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RADIO P - 3° Puntata Venerdì 22 aprile

Venerdì 22 Aprile ore 17.30

RADIO P 
"Io non ho paura"

tramontata è la luna

di e con

Giovanni Greco, Gianluca Riggi, Maria Cristina Zerbino

e la partecipazione straordinaria di

Flavio Ciancio 





Sono le 17.30 e va in onda l'ennesima puntata di RadioP - Tramontata è la Luna, storico programma condotto da Vainamonen, ZorbaG, e HonzaC. Da Venerdì 8 Aprile in via sperimentale on line connettendosi al seguente link : htpp://www.e-performance.tv/p/live.html o sul canale you tube di e-performancetv. Potete anche venirci a trovare dal vivo al Teatro Tordinona - Sala Strasberg (la prenotazione è obbligatoria) Il numero per intervenire in diretta è il 0039 328.2783807 (attivo solo il venerdì dalle 17.00 alle 19.00)

Torna dopo tre anni “RadioP”, la Radio della Poesia e della Pazzia, la Radio della Passione e della Paura. Sono trascorsi tre anni di silenzio, tre anni in cui il mondo, l’Europa, l’Italia, sono cambiati, si sono succeduti nuovi presidenti e nuovi ministri, nuovi arrivi e nuove partenze, ma tutto è rimasto tremendamente uguale, anzi quella realtà profeticamente annunciata dai tre conduttori radiofonici è ora sempre più attuale e vicina. Questa è l’ultima ora: allo scoccare della mezzanotte, insieme con la chiusura del programma, chiuderà per sempre anche la radio. Gli spettatori spiano i tre conduttori sempre più inquieti che, come tutte le notti da più di dieci anni, portano avanti il programma con le sue rubriche, i suoi approfondimenti, i suoi giochi e non sanno, o forse sì, di essere visti, loro che sono abituati ad essere sempre e soltanto ascoltati e ad ignorare gli inquietanti segnali che giungono dall’esterno.

La messa in scena ripropone dal vivo uno studio radiofonico dove i tre conduttori giocano, vivono, si vedono morire lentamente, in una società che non li vuole, che non sa che farsene della Poesia e che riesce ad alimentare solo ed esclusivamente Paura. Un viaggio all’interno della poesia classica e contemporanea, un viaggio all’interno del mito, attraverso il gioco, e la leggerezza iniziale, i tre protagonisti conducono gli spettatori e/o radioascoltatori nella violenza non dichiarata e non vista del nostro presente.

Il mondo esterno sta per irrompere violentemente nello storico studio da un momento all’altro. Fino a qui tutto bene!
18.4.16
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Sterili

Teatro dell’Orologio 7 Aprile 2016
STERILI
testo di Maria Teresa Berardelli
con Diletta Acquaviva, Beppe Casales, Cecilia Cinardi, Francesco Ferrieri, Irene Lamponi
regia Camilla Brison
aiuto regia Laura Tassi
produzione Quattroquinte
Sterili, di Maria Teresa Berardelli, vincitore del Premio Riccione Pier Vittorio Tondelli 2009, dà il via al FOCUS PREMIO RICCIONE, un evento di assoluto rilievo nella stagione Cambiamento Reale, ideato, in collaborazione con il Premio Riccione per il Teatro, per confermare l’attenzione del Teatro dell’Orologio verso la nuova drammaturgia e l’impegno nella messa in scena di testi originali, frutto della scrittura di giovani autori. Lo spettacolo racconta tre storie, che si incrociano sulla banchina di una metropolitana in un giorno di festa. Una donna e suo marito, la stessa donna e il suo amante, due sorelle che si incontrano per raggiungere i genitori al pranzo di Natale. L’annuncio che la metro non passerà trasforma i tempi e le reazioni di questi cinque personaggi; la donna, accompagnata al binario dal marito e attesa allo stesso binario dall’amante, rimette in discussione la sua scelta; le due sorelle parlano per la prima volta dopo tanti anni. Le tre storie si contaminano e si nutrono a vicenda, permettendo loro di uscire dall’attesa per entrare nella vita.
18.4.16
 

De Revolutionibus

Teatro India 9 aprile 2016
DE REVOLUTIONIBUS sulla miseria del genere umano
da Il Copernico e Galantuomo e Mondo di Giacomo Leopardi
diretto e interpretato da Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi
disegno luci Roberto Bonaventura
scene e costumi Cinzia Muscolino
scenotecnica Piero Botto
assistenza alla regia Veronica Zito
ringraziamenti Giovanna La Maestra, Angelo Tripodo, Simone Carullo
Incontriamo Leopardi, il maestro della più amara e saggia ironia, e prendiamo lezioni di grandezza grazie a un’Operetta infelice e, per questo, morale, dove tutto il genere umano si scopre nullo, ma nella capacità di vedere la propria nullità riesce a dar spazio al trascendente e, dunque, alla poesia. Ciò nonostante, Leopardi, “conscio che gli uomini non si contenteranno di tenersi per quello che sono”, propone il triste scenario della “civiltà”, dei suoi legami e vizi nel ridicolo risultato d’un’Operetta immorale e, per questo, miseramente “felice”.
Rivoluzione e miseria sono parole che riempiamo d’una natura ambigua e paradossale, nell’unica certezza di volerci aggrappare al teatro, fatto di piccole e povere cose, ma capace di grandissime riflessioni sul potere dell’uomo di ribellarsi e dunque ritrovarsi.
I TEATRI DEL SACRO PER IL GIUBILEO, la rassegna investiga le intersezioni fra sacro e profano, fra spirito e scena. Sette gli spettacoli scelti tra i vincitori del Festival I Teatri del Sacro, che rappresentano sette differenti e sorprendenti modi per raccontare l’anima, la tradizione religiosa e la ricerca spirituale.
18.4.16
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Il Calapranzi

Teatro Tordinona 10 aprile 2016
Il CALAPRANZI
di Harold Pinter
Giorgio Cantarini e Miguel Gobbo Diaz
Due uomini chiusi in uno scantinato attendono qualcuno che non arriva. L'attesa sembra interminabile. Un calapranzi comincia a scendere con improbabili ordinazioni: un modo per ingannare il tempo... o per essere ingannati?
18.4.16
 

"Felliniana" - Omaggio a Federico Fellini

Teatro Blasetti - Centro Sperimentale di Cinematografia 8 aprile 2016
Il Centro Sperimentale di Cinematografia - Scuola Nazionale di Cinema presenta:
"Felliniana" - omaggio a Federico Fellini
Ideazione e Realizzazione a cura di Mario Grossi
Assisistente alla regia Eugenio di Fraia
con
Eleonora Belcamino
Fabrizio Colica
Ermes Frattini
Marta Jacquier
Marta Manduca
Daniele Mariani
Alberto Paradossi
Martina Querini
Gloria Radulescu
Francesca Ziggiotti

Fotografia
Lucio Cesare Casellato
Elena Chiappa
Cristiano Di Nicola
Francesco Drago
Anna Gaggero
Egidio Iorio
Giovanni Macedonio
Lucrezia Zanolini

Scenografia 
Vieri Cecconi

Costume
Fiordiligi Focardi
Margherita Leone
Eloisa Libutti
Si ringraziano i docenti Beppe Lanci, Emilio Loffredo, Maurizio Millenotti e la sua assistente Virginia Gentili, Carlo Rescigno, i colleghi Silvia Perelli, Massimiliano Dezi e Ciro Caravano
Si ringrazia tutto lo Staff tecnico del CSC
Grazie ad Adriano De Santis per aver sostenuto il progetto
Gli allievi del terzo anno del corso di recitazione della Scuola Nazionale di Cinema renderanno omaggio a Federico Fellini con lo spettacolo "Felliniana", ideato e realizzato con la regia del docente Mario Grossi e con il contributo degli allievi di fotografia, scenografia e costume.
Entrare nel mondo di Fellini è perdersi e al tempo stesso ritrovarsi.
In ognuno di noi il nome Federico Fellini evoca qualcosa, è entrato nei nostri sogni in un modo cosi lieve che quasi non ce ne siamo accorti […] Fellini colpisce al cuore oltre che alla mente. Il suo linguaggio cinematografico affascina e rapisce, la sua forza e la sua dolcezza sono contagiose. Chi non conserva almeno un ricordo dei suoi film?
“Con i ragazzi di recitazione abbiamo voluto approfondire questa conoscenza e ne siamo rimasti in un certo senso invischiati. E' nato Felliniana, un lavoro che voleva essere tutto incentrato sul ruolo dell'attore ma che ha successivamente coinvolto i corsi di fotografia, scenografia e costume.
Abbiamo estratto alcune scene da vari film che più ci colpivano e che si prestavano ad una elaborazione; le stesse sono poi diventate un gioco ad incastro, un percorso cronologico ed emozionale tra i personaggi, gli archetipi e le atmosfere oniriche tanto care a Fellini. Riproponendo un vero e proprio "spazio felliniano" ricostruito nel teatro di posa della Scuola ci siamo permessi di citare La strada, Il Casanova, Cabiria, I clown, La città delle donne, Giulietta degli spiriti, Toby Dammit, Amarcord, 8 e 1/2 (grazie anche a Nino Rota che ci ha reso il compito più semplice)”. Mario Grossi
18.4.16
 

Zio Vanj

TEATRO ARGOT STUDIO 6 APRILE 2016
ARGOT PRODUZIONI / UFFICI TEATRALI
SISTEMA CECHOV
ZIO VANJA
di Anton Cechov
un progetto di Uffici Teatrali
regia Filippo Gili
con
Ermanno De Biagi Aleksandr Serebrjakov
Alessandro Federico Michail L'voviè Astrov,
Paolo Giovannucci, Ivan Petroviè Vojnickij
Matteo Quinzi, Il'ja Il'iè Telegin
Emanuela Rimoldi, Sof'ja Aleksandrovna (Sonja)
Chiara Tomarelli, Elena Andreevna
aiuto regia Pietro Marone
scene Francesco Ghisu
costumi Daria Calvelli
si ringrazia il C.I.A.P.A. Roma
e Acting School di Gisella Burinato
Zio Vania è la storia di donne e uomini, anche qui come in Tre sorelle, fatti evadere da un’epoca, senza gli strumenti per attraversarne un’altra. La storia di un appellativo che di contorno può essere importante, centralizzato, come non può che esserlo se ‘titolo’, diventa ridicolo: zio. La storia di uno zio: della sua viltà, del suo errore, del suo rancore, dalla sua tardiva megalomania. Tutto così di oggi, a pensare quanti di noi, per paura di vivere, affidano alle tasche di un idolo - spesso poi crollato -, il portafoglio della propria gloria.
13.4.16
 

RADIO P - 2° Puntata - Venerdì 15 Aprile


Venerdì 15 Aprile ore 17.30

RADIO P

tramontata è la luna

di e con

Giovanni Greco, Gianluca Riggi, Maria Cristina Zerbino

e la partecipazione straordinaria di

Flavio Ciancio 
____________________________
Mille miglia di pensieri
che s'attorcigliano
inghiottono
agitano scaldano ghiacciano,
infine amano
l'attorcigliarsi dei pensieri tuoi
sollevano
tutto il peso del mondo
senza schiacciare
non sarebbe pena altrimenti,
un premio alfine
per tanta sofferenza,
morire come cani
in fondo





Sono le 17.30 e va in onda l'ennesima puntata di RadioP - Tramontata è la Luna, storico programma condotto da Vainamonen, ZorbaG, e HonzaC. Da Venerdì 8 Aprile in via sperimentale on line connettendosi al seguente link : htpp://www.e-performance.tv/p/live.html o sul canale you tube di e-performancetv. Potete anche venirci a trovare dal vivo al Teatro Tordinona - Sala Strasberg (la prenotazione è obbligatoria) Il numero per intervenire in diretta è il 0039 328.2783807 (attivo solo il venerdì dalle 17.00 alle 19.00)

Torna dopo tre anni “RadioP”, la Radio della Poesia e della Pazzia, la Radio della Passione e della Paura. Sono trascorsi tre anni di silenzio, tre anni in cui il mondo, l’Europa, l’Italia, sono cambiati, si sono succeduti nuovi presidenti e nuovi ministri, nuovi arrivi e nuove partenze, ma tutto è rimasto tremendamente uguale, anzi quella realtà profeticamente annunciata dai tre conduttori radiofonici è ora sempre più attuale e vicina. Questa è l’ultima ora: allo scoccare della mezzanotte, insieme con la chiusura del programma, chiuderà per sempre anche la radio. Gli spettatori spiano i tre conduttori sempre più inquieti che, come tutte le notti da più di dieci anni, portano avanti il programma con le sue rubriche, i suoi approfondimenti, i suoi giochi e non sanno, o forse sì, di essere visti, loro che sono abituati ad essere sempre e soltanto ascoltati e ad ignorare gli inquietanti segnali che giungono dall’esterno.

La messa in scena ripropone dal vivo uno studio radiofonico dove i tre conduttori giocano, vivono, si vedono morire lentamente, in una società che non li vuole, che non sa che farsene della Poesia e che riesce ad alimentare solo ed esclusivamente Paura. Un viaggio all’interno della poesia classica e contemporanea, un viaggio all’interno del mito, attraverso il gioco, e la leggerezza iniziale, i tre protagonisti conducono gli spettatori e/o radioascoltatori nella violenza non dichiarata e non vista del nostro presente.

Il mondo esterno sta per irrompere violentemente nello storico studio da un momento all’altro. Fino a qui tutto bene!
13.4.16
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Le due zittelle

Teatro Due Roma 2 Aprile 2016
Marioletta Bideri per BIS TREMILA presenta
RACCONTI ITALIANI
Da Alberto Savino, Dino Buzzati, Tommaso Landolfi, Ennio Flaiano
A cura di Maria Paiato
Che cos’hanno in comune una poltrona, un avvocato, due zittelle e un disco volante? L’imprevedibilità delle loro vicende, la contemporaneità degli autori, la voce che li interpreta: una delle più importanti attrici del panorama teatrale alle prese con la lettura di quattro brillanti autori italiani del ’900.
 Ecco come Maria Paiato descrive RACCONTI ITALIANI: "La fase che mi diverte di più del mio lavoro di attrice è il momento delle prove a tavolino. Tutti in cerchio o a rettangolo, chini sui fogli, a volte con la luce di poche lampade... per chi guarda da fuori l'impressione è del complotto, di qualcosa di carbonaro quasi stregonesco; di sicuro, per me, di profondamente INTIMO. E anche poco faticoso! Le prove sono una fatica bestiale quando si tratta di riempire lo spazio vuoto del palcoscenico di paesaggi, di oggetti, di personaggi che vanno 'in piedi' e che quindi si muoveranno, ma come? Vivranno, ma come? LEGGERE invece anche da seduti, per me e su di me, ha avuto sempre un enorme potere evocativo. Mi piace il teatro che mi fa fare la nutriente fatica di immaginare o di chiedermi il perché di una certa scelta scenografica, espressiva, musicale... la lettura mi sembra assolva molte di queste prerogative. Ora, con questo ciclo di letture mi sembra si possano mettere insieme molti motivi di piacere. Il mio piacere certamente, ma il teatro mi ha insegnato che se una cosa piace molto a me quasi certamente piacerà o convincerà il pubblico. I motivi di piacere sono quindi LEGGERE ad un pubblico, in un rapporto INTIMO, alcuni degli autori italiani del '900 che amo di più e che, in questo momento storico così obeso di nuovi scrittori, così ubriaco di nuove scritture, ritengo valga la pena far riscoprire. Cominceremo con Savinio Poltrondamore, è un racconto 'edificante'. Si conclude con una morale, vero senso della storia del povero commendator Candido Bove che per non aver saputo davvero ascoltare e vedere le cose della vita intorno a lui (come la maggior parte di noi fa - così ci sgrida Savinio) scopre di aver vissuto una vita di inganni. Di Dino Buzzati leggerò Sette piani, l'angosciante viaggio 'all'ingiù' di Giuseppe Corte, in una Casa di cura dalle atmosfere Kafkiane e Non aspettavano altro, denuncia del mostruoso che si nasconde appena appena sotto la pelle di noi cittadini buoni e perbene. Poi sarà la volta di Tommaso Landolfi con Le due zittelle ovvero, indagine sulle creature di Dio, e chiuderemo con Ennio Flaiano con Una e una notte, l'avventura di Graziano fatuo 'vitellone' felicemente irrisolto nell'Italia degli anni '60 così identica all'Italia di oggi".
13.4.16
 

RADIO P - 1° Puntata - Venerdì 8 Aprile


Venerdì 8 Aprile ore 17.30

RADIO P

tramontata è la luna

di e con

Giovanni Greco, Gianluca Riggi, Maria Cristina Zerbino

e la partecipazione straordinaria di

Flavio Ciancio




Sono le 17.30 e va in onda l'ennesima puntata di RadioP - Tramontata è la Luna, storico programma condotto da Vainamonen, ZorbaG, e HonzaC. Da Venerdì 8 Aprile in via sperimentale on line connettendosi al seguente link : htpp://www.e-performance.tv/p/live.html o sul canale you tube di e-performancetv. Potete anche venirci a trovare dal vivo al Teatro Tordinona - Sala Strasberg (la prenotazione è obbligatoria) Il numero per intervenire in diretta è il 0039 328.2783807 (attivo solo il venerdì dalle 17.00 alle 19.00)

Torna dopo tre anni “RadioP”, la Radio della Poesia e della Pazzia, la Radio della Passione e della Paura. Sono trascorsi tre anni di silenzio, tre anni in cui il mondo, l’Europa, l’Italia, sono cambiati, si sono succeduti nuovi presidenti e nuovi ministri, nuovi arrivi e nuove partenze, ma tutto è rimasto tremendamente uguale, anzi quella realtà profeticamente annunciata dai tre conduttori radiofonici è ora sempre più attuale e vicina. Questa è l’ultima ora: allo scoccare della mezzanotte, insieme con la chiusura del programma, chiuderà per sempre anche la radio. Gli spettatori spiano i tre conduttori sempre più inquieti che, come tutte le notti da più di dieci anni, portano avanti il programma con le sue rubriche, i suoi approfondimenti, i suoi giochi e non sanno, o forse sì, di essere visti, loro che sono abituati ad essere sempre e soltanto ascoltati e ad ignorare gli inquietanti segnali che giungono dall’esterno.

La messa in scena ripropone dal vivo uno studio radiofonico dove i tre conduttori giocano, vivono, si vedono morire lentamente, in una società che non li vuole, che non sa che farsene della Poesia e che riesce ad alimentare solo ed esclusivamente Paura. Un viaggio all’interno della poesia classica e contemporanea, un viaggio all’interno del mito, attraverso il gioco, e la leggerezza iniziale, i tre protagonisti conducono gli spettatori e/o radioascoltatori nella violenza non dichiarata e non vista del nostro presente.

Il mondo esterno sta per irrompere violentemente nello storico studio da un momento all’altro. Fino a qui tutto bene!

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7.4.16
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Le belle notti

Teatro della Cometa 30 Marzo 2016
Le belle notti
di Gianni Clementi 
regia Claudio Boccaccini
con Grace Ambrose, Sergio Andrei, Lucia Clementi, Federica Di Lodovico, Mariachiara Di Mitri, Benedetta Fasano, Leonardo Ghini, Eugenia Iorio, Filippo Laganà, Federico Lepera, Luca Paniconi, Paolo Roca Rey, FrancescoSarmiento, Tiziano Scrocca, Camilla Tedeschi, Filippo Tirabassi, DianaZagarella
Il 12 dicembre 1969, in pieno fermento ‘sessantottino’, diciassette giovani studenti occupano un noto liceo romano.  Un reparto della celere, prontamente allertato dal preside, circonda l’istituto dove i ragazzi si sono barricati. Le ansie, le paure, gli innamoramenti, uniti all’eccitazione crescente per l’atto di ribellione che li vede protagonisti, a mano a mano cementano il gruppo. Nonostante le evidenti differenze di carattere e di estrazione sociale, i giovani occupanti matureranno con il passare delle ore un senso di unità e di appartenenza, che sfocerà in una vera e propria presa di coscienza collettiva che regalerà loro l’emozione indelebile di essersi sentiti – per una volta nella vita - artefici e protagonisti di un momento storico.
5.4.16
 

Little is left to tell

Martedì 7 aprile 2015 a Roma, nella Sala Crociera del Museo di Archeologia e Storia dell’Arte, alle ore 19, Vita Accardi debutta con il nuovo lavoro teatrale, da lei diretto e interpretato, che si articola in due momenti di spettacolo accompagnati dalle installazioni visive di Nunzio e Giuseppe Salvatori e dalle musiche originali di Alvin Curran.
Lo stesso giorno si inaugura l’esposizione “In scena con gli artisti” realizzata con materiali ed installazioni provenienti dagli spettacoli messi in scena da Vita Accardi tra il 1979 e il 2015, in collaborazione con Carla Accardi, Alighiero Boetti, Nunzio, Luigi Ontani, Jorge Peris, Giuseppe Salvatori, Riccardo Caporossi, corredata da diverse testimonianze fotografiche tra cui quelle di Claudio Abate e Rodolfo Fiorenza.
Little is left to tell è tratto da Ohio Impromptu: le figure di un Lettore e un Ascoltatore, che nella pièce originale sono visivamente uguali, componendo l’immagine di uno sdoppiamento simbolico, in questa versione vengono rappresentate in un contrappunto linguistico dei testi, inglese e italiano. L’interprete in scena, con un alter ego di sola voce, racconta la storia di un mistero notturno e lo smarrimento per la mancanza di un altro essere umano, compagno di un lungo tempo trascorso insieme. Nel teatro della mente, identità e linguaggio sono implicati in una dinamica interiore diretta a raggiungere una meta ‘inesprimibile’.
Alla pièce beckettiana segue Endimione di Claudio Damiani, sempre per la regia di Vita Accardi. Per Damiani quello di Endimione è un rapporto a distanza, sorta di amore via radio, scoperta e ascolto di una presenza dietro le presenze, di un respiro segreto nel cuore del silenzio. È ricerca, desiderio reciproco tra umano e divino, come se la caducità riguardasse entrambi, e così l’eternità. E questo amore ipnotico e senza corpi, forte però e capace di scardinare tempo e spazio, come nell’Entanglement quantistico, si articola nel rincorrersi di un canto a due voci, vive nella forma dell’arte, è l’arte.
5.4.16
 

Radio P

Teatro Tordinona 19 marzo 2016
RADIO P
fino a qui tutto bene
di e con
Giovanni Greco, Gianluca Riggi, Maria Cristina Zerbino
e la partecipazione straordinaria di
Flavio Ciancio
Sono le 23.00 e va in onda la 3525° puntatadi RadioP, storico programma condotto da Vainamonen, ZorbaG, e HonzaC. Torna dopo tre anni “RadioP”, la Radio della Poesia e della Pazzia, la Radio della Passione e della Paura. Sono trascorsi tre anni di silenzio, tre anni in cui il mondo, l’Europa, l’Italia, sono cambiati, si sono succeduti nuovi presidenti e nuovi ministri, nuovi arrivi e nuove partenze, ma tutto è rimasto tremendamente uguale, anzi quella realtà profeticamente annunciata dai tre conduttori radiofonici è ora sempre più attuale e vicina. Questa è l’ultima ora: allo scoccare della mezzanotte, insieme con la chiusura del programma, chiuderà per sempre anche la radio. Gli spettatori spiano i tre conduttori sempre più inquieti che, come tutte le notti da più di dieci anni, portano avanti il programma con le sue rubriche, i suoi approfondimenti, i suoi giochi e non sanno, o forse sì, di essere visti, loro che sono abituati ad essere sempre e soltanto ascoltati e ad ignorare gli inquietanti segnali che giungono dall’esterno. La messa in scena ripropone dal vivo uno studio radiofonico dove i tre conduttori giocano, vivono, si vedono morire lentamente, in una società che non li vuole, che non sa che farsene della Poesia e che riesce ad alimentare solo ed esclusivamente Paura.
Un viaggio all’interno della poesia classica e contemporanea, un viaggio all’interno del mito, attraverso il gioco e la leggerezza iniziale i tre protagonisti conducono gli spettatori e/o radioascoltatori nella violenza non dichiarata e non vista del nostro presente.
Il mondo esterno sta per irrompere violentemente nello storico studio da un momento all’altro. Fino a qui tutto bene!
30.3.16
 
 
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