato del Cardellino, Castiglioncello 5 luglio 2013 “FOLK-S” will you still love me tomorrow? invenzione e drammaturgia Alessandro Sciarroni interpreti Marco D’Agostin, Pablo Esbert Lilienfeld, Francesca Foscarini, Matteo Ramponi, Alessandro Sciarroni, Francesco Vecchi musiche originali Pablo Esbert Lilienfeld, video e immagini Matteo Maffesanti, disegno luci Rocco Giansante costumi Ettore Lombardi, faith coaching Rosemary Butcher consulenza drammaturgica, casting Antonio Rinaldi, consulenza coreografica Tearna Schiuichplattla, direttore di produzione Marta Morico, organizzazione Benedetta Morico amministrazione Luana Milani, cura del progetto, promozione Lisa Gilardino comunicazione e ufficio stampa Beatrice Giongo, produzione Teatro Stabile delle Marche in collaborazione con Corpoceleste_C.C.00# e con Inteatro, Amat-Civitanova Danza per “Civitanova Casa della Danza”, Centrale Fies, ChoreoRoam Europe: Centro per la Scena Contemporanea - Comune di Bassano del Grappa, The Place/London, Dansateliers/Rotterdam, Dance Week Festival/Zagreb, Paso a 2/Certamen Coreográfico de Madrid Folk-s è una pratica performativa e coreografica sul tempo. Il lavoro nasce da una riflessione sui fenomeni popolari di danza folk antica sopravvissuti alla contemporaneità. Lo Schuhplattler è un ballo tipico bavarese e tirolese, significa “battitore di scarpe” e consiste letteralmente nel battere le mani sulle proprie gambe e calzature. In Folk-s questa danza viene eseguita e concepita come indicazione di una forma preesistente e primitiva di pensiero. Il ballo come regola, dittatura, flusso d’immagini che seguono il ritmo e la forma, non il contenuto. Così, per i performer di Folk-s non v’è altro tempo che il presente, che è non-passato e non-futuro. È l’insistenza infinita della marea contro la spiaggia, il ritorno della stessa onda sulla stessa riva. È suono. Così il folk e il popolare, astratti dalla matrice sonora originaria, paiono battersi e fondersi con la condizione contemporanea, in continua lotta per la sopravvivenza.
25.7.13
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Indra (un Sogno di Strindberg)



Castello Pasquini, Castiglioncello 4 Luglio 2013 “INDRA (un Sogno di Strindberg)”
ideazione e regia Silvano Voltolina
drammaturgia Roberto Fratini Serafide
burattini Patrizio Dall’Argine
in scena Oreste Braghieri, Léna Chambouleyron, Patrizio Dall’Argine, Zina Gonin-Lavina, Riccardo Manfredi
tecnica e luci Gerardo De Vita
assistente alla regia Léa Drouet
musiche Moondog (Louis Thomas Hardin), Felix Mendelsshon-Bartholdy
organizzazione Maud Dréano
produzione Spina. Création. Théâtre et Arts Visuels.
con il sostegno alla residenza di Au bout du plongeoir, Cabaret Théâtre Dromesko, Réseau Lilas (Rennes),Festival Premiers-Actes (Munster) e il sostegno organizzativo di AV Turné. August Strindberg era stato appena lasciato dalla giovane moglie (incinta di una bambina) quando scrisse in quaranta giorni febbrili la storia della figlia di Indra che lascia le altezze celesti del padre. Il personaggio di questa giovane alla deriva nella fanghiglia terrestre fu interpretato per la prima volta da Harriett Bosse, madre di Anne-Marie (la sua figlia perduta).
Il Sogno è autobiografico al cento per cento: ogni scena e ogni elemento narrativo provengono da una maniera trasfigurata di percepire la realtà come un procedimento alchemico. Dentro Il Sogno si tratta di libertà e di gravi danni divini. È un gioco di scatole cinesi tra identità: l’attore che interpreta un dio, il dio che si manifesta attraverso il poeta, l’attore che interpreta lo scrittore che incarna un assoluto divino. Tutto questo coesiste e costituisce il tema dello spettacolo: il rapporto di generazione tra l’umano e il divino, tra il reale e la finzione; il corpo tra la luce e l’ombra. Chi genera chi? Chi dà la morte a chi? Domande sospese, magari inutili... e nel frattempo una giovane se ne va per il mondo per incontrare gli uomini, fa alcune strane scoperte e conosce molta volgarità e molto dolore
25.7.13
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La grande passeggiata



Castello Pasquini,Castiglioncello 3 Luglio 2013 “LA GRANDE PASSEGGIATA” di Fabrizio Sinisi, regia Federico Tiezzi, con Sandro Lombardi, Marco Brinzi, Simone Faloppa, Rosa Sarti, Nicolò Todeschini
drammaturgia Sandro Lombardi, Federico Tiezzi
interpretazione del verso Sandro Lombardi
voce e canto Francesca Della Monica, Ernani Maletta
drammaturgia del movimento Giovanni Scandella
drammaturgia del costume Giovanna Buzzi
luci Gianni Pollini
produzione Compagnia Lombardi/Tiezzi - Teatro Laboratorio della Toscana
in collaborazione con Armunia/Festival Inequilibrio, Comune di Bari, Teatro Pubblico Pugliese
Ispirato a una nota vicenda di cronaca, La grande passeggiata racconta la storia di un importante uomo politico francese accusato di violenza sessuale ai danni di una cameriera. La notte in cella, nell’attesa della prima convocazione in tribunale, diventa un luogo e un tempo imprevedibili, in cui molti destini vengono a giocarsi: un limbo, una stanza della tortura, un purgatorio dove, tra due surreali carcerieri, le vicende private s’intrecciano con quelle della finanza internazionale. Che cosa spinge un uomo ai vertici del potere a un atto apparentemente tanto sconsiderato? Scritto nella lingua della tradizione italiana in versi, da Alfieri e Manzoni a Luzi e Pasolini, La grande passeggiata, opera prima del drammaturgo venticinquenne Fabrizio Sinisi è una novità di rilievo nel panorama della drammaturgia italiana: un tentativo di tragedia classica che cerca di leggere il presente e la storia con gli strumenti di cui solo il teatro può disporre.
24.7.13
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B/Sogno



Castello Pasquini, Castiglioncello 3 Luglio 2013 “B/SOGNO”
versione radiodramma di Michele Bandini
con Michele Bandini, Francesco Ferri
regia Michele Bandini
ideazione Michele Bandini, Francesco Ferri
disegno del suono e live electronics Stefano De Ponti
strutture in legno Mael Veisse
produzione realizzata con il sostegno di Created in Umbria, Teatro Stabile dell’Umbria, Associazione Zoe, ZoeTeatro
È un doppio sogno. Due visioni. Due luoghi. Due figure. Due solitudini. Frammenti di una quotidianità filtrata dal sogno, scossa da un paesaggio sonoro che amplifica e distorce. Un dittico onirico in cui si mescolano due esistenze. Due appartamenti, due stanze, due vite simultanee, il giorno e la notte, lo scorrere del tempo, i rituali quotidiani a mostrare l’essenzialità dell’esistenza e la banalità del vissuto, una musica che è suono degli oggetti, amplificazione dei luoghi, del respiro, del pensiero. B/Sogno è un progetto sonoro, basato sull’utilizzo di microfoni e controller digitali, in cui lo spazio scenico e l’attore diventano punti di origine del suono, della musica, della parola, che ora è senso, ora è grido, flusso verbale, ripetizione. B/Sogno è un progetto di ricerca sul radiodramma teatrale inserito nel percorso artistico pluriennale denominato RadioGrafie - ScrittureRadio.
24.7.13
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Age



Castello Pasquini, Castiglioncello 4 Luglio 2013 “age” coreografia Francesca Pennini drammaturgia Angelo Pedroni, danza Camilla Caselli, Carolina Fanti, Nicolò Ferrara, Melissa Marangoni, Carmine Parise, Angelo Pedroni, Giulio Santolini, Demetrio Villani, Fabio Zangara, coproduzione CollettivO CineticO, Romaeuropa Festival, Armunia/Festival Inequilibrio, L’Arboreto Teatro Dimora di Mondaino, CSC Centro per la Scena Contemporanea/Operaestate Veneto, Festival miXXer/Conservatorio Girolamo Frescobaldi di Ferrara, vincitore del Bando Progetto Speciale Performance 2012. Ripensando Cage. Il progetto age declina con nove teenager kamikaze l’analisi sul ruolo dello spettatore e sul concetto d’indeterminazione che attraversa le ultime produzioni di CollettivO CineticO. Il rapporto tra l’aspetto accademico/normativo e il profilo biologico/chimico tipico della soglia dei diciotto anni produce una capacità di assunzione di rischio che rende gli adolescenti i candidati ideali per abitare lo spazio ludico, allo stesso tempo indeterminato e regolamentato, della scena. La performance è strutturata come un atlante in cui, capitolo per capitolo, gli “esemplari” umani sono chiamati a esporsi su un palco-ring dove la durata delle azioni è scandita dal gong della regia. Classificati con implacabile datità secondo i parametri più disparati, gli “esemplari” di age rispondono in diretta a un corpus di quesiti legati alla definizione di sé per caratteristiche, opinioni, gusti ed esperienze.
24.7.13
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Di cosa parliamo, quando parliamo di danza contemporanea



Castello Pasquini, Castiglioncello 30 giugno 2013 INCONTRI “Di cosa parliamo, quando parliamo di danza contemporanea” a cura di Altre Velocità per Coda-Teatri del presente partecipa la compagnia Barokthegreat
23.7.13
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Di cosa parliamo, quando parliamo di scritture per la scena?



Castello Pasquini, Castiglioncello 1 luglio 2013 "Di cosa parliamo, quando parliamo di scritture per la scena?" a cura di Altre Velocità per Coda-Teatri del presente partecipa la compagnia Gli Incauti
23.7.13
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Di cosa parliamo, quando parliamo di spettatori partecipanti?



Castello Pasquini, Castiglioncello 1 luglio 2013 "Di cosa parliamo, quando parliamo di spettatori partecipanti?" a cura di Altre Velocità per Coda-Teatri del presente partecipa la compagnia Orthographe
23.7.13
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L'ossigeno salato ha spinto giù il cielo



Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) 29 giugno 2013 “L’OSSIGENO SALATO HA SPINTO GIU’ IL CIELO” AUTOSERVICE - VOL. V, MOBY DICK O LA BALENA di Herman Melville, progetto, realizzazione, regia Luca Camilletti
con Emiliano Dini, Leonardo Mazzi, Dario Rossi, Riccardo Ruscica
coproduzione Armunia/Festival Inequilibrio, Istituto Omeopatico
collaborazione Il Moderno (Agliana, Pistoia)
produzione esecutiva Attodue (Firenze)
ringraziamenti Katiuscia Favilli, Silvia Sieni, Teatro Sotterraneo
prima assoluta
Epos inesauribile di meraviglia, orrore e avventura, il libro o balena o volume o enciclopedia di riferimento alimenta le visioni di ulteriori schegge di appartenenza con cui la scena si intossica; tali spore si disperdono e resistono a condizioni avverse per generare una deriva di sollevamento, di inclusione, di superficie, di monomania. Il costume resta l’identità per non celare l’imbarazzo biblico e per rimanere vivi, in digressione. Essere civile significa avere bisogni complessi. È terribile essere civile perché quando arrivi alla fine del mondo non hai nulla per sopportare il tuo peso, il peso della tua mancanza a te stesso. E un individuo, quando è davvero cresciuto, non dovrebbe aver bisogno di nulla.

AUTOSERVICE è un progetto in dieci tappe, dieci volumi. E’ una carrozzeria. Opere più o meno classiche della letteratura vengono attraversate per brevi periodi di tempo di lavoro sulla scena per essere sciolte dalla loro provenienza e drogate con ciò che resta del teatro. La forma di esposizione, il formato e la durata possono essere atipici dal mondo del palcoscenico. L’autoservice fa riferimento ad un luogo di cura di oggetti ammaccati e al tempo stesso alla fruizione leggera della sfogliatura da scaffale.
23.7.13
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Gravity and Grace



Castello Pasquini, Castiglioncello 2 Luglio 2013 “GRAVITY AND GRACE” coreografia Mor Shani, testo David Grossman
con Pawel Konior, Majon Van Der Schout, David Vossen
musica Jaap van Keulen
drammaturgia Shiran Shveka
produzione Dansateliers Rotterdam
produzione tour 2013 ICK Amsterdam
sei così bello, non c’è nessuno come te in tutto il mondo! / non c’è davvero nessuno come me? / certo che no, tu sei unico! / perché non c’è nessuno come me in tutto il mondo? / perché ognuno è unico / io non voglio essere unico al mondo! / perché no? / perché così sono solo.
Il nucleo pulsante di Gravity and Grace è la scoperta della solitudine nell’infanzia, l’acquisizione di una consapevolezza che, come la forza di gravità, è un peso costante. I performer sulla scena si confrontano con il compito al tempo stesso più semplice e più difficile: sostenere se stessi. Per trovare conforto e alleviare il dolore dovranno disimparare la solitudine e imparare a sostenersi a vicenda. In un quadro dove l’incertezza non esclude l’ottimismo, i corpi raccontano la vana lotta individuale per l’indipendenza. E ci chiediamo: quale grazia potranno offrirsi l’un l’altro?
23.7.13
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Lo sguardo del cane



Castello Pasquini, Castiglioncello 3 luglio 2013 “LO SGUARDO DEL CANE” ideazione Jadec N’Aren
coreografia e danza Elena Giannotti
con il contributo di Max Barachini e Mikel Aristegui
con il supporto di Centro Artistico Il Grattacielo Livorno, CSC-Bassano del Grappa,
Company Blu-Sesto Fiorentino, Dance Ireland
Lo Sguardo del Cane trae ispirazione da La Visione di Sant’Agostino (Sant’Agostino nello
Studio) di Vittore Carpaccio (c. 1465 - 1525/1526) e fa parte di una serie di composizioni chiamate RIA - Rider In Arena. L’assolo esplora la relazione tra l’interprete e gli elementi eterei della performance, quello che si afferra della visione, la trasmissione da occhio a occhio. La coreografia circola intorno alla discontinuità fra ciò che viene fatto, ciò che viene visto e i resti della nostra esperienza. Il lavoro mette il danzatore al centro di una matassa coreografica dove strati di struttura diventano come fantasmi. I movimenti, intricati e minimalisti, vengono eseguiti con precisione e dimenticanza.
23.7.13
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Hamelin



Incontro con la compagnia



Castello Pasquini, Castiglioncello 2 luglio 2013 “HAMELIN” di Juan Mayorga
regia Simone Toni, con Luca Carboni, Federica Castellini, Marco Grossi, Stefano Moretti, Giulia Valenti
scene Alessandra Gabriela Baldoni
musiche Giacomo Toni
assistente alla regia Marco Grossi
produzione Gli Incauti
spettacolo sostenuto nell’ambito dell’Accordo GECO 2 Giovani Evoluti e Consapevoli - Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Gioventù - Regione Emilia-Romagna in collaborazione con Emilia-Romagna Teatro Fondazione.
L’autore prende spunto dalla celebre fiaba Il pifferaio magico per raccontarci una storia di grande attualità. Un giudice indaga su un caso particolarmente grave e lo spettatore, trasportato in una vicenda scomoda, sente il bisogno da subito, proprio come accade nella vita, di individuare un colpevole e un salvatore. Via via che il tempo passa però le domande e i dubbi aumentano. Personaggi e spettatori rimangono sospesi nell’incertezza, incapaci di trovare risposte univoche, di distinguere cosa sia giusto e cosa sbagliato, chi sia innocente e chi colpevole. Attraverso temi come l’influenza dei media e l’uso del linguaggio, Hamelin ci fa riflettere sull’inadeguatezza dell’uomo a definire e a comprendere la complessità della natura umana mettendo in luce la relatività del concetto di verità.
23.7.13
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