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PORCOMONDO

Teatro dell’Orologio 9 dicembre 2016
PORCOMONDO
Un uomo. Una donna. Una coppia. Una stanza. Un mese. Dicembre. Una notte. Quella di Natale.
La neve che tutto ricopre e tutto cancella. L'alba che coglie d'anticipo il buio, svela i desideri osceni, consuma i pensieri, stravolge gli animi, conduce al logoramento. Eccoli. Gli sposi ribelli. Gli amanti stremati. Eccoli. Il superstite e il boia. L'incontro degli opposti. Nulla li soddisfa. Nulla li sazia.
Ma dove si scappa mentre ci si viene incontro?
drammaturgia Francesca Macrì e Andrea Trapani
regia Francesca Macrì
con Aida Talliente e Andrea Trapani
luci Luigi Biondi
produzione Biancofango, La Corte Ospitale, OFFicINA1011
www.biancofango.it
SINOSSI
Un uomo. Una donna. Una coppia. Una stanza. Un mese. Dicembre. Una notte. Quella di Natale.
La neve che tutto ricopre e tutto cancella. L'alba che coglie d'anticipo il buio, svela i desideri osceni, consuma i pensieri, stravolge gli animi, conduce al logoramento. Eccoli. Gli sposi ribelli. Gli amanti stremati. Eccoli. Il superstite e il boia. L'incontro degli opposti. Nulla li soddisfa. Nulla li sazia. Ma dove si scappa mentre ci si viene incontro?
20.12.16
 

Io. Cassandra

Teatro Tordinona 18 Dicembre 2016
Io. Cassandra
Spettacolo di di Francesca Romana Di Santo e Andrea Chianelli
con Francesca Romana Di Santo
regia Andrea Chianelli

Lo spettacolo nasce dall'esigenza di restituire a Cassandra un volto e un corpo più umano che mitologico, di raccontare come sono andati i fatti. Francesca Romana Di Santo, autrice ed interprete, parte dai suoi fantasmi, dal suo senso di prigionia che la costringe in una bottiglia "dalla quale si fa fatica addirittura a respirare" e dentro la quale vive circondata di libri e storie. Spiata dai suoi stessi fantasmi. In questa metaforica prigione incontra Christa Wolf, che le presenta Cassandra, chiusa in una cella dove aspetta la sua ultima ora, e prega e sogna di poter raccontare la sua vera storia. Così, attraverso il corpo e la voce dell'unica attrice in scena, lentamente riprendono vita i momenti più significativi della sua esistenza: la fine di Troia, l'amore per Enea, il tradimento dei greci e dei suoi troiani.
Ritrovarsi dolorosamente avviluppata da una figura così maestosa. Sentirsi così vicine da non capire di chi sia il dolore che stai provando. Lasciarsi deridere da un pubblico stolto, per il solo fatto di conoscere la verità. "Cassandra è un fantasma che impone di essere narrato".
Cassandra, come femmina come fuoco sacro che rinnega gli eroi e si china alla vita.
Cassandra non può sapere né vedere nulla in più degli altri, ma può vagare nella verità sperando di trovare qualcuno altrettanto coraggioso da guardarla con lei. Cassandra come maledizione per chi le vuole sedere troppo vicino, per chi vorrebbe scoprire cosa nasconde.
Cassandra può solo entrare e non lasciarti più.
20.12.16
 

Carne

LA PELANDA 8 settembre 2016
Carne
testo Fabio Massimo Franceschelli
regia e interpretazione Elvira Frosini e Daniele Timpano
disegno sonoro e musiche Ivan Talarico
collaborazione artistica Alessandra Di Lernia
assistente alla regia Sonia Fiorentini
progetto grafico Davide Abbati
produzione Frosini Timpano – Kataklisma
www.frosinitimpano.it
Carne, muscoli e tessuto molle dell’uomo e degli animali. Carne, trasformazione terrena del Verbo divino. Carne al sangue, carne ben cotta, i piaceri della carne, carne viva e carne morta. In una tranquilla quotidianità casalinga, Lei e Lui discutono e litigano sulla carne, partendo dalla questione animalista per esplorare territori limitrofi ma meno battuti, la sacralità della carne come forma inalienabile dell’esistenza, i limiti etici della mercificazione della carne, la morte che trasforma la carne in oggetto, lo sfruttamento della carne come base di tutte le forme di sfruttamento apparse nella storia. Carne è anche un incontro tra due autorialità, quella scenica di Timpano/Frosini, e quella drammaturgica di Franceschelli.
20.12.16
 

Favole 2

Teatro Tordinona - Schegge d’autore 2016
16 Dicembre 2016
“Favole 2”
di LUCIANO BOTTARO
20.12.16
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Io, Trilussa

Teatro Tordinona - Schegge d’autore 2016
12 dicembre 2016
“Io, Trilussa”
di GIOVANNI ANTONUCCI
20.12.16
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Anamorfosi dentro

Teatro Tordinona - Schegge d’autore 2016
12 dicembre 2016
“Anamorfosi dentro”
di LUISA SANFILIPPO
20.12.16
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Crisalide

Teatro Tordinona - Schegge d’autore 2016
12 dicembre 2016
“Crisalide“
di CARLA PIUBELLI
20.12.16
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Casimiro


Teatro Tordinona - Schegge d’autore 2016
12 dicembre 2016
“Casimiro”
di MASSIMILIANO PERROTTA
20.12.16
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I due euro dell’acqua della nonna

Teatro Tordinona - Schegge d’autore 2016
19 Dicembre 2016
“I due euro dell’acqua della nonna”
di ROBERTA RUSSO

Interpreti e Personaggi (in O.A.):
Maria Elisa Barontini - cameriera
Roberta Russo - nonna
Regia: Alessandro Iori
Assistente alla Regia: Teodora Nadoleanu
Scene: Alice Mazza
20.12.16
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Città inferno

TEATRO DELL'OROLOGIO 14 dicembre 2016
Città inferno
di nO(Dance first. Think Later)
Con: Rachele Canella, Melania Genna, Elena Gigliotti, Carolina Leporatti, Demi Licata, Elisabetta Mazzullo, Daniela Vitale.
E con Maurizio Lombardi nel ruolo delle Suore (voce off).
Scene: Carlo De Marino .
Costumi: Carlo De Marino, Giovanna Stinga.
Luci: Giovanna Bellini.
Editing audio: Claudio Corona Belgrave.
Progetto video: Daniele Salaris.
Strutture ferrose: Anelo 97.
Foto: Miriam Di Cola.
Grafica : Domenico Caracciolo.
Regista assistente: Dario Aita.
Regia e partiture fisiche: Elena Gigliotti.
Una produzione di: Cardellino srl/ Fondazione Luzzati Teatro Della Tosse/ nO(Dance first. Think Later)
CITTA'INFERNO è vincitore della Menzione Speciale al Festival Scintille 2015
Si ringraziano Annalisa Martinisi per la gentile concessione dell'arrangiamento di "Maruzzella", Melissa Bartolini e Flavio Furno per il loro supporto artistico e tecnico.
 
 All'interno di una prigione vivono le protagoniste di questa storia, liberamente ispirata al film: "Nella Città, l'inferno" di Pietro Castellani, con Anna Magnani e Giulietta Masina. Assassine, fattucchiere, adultere e ladre seriali provenienti da tutta Italia e realmente esistite nelle pagine di cronaca nera dagli anni 40 a oggi sono costrette a occupare un ristrettissimo spazio vitale: una cella di 2m x2m. Quando una ragazza innocente verrà sbattuta dentro per uno sbaglio, le detenute - come delle voci interiori -la condurranno a poco a poco verso la vita disperata della galera, segnando così a vita il suo destino, non potendo capire la possibilità stessa dell'innocenza. Eccetto che: sono donne. Sono donne anche loro. Hanno amato, e ameranno. Hanno un corpo, o l'hanno avuto. Questa è una storia che ha il sapore della realtà, e il suo compito è quello di indagarne strettamente la causa: il debito d'amore, la nostra più grande ferita. Indelebile e senza tempo.
17.12.16
 

Stella Black

Teatro Tordinona 11 Novembre 2016
Stella Back 

di e con
Paola Casale

Regia di
Silvia Giorgi

Musiche
Federico Briccarello
Costumi
L'Emporio dei tessuti

Stella Black è rock e naïf ma non solo. Si innamora platonicamente di tutti senza capirne il perché. Ma poi è sempre sola e in fondo, come tutti gli aspetti della sua vita, pensa ingenuamente che prima o poi la “svolta” metterà tutto apposto. Coraggiosa e allo stesso tempo incontenibile rischia di fallire in ogni suo proposito. Lo sforzo ripetuto di tenere testa al mondo, un mondo nei cui standard fa fatica a riconoscersi, la fa vivere nel limine tra finzione e realtà alterando gli accadimenti e dipingendone contorni immaginari. Ma è la sua musica e il suo indomito e ostinato impulso creativo che la porteranno a liberare il suo sogno più profondo. Stella Black nasce come riscatto di una vita in cui le tavole del palcoscenico erano perdute. Sono tante le tappe, gli incontri, gli stimoli, le lotte che hanno sostenuto il lento e faticoso percorso di realizzazione. Si racconta di una cantante fallita che sogna il successo ma che invece rimane ancorata alla sua comune quotidianità. Il toccare il fondo e la sua creatività la spingono in una direzione imprevista. Un tuffo nel sogno, il Teatro, dove la vita per magia si rigenera.
17.12.16
 

Risorgi

Teatro Piccolo Eliseo 10 Dicembre 2016
RISORGI
scritto e diretto da Duccio Camerini
con Simone Bobini, Barnaba Bonafaccia, Duccio Camerini, Marika De Chiara, Ciro Carlo Fico, Dario Guidi, Igor Mattei, Marco Damiano
Minandri, Cristina Pedetta
musiche dal vivo Matteo Colasanti
scene e costumi Nika Campisi
combattimenti scenici a cura di Massimiliano Cutrera
una produzione La Contrada - Stabile di Trieste/ La Casa dei Racconti

Brecht incontra Shakespeare in una corte dei miracoli nella periferia marginale di Roma in cui ciascuno, a modo suo, cerca il riscatto, una resurrezione. Nove corpi o anime malati per raccontare una storia priva di morale - come la vita.
  
Ripresa dello spettacolo che ha debuttato l'anno scorso al Teatro Lo Spazio, "Risorgi" combina la visione brechtiana (più che pasoliniana) di quella che potrebbe essere un'odierna Corte dei Miracoli nella periferia romana a una storia che ha il tono epico e la struttura narrativa estremamente classica che potrebbe avere un'opera shakespeariana, con tanto di monologhi introduttivi o esplicatori praticamente per ciascun personaggio e finale tragico in cui tutti perdono qualcosa.
A capo di questa Corte dei Miracoli troviamo Marika, un travestito cinquantenne che sfrutta i "cionchi", storpi da lui addestrati a chiedere l'elemosina. Sulle sue tracce c'è un poliziotto, del quale ha visto una foto. Nel frattempo, la Corte è scossa da una rivolta, capeggiata da Latodestro (così chiamato perché di quello sinistro ha perso l'uso in seguito a un incidente) che, in combutta con altri gruppi di emarginati estremamente pericolosi (nigeriani e fascisti) riesce a privare Marika della sua forza lavoro, rapendo tutti i cionchi. Marika chiede aiuto a Sergetto, un giovane marchettaro che ha accolto e allevato sin da piccolo e dal quale pretende amore ma soprattutto obbedienza. Sergetto si vede costretto ad assecondare il suo padre-padrone-amante, ma giura a se stesso che sarà l'ultima volta. Questo il nucleo fondamentale della storia, che vede incrociare con i destini di questi personaggi anche quelli di Bacio, lacché di Marika; Traiano, figlio - non si sa bene se naturale o adottivo - di Marika che, a un certo punto, cerca di soppiantare; Semmi, un combattente che si dopa prima di partecipare agli incontri clandestini; Rosa, la sua ex, un tempo assistente sociale adesso anche lei tossicodipendente; Nadia, una madre che non si fa problemi a vendere il figlio e Mongo, un ragazzo con un ritardo mentale ma che tutto osserva.
Ciascuna di queste vite si trova sospesa di fronte a un passo che può decretarne la morte o la resurrezione cui fa riferimento il titolo - il riscatto, una virata improvvisa per il meglio. Latodestro, novello Spartaco, desidera liberarsi dal giogo sfruttatore di Marika; a lui si allea, alla fine, Traiano, nella speranza di soppiantare il padre, il quale da non si sa quanto rimanda l'operazione per il cambio di sesso, che lo aprirebbe a una nuova vita. Anche Sergetto cerca la propria autonomia e crede di trovarla in Semmi, di cui s'innamora. Semmi a poco a poco si accorge di ricambiare e questo è un duro colpo per Rosa, che non riesce a staccarsi dal suo ex. La musica dal vivo di Matteo Colasanti accompagna e commenta il frenetico svolgersi della vicenda di questa guerra tra emarginati in cui la pugnalata alle spalle assurge quasi a quotidiana moneta di scambio e le tenerezze sono soffocate da false promesse. C'è, quasi in ogni dialogo, quasi in ogni monologo, un tacito richiamo alla filosofia dell'homo homini lupus, mentre tutt'intorno il mondo imputridisce fisicamente e spiritualmente. Soltanto il tenero amore tra Sergetto e Semmi sembra portare il tema della speranza, ma anche quello, per motivi che qui non sveleremo, viene troncato recisamente. Un barlume di speranza - incupita dalla spada di Damocle della malattia e di una autonomia fortemente voluta ma che è un territorio ancora tutto da esplorare - rimane quando infine Sergetto riesce a staccarsi dal suo patrigno-pappone.
Forse l'allestimento soffre di una lunghezza leggermente eccessiva, ma dall'insistito e inconsueto sfruttamento degli spazi della sala del Piccolo Eliseo si intuisce come lo spettacolo sia nato (o sia più adatto) per altri spazi e per una fruizione non meramente frontale. Una discrasia in gran parte superata anche grazie alla buona prova degli interpreti tutti.  
17.12.16
 
 
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