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Mio figlio era come un padre per me



Incontro con la compagnia



Teatro Remondini, Bassano del Grappa VI 28 Agosto 2013
“MIO FIGLIO ERA COME UN PADRE PER ME”
 di e con: Marta Dalla Via & Diego Dalla Via,
aiuto-regia: Veronica Schiavone,
partitura fisica: Annalisa Ferlini,
scene: Diego Dalla Via,
costumi: Marta Dalla Via.
“La prima generazione ha lavorato. La seconda ha risparmiato. La terza ha sfondato. Poi noi”. C’è una bella casa, simbolo di una vita agiata ma non agita. Ci sono due figli che pianificano di far fuori i genitori. Per diventare loro finalmente i padroni. Non della casa, padroni delle loro vite. Niente armi, niente sangue. Un omicidio due punto zero. Un atto terroristico, nascosto tra le smagliature del quotidiano vivere borghese.
ottobre 05, 2013
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Treno fermo a Katzelmacher



Incontro con la compagnia



CSC Garage Nardini Bassano del Grappa 29.08.2013 “TRENO FERMO A KATZELMACHER” No (Dance First. Think Later) ideazione Dario Aita, coreografie Elena Gigliotti, interpreti: Diletta Acquaviva, Emmanuele Aita, Giuseppe Amato, Lucio De Francesco, Damien Escudier, Marcella Favilla, Flavio Furno, Melania Genna, Elena Gigliotti, Giovanni Serratore. Costumi Giovanna Stinga, consulenza e realizzazione scene Paola Castrignanò, consulenza tecnica audio/video Ludovico Bessegato. Venti occhi. 10 teste. 9 cafoni, e uno straniero. 4 tasci, 4 zendraglie, e un marruchino. Si riconoscono sul loro sempr’eterno, sempr’arrugginito marciapiede. bar. Sotto casa. Non hanno una città, la vivono. In modo parassitario, ma non lo sanno. E per l’esattezza, questo ammasso di case in cui sono nati, si estende orrendo da Adelfia Capurso Casarano Manduria Torre Paese Rione Terra Afragola Filadelfia Sant’Elia Cetraro Verbicaro Maida San Vito sullo Jonio Santa Flavia San Cipirello Castellana Sicula Petralia Soprana Roccamena Partanna Campobello di Mazara eccetera eccetera a: nuova destinazione. Purché: si abballi. E il cuore mantenga il bum-bum dignitoso di sempre, aspettando sulla ferrovia che non c’è il treno che porterà all’euforia. Il trenoFERMO. Alla discoteca. 9 ragazzi, in una città indefinita con stazione e binari annessi, sconnessi e connessi con il loro linguaggio – di scunciglie, parolacce, bestemmie, e amore – 9 ragazzi, trenofermo a-Katzelmacher quindi, incontrano un marocchino. Che parla francesismi int’ o rione. E nel rondò di sfottimenti, violenza, e tradimenti, si muovono questi avanzi di città, partoriti a muscoli, calcio, carne, karaoke, sangue, balli e katzelmacher. La trama è facilissima nei fatti, incomprensibile nei motivi che la mandano avanti (e indietro). Storia di motorini, poste, amori, ragazze madri, legnate, bastunate, sogni. Perché anche al confine con la desolazione totale dell’essere, c’hanno diritto pure loro, ai sogni. Sogni facili. Nelle camerette con poster di neomelodici. E quando meno poi ce lo aspettiamo, si scoprono i volti, sotto i caschi sporchi, e hanno occhi grandi, tutti, belli e grandi, e scrivono poesie che non conoscono e non immaginano di avere dentro. Il sud. Il sud che è niente. Che siamo noi. Per davvero. E parliamo al plurale. E ci siamo scelti. Venti occhi. 10 teste. 9 teste brutte. E una marocchina. Tutto attraverso i suoi occhi. Occhi sporchi di terra straniera. Che hanno paura e fanno paura. Che aspettano ’o sule e trovano ’u sangu. E l’amuri. Un amuri diverso come lui. L’amuri che ci rende uguali.
ottobre 05, 2013
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La guerra è finita



30 LUGLIO 2013

LA GUERRA E' FINITA
Scritto e interpretato da Daniele Scattina
Un racconto di guerra, un racconto su quello che c’era e quello che rimane nelle vite, nei cuori e nelle coscienze degli uomini. Un racconto disegnato su una tela attraverso immagini viste in televisione, seguendo frammenti di poesia che parlano di libertà e costrizione, di vittime e di potenti, di gente senza volto e senza nome. Un racconto di potenza e fragilità, distruzione e costruzione, violenza e vita, guerra e amore, qualcosa di illogico, di incomprensibile, ma spesso forse più vero di tutto ciò che dovrebbe sembrare logico e sensato.
settembre 30, 2013
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Sulla Terra leggere



29 LUGLIO 2013

SULLA TERRA LEGGERE
di e con Antonio Careddu
Un uomo tutte le notti va al porto, guarda il mare e schiaccia le formiche. Oltre il mare, dice, c’è casa sua. Il nostro mondo ormai si è fatto piccolissimo, tutto è vicino e a portata di mano e tutto quindi diventa indifferenziato e indifferente. Testimone di questa indifferenza, il protagonista senza nome del racconto non conosce un posto in cui riconoscere la propria origine, un posto dove desiderare di tornare. Una formica di passaggio, raccontandogli una leggenda, lo renderà consapevole della sua condizione di sradicato e gli permetterà di scegliere.
settembre 30, 2013
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Eveline



Teatro Td IX Tordinona Roma 24 settembre 2013 “EVELINE”
di Francesca Venturi
Compagnia Uno Punto Zero
con: Giulia Menici, Domenico Marretta, Giacomo Maria Sannibale, Daniele Scaglia
Regia di Francesca Venturi
Aiuto regia: Giulia Costa
Coreografie: Micaela de Luca
Responsabile tecnico: Valerio Pignalosa Conti
“Perché scappi?” Accadono cose che sono come domande,
passa una vita, oppure anni, e poi la vita risponde.
La storia di Eveline racconta un intreccio di vite, di segreti e di risposte.
Musiche originali ed atmosfere surreali,
vi accompagneranno in una fuga senza ritorno.
Uno spettacolo affascinante, talvolta ironico,
talvolta crudo e pungente,
vi travolgerà come un'ondata di ricordi. E tu perché scappi?
settembre 30, 2013
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Game Over



Teatro Due 20 Settembre 2013 “GAME OVER”
Concept, coreografia e regia: Susan Kempster
Autori/interpreti: Susan Kempster/ Marta Cinicolo, Vincenzo Capasso, Claudio Malangone
Musiche: A.A V.V.
Disegno luci: Francesco Ferrigno
Responsabile organizzativo: Maria Teresa Scarpa
Produzione: Borderline Danza, MIBAC, Regione Campania
A volte le cose vanno troppo oltre e qualcuno finisce per farsi male. Questo accade quando finisce il gioco. Game Over tratta di sottile crudeltà, di ingiustizia e di gelosia, per la necessità di voler essere in gioco, di adattarsi, di voler essere amato. É un aspetto ambiguo della natura umana. Un inizio apparentemente innocuo, divertente che si trasforma in sinistro per i tre personaggi che giocano la loro parte in questo tragicomico dramma di vita.
settembre 26, 2013
 

Pulp-Ami



Teatro Tordinona 19 Settembre 2013 per la rassegna CONVERGENZE URBANE “PULP-AMI”
con Alessandra Della Guardia,
scritto e diretto da Dario Aggioli.
L'attrice si lamenta perché il testo è difficile e non è completo. Il personaggio interpretato da lei si lamenta del carattere dell'attrice e del fatto che l'autore lo ha lasciato incompleto. Per l'amore non totalmente corrisposto verso l'attrice, l'autore non ha terminato il suo lavoro, rendendo il testo crudo e vero come l'amore, ma inconsistente e tutto poco palpabile...“a volte non si combatte apertamente... Lo so è frustrante. È come stare davanti ad un caminetto, il fuoco si spegne, la cosa ti fa rabbia, ma nessuno ha mai provato a metterci dentro la legna. Ad alimentare quel fuoco.” Prodotto in collaborazione con Teatro Forsennato e La Riunione Di Condominio
settembre 26, 2013
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Tec Talk



Macro Testaccio, Roma 8 - 14 Settembre 2013 “TeC_Talk: incontro con la Generazione Scenario 2013” Il Premio Scenario è tra le maggiori opportunità di produzione teatrale. Prima del debutto definitivo, a Short Theatre gli artisti presentano la fase attuale dei loro lavori. In relazione alla delicata e feconda condizione del processo creativo la webzine Teatro e Critica organizza due incontri per discuterne provenienze e obiettivi, intenzioni e forme. Due tavole rotonde, dalle 11.30 alle 13.30, a cui partecipano gli artisti, operatori e critici, spettatori interessati.

Info: redazione@teatroecritica.net
settembre 25, 2013
 

Entrance


'Entrance' (in a trance) is started from the curiosity of What kind of forces can move our body and how dose body reacts. And by this forced energy body and mind are visiting different states as like struggling, rejecting, abandoning, receiving, accepting ... In this work ,we are trying to visit all kind of different states of mind and physics under the meaning of religion and form of ritual. 'Entrance' or 'en-trance' (in a trance) is a 30 minute solo for dancer Sung-Im Her, directed by Stef Lernous (of the theatre company Abattoir Ferme). The solo combines contemporary dance with elements from the 'abattoir- verse', such as ritual, religion and outsider-art.

공간 어딘가에 한 소녀가 있다. 이 소녀 안 어딘가에 공간이 있다. 이 수평면 안에 존재하는 한 물리적인 힘이 이 소녀 안으로의 출입구를 찾는다. 무엇이 이 소녀를 움직이게 하는지.... 무엇이 우리를 움직이게 하는지 알아보기 위해....
settembre 23, 2013
 

M.E.D.E.A. Big Oil



Incontro con la Compagnia



Teatro Remondini Bassano del Grappa 29.08.2013
“M.E.D.E.A. BIG OIL”
scritto e diretto da Terry Paternoster con gli attori del Collettivo InternoEnki – 1° Coro: Maria Vittoria Argenti, Teresa Campus, Ramona Fiorini, Chiara Lombardo, Terry Paternoster, Mauro F. C ardinali, Gianni D’Addario, Donato Paternoster, Alessandro Vichi. sostituti – 2° Coro: Elena Cucci, Valentina Izumi Cocco, Monica Mariotti, Anna Ferraioli Ravel, Michela Ronci, Salvatore Langella, Angelo Lorusso, Ezio Spezzacatena, Pierfrancesco Rampino, Matteo Vignati. M.E.D.E.A.Big oil è una rielaborazione del mito di Medea che segue una linea di trasposizione dichiaratamente anticanonica, che colloca la vicenda nella Basilicata odierna, sventrata dalle trivellazioni. Anche qui il nodo tragico s’innerva in un innamoramento senza corresponsione d’amore: l’eroina è una donna lucana disattesa nelle promesse e tradita dallo straniero, il Big Oil-Giasone, ruolo simbolico affidato a una compagnia petrolifera. Lo straniero è l’amante infedele che non mantiene la promessa d’amore, di crescita e di progresso a un paese che regala ricchezza in cambio di povertà. In questo senso, anche Medea è “simbolo”: è l’amante tradita ma anche metafora di una chiusura mentale che la fa vittima e carnefice insieme. A riverberare la sua stoltezza, il mormorio animalesco di un popolo-branco (il Coro) che è evocazione di un’umanità divisa pedissequamente fra miseri e potenti, incapaci di elaborare, al contempo, una coscienza di classe e una classe di coscienza. Il tragico che vogliamo raccontare è quello del Sud dei nuovi sottoproletari, secondo un filtro politico e una lettura cari alla poetica dell’autrice: il contrasto della cultura barbara e primitiva con la cultura moderna e neocapitalistica. Parliamo di “realtà del tragico” annichilenti, così come esemplifica la situazione della Val d’Agri: l’incidenza tumorale, qui, supera largamente la media nazionale. La documentazione concernente la crisi geo-politica lucana è stata raccolta in un archivio di testimonianze che i cittadini hanno messo a disposizione del progetto, a raccontare una realtà in cui oggi M.E.D.E.A. è il nome di un Master organizzato e gestito dalla Scuola Enrico Mattei e fortemente voluto da Eni. Fatalità.
settembre 20, 2013
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Pentesilea



La Pelanda, Roma 6 settembre 2013 foyer 1 performance Lenz Rifrazioni “Pentesilea”
da Pentesilea di Heinrich von Kleist
traduzione e drammaturgia Francesco Pititto
regia, installazione, costumi Maria Federica Maestri
musica Andrea Azzali_Monophon
interprete Sandra Soncini
cura e organizzazione Ilaria Montanari, Elena Sorbi
promozione e comunicazione Eleonora Felisatti
assistente Alice Scartapacchio
produzione Lenz Rifrazioni
Büchner, Hölderlin, Lenz, Kleist, Rilke, Dostoevskij, Majakovskij, Shakespeare, Goethe, Grimm, Andersen, Calderón de la Barca, Genet, Lorca, Bacchini, Ovidio, Virgilio, Manzoni: questi gli autori che hanno segnato i progetti monografici e pluriennali di Lenz Rifrazioni, a partire dal 1985. I recenti progetti di creazione performativa contemporanea sono il risultato artistico di un approfondito lavoro di ricerca visiva, filmica, spaziale, drammaturgica e sonora. In una convergenza estetica tra fedeltà esegetica alla parola del testo, radicalità visiva della creazione filmica, originalità ed estremismo concettuale dell’installazione artistica, l’opera di Lenz Rifrazioni riscrive in segniche visionarie tensioni filosofiche e inquietudini estetiche della contemporaneità. Traduzione, riscrittura drammaturgica, imagoturgia delle opere sono di Francesco Pititto, che ne cura la regia insieme a Maria Federica Maestri. Le installazioni sceniche e i costumi sono realizzati da Maria Federica Maestri, segnalata dalla critica per il suo lavoro di “drammaturgia della materia”, per il sistema di segni visivi che costituiscono il suo personalissimo “design-acted”. Le musiche originali sono di Andrea Azzali, musicista sperimentatore di elaborazioni e composizioni elettroniche. Lenz esprime una progettualità artistica riconosciuta come una delle più originali e rigorose nel teatro di ricerca italiano ed europeo caratterizzata da un continuo lavoro di indagine sul linguaggio contemporaneo. Nella prima fase del proprio percorso creativo Lenz Rifrazioni ha rielaborato i grandi testi classici, ritrascrivendone le pulsioni poetiche in visioni contemporanee. In una fase più recente al centro della poetica è la ricerca visiva e plastica: l’azione teatrale si incunea tra la scrittura per immagini e la creazione plastica dello spazio, che vuole essere un’installazione artistica autonoma. L'azione performativa è esaltata dall'eccezionalità degli interpreti, reagenti artistici del testo creativo.
settembre 20, 2013
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Lolita



Recensione dello spettacolo su TeatroeCritica

Teatro La Pelanda, Roma 6 settembre 2013 teatro 1 Babilonia Teatri “Lolita”
di Valeria Raimondi ed Enrico Castellani
con la collaborazione artistica di Vincenzo Todesco
con Olga Bercini e con Babilonia Teatri
luci e audio Babilonia Teatri/Luca Scotton
organizzazione Alice Castellani
grafiche/elaborazione video Franciu
foto Sara Castiglioni e Marco Caselli Nirmal
produzione Napoli Teatro Festival Italia in coproduzione con Babilonia Teatri
con il sostegno di Operaestate Festival Veneto
residenza artistica Cà Luogo d'Arte
Lolita è prima di tutto l’incontro con Olga, una bambina di undici anni che ha accettato la nostra proposta di fare uno spettacolo insieme.
Volevamo raccontare la ricerca di un’identità da parte di una bambina, il suo bisogno d’amore e la violenza del nostro mondo.
Lolita è uno spettacolo che prosegue la nostra ricerca di lavoro con le persone.
Olga porta sul palcoscenico la sua autenticità, senza il filtro della finzione e con la forza del suo candore. Lolita è un sogno. Un brutto sogno. Un incubo.
Sono pensieri e segreti consegnati a un diario.
Pensieri di una ragazzina che corre che salta che cammina sul filo.
Una ragazzina che ha pensieri di donna.
Lolita è un urlo e uno sberleffo insieme.
Lolita è un gioco dove non è chiaro il limite tra verità e finzione.
Lolita è una farfalla.
Quanti anni deve avere lolita per essere lolita.
Per profumare di lolita.
Sono i nostri occhi a vedere lolita.
E' la nostra testa a volere lolita.
Sono le nostre mani a immaginare Lolita.
Lolita è un modello che la società impone.
E' una tentazione e un monito.
È la voglia di giocare col fuoco e la paura di bruciarsi.

link: www.babiloniateatri.it
settembre 20, 2013
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