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FUORI

Teatro Tordinona, 11 dicembre 2021

Florian Metateatro Centro di Produzione Teatrale

presenta

FUORI

scritto, diretto e interpretato da Nella Tirante

Compagnia Cosa Sono le Nuvole

Aiuto regia: Gaia Benassi

Scene e costumi: Nella Tirante

Audio e luci: Ettore Bianco

Disegno luci: Roberto Zorn Bonaventura

Ufficio stampa

Flaminio Boni

flaminioboni@gmail.com

 

Testo vincitore del Premio Sipario al Concorso Autori Italiani 2020 nella sezione monologhi

Premio Tragos 2021, concorso europeo per il teatro e la drammaturgia.

Nella Tirante, autrice e attrice, torna in scena con un suo nuovo lavoro dopo il fermo obbligatorio dovuto alla pandemia.

E’ proprio da questa esperienza dolorosa di arresto forzato che nasce il testo, ma il lock down è solo il punto di avvio di un’analisi più approfondita dell’animo umano.

Il silenzio è esploso improvvisamente.

Il lock-down ha creato uno stato mentale per uscire dal quale è necessario affrontare sia il passato che il presente; è necessario avere il coraggio di uscire davvero, di andare F U O R I, fuori dalle nostre comode convinzioni e dalle convenzioni.

Fuori è uno spettacolo sul teatro, che parla di emancipazione e desiderio di libertà; una feroce riflessione di una donna, che è anche madre, compagna e attrice, su se stessa.

La scrittura è schietta, diretta, piena d’ ironia e anche di rabbia: un flusso di pensiero corpo e voce che innesta il presente sul passato tra ricordi di infanzia e il profumo della terra di origine.

Note di regia:

Il mio imprevedibile clown-donna, mescola presente e memoria rinchiusa nella sua stanza, e formula una litania destinata a ripetere non solo il suono della nostalgia, ma anche il vibrare di un’avida voglia di tornare alla vita.

Lo spettacolo è in piccola parte un tributo al lavoro dell’attore: proprio in questo momento terribile della nostra storia è grande il bisogno di parlare di ciò che è successo alla nostra categoria e del rischio di essere dimenticati.

E’ grande adesso per me, la necessità di andare in scena.

A quelle parole scritte potrò dare finalmente carne e voce.

14.12.21
 

LA BOTTEGA DEL CAFFÈ

In streaming dal Teatro Tordinona 21 Novembre 2021 

LA BOTTEGA DEL CAFFÈ

Teatro da Viaggio

di Carlo Goldoni

Regia Massimiliano Milesi

con

Antonella Antonelli

Maria Grazia Bordone

Claudio Carnevali

Christian Cavallini

Sergio Conti

Katia De Persio

Manuel Kilani

Marco Laudani

Natasha Milesi

Laura Nardi

Giovanni Prattichizzo


Adattamento  Antonella Antonelli

 Il caffè gestito da Ridolfo funge da osservatorio per il maldicente don Marzio. Sua vittima prediletta è Eugenio, giovane mercante che ha perso enormi somme nella bisca di Pandolfo giocando col falso conte Leandro, in realtà un truffatore di nome Flaminio.

Non risparmia nemmeno Vittoria, moglie di Eugenio, alla quale racconta la frottola di una relazione di suo marito con la ballerina Lisaura, corteggiata invece da Flaminio.
Quando poi Placida, moglie di Flaminio, giunge da Torino alla ricerca del marito, don Marzio la fa passare per una nota avventuriera… Finché i nodi vengono tutti al pettine. E don Marzio finirà con l’essere isolato da tutti, escluso da una società dai tanti lati oscuri.

«Il luogo della scena, che non cambia mai, merita qualche attenzione: è una piazzetta nella città di Venezia. Di fronte vi sono tre botteghe: quella in mezzo è un caffè, quella a destra è occupata da un parrucchiere e l’altra a sinistra da un biscazziere. Da una parte, vi è fra due calli, una casetta, abitata da una ballerina, dall’altra una locanda». È lo stesso autore a descriverci nei “Memoires” la scena con perfetta unità di luogo, in cui si svolge “La bottega del caffè”: una commedia corale incentrata su un microcosmo che tratteggia uno sfaccettato affresco sociale e umano su cui il maldicente don Marzio imbastisce i suoi ricami. Goldoni, sempre nei “Memoires”, definisce don Marzio “un chiacchierone maldicente, molto originale e comico, uno di quei flagelli dell’umanità che preoccupa tutti quanti, e infastidisce i frequentatori abituali del caffè”.
Con sottigliezza e fantasia, don Marzio carpisce le confidenze e i segreti dei vari personaggi, capta
notizie e le distorce a suo piacimento. Don Marzio inventa e calunnia, ma finisce con lo scoprire verità nascoste. In particolare, verso il finale è lui a rivelare al capo dei birri il luogo in cui il biscazziere Pandolfo poco prima gli ha confessato di nascondere le carte truccate, così da causarne l’arresto, salvando
dalla rovina il mercante Eugenio, imperterrito giocatore. Nelle ultime scene don Marzio è solo, al
centro del campiello, e i vari personaggi compaiono alternandosi dalle finestre e dalle porte degli edifici che si affacciano sulla piazzetta, protestando uno dopo l’altro per gli equivoci e le false dicerie, ma in realtà facendo di lui il capro espiatorio delle loro colpe e omissioni. Moderna e complessa, ricca di ironie e acutezze, la commedia unisce una sapiente scrittura drammaturgica corale all’italiano settecentesco parlato, superando la stessa caratterizzante unità d’ambiente, quella di un campiello veneziano, dalla mattina al tramonto, in uno spaccato di vita quotidiana, che mette insieme lo spazio aperto di un caffè e quello chiuso di una casa da gioco clandestina.

24.11.21
 

INSULIN IN CONCERT

 In streaming dal Teatro Tordinona 14 Novembre 2021

Next Stop Neverland

INSULIN IN CONCERT

Concerto e reading per i 100 anni dalla scoperta dell’insulina

La storia della scoperta dell’insulina in musica e parole

Con: Renato Giordano (Narratore), Gabriele Coen (Clarinetto, Sax tenore), Alessandro Gwis (Piano), Luca Buttiglieri (Voce) e con Stella Anton e Nunzia Plastino

16.11.21
 

SHIT - Il virus della verità

 In streaming dal TEATRO TORDINONA 10 novembre 2021

TANIT srl

Presenta

SHIT - Il virus della verità

di Claudio Forti

con: Leonardo Sbragia, Gaia Benassi, Pierre Bresolin, Carlotta Tommasi

Scene Francesco Fassone, costumi Claudia Leonardi

Regia Marco Mattolini

Regista assistente Gloria Pomardi

Organizzazione generale   Federico Alessi

La voce del regista è di Alberto Di Stasio

Chi ha detto che la leggerezza è l’opposto della profondità? La lettura di questo testo mi ha convinto proprio perché ha il dono di parlare di cose molto serie e gravi (come la verità, la salute mentale, la comunicazione, le paure che incombono in particolare sui giovani e ne condizionano la vita) con tono divertente ed accessibile a tutti. Non è un caso che il testo, scritto nella sua prima versione tredici anni fa, riscuota oggi un lusinghiero, quanto imprevisto, successo fra i giovani anche nella sua versione stampata (Casa editrice Caissa Italia di Bologna).

In sintonia con Claudio Forti che ne è autore, abbiamo formato una compagnia di giovani attori che debutterà proprio con la nuova versione del lavoro ambientata, per la prima volta, in una radio che racconta la diffusione globale di questo destabilizzante virus della verità che colpisce curiosamente solo i più abbienti.

Abbiamo deciso di sottolineare come la storia sia  ambientata negli Stati Uniti, espediente  che ci consente di rendere il paradosso del testo ancora maggiore a confronto col gigantismo che caratterizza quella società, a partire dalle diseguaglianze sociali (che certo non mancano anche nel nostro Paese), dalla prevaricante influenza dei media, dall’esasperazione di certi atteggiamenti narcisistici delle persone più in vista, dalla concezione del denaro come valore predominante della vita di ciascuno (la famosa contrapposizione fra vincenti e perdenti, esportata in diversa misura in tutto il mondo).

Adam e Eve, i due conduttori di questa emittente si collegano con corrispondenti ed esperti da tutto il mondo raccontando la storia di questa pandemia dal suo inizio, documentandone gli aspetti più eclatanti e annunciando alla fine che è stato trovato il vaccino in grado di debellare il virus, permettendo che ciascuno degli infetti torni alla sua abituale ipocrisia.   

Sono stato colpito anche dal confronto tra la prima versione, ambientata in uno studio televisivo che si giovava di proiezioni per far vivere i collegamenti e questa che si svolge in una radio. Questa nuova versione aggiunge alla comicità del testo anche il divertimento che viene dal fatto che la radio non si vede, si sente. Siamo solo noi i privilegiati che avranno la possibilità di vedere lo studio da cui si trasmette e le location dei vari collegamenti dal vivo o “registrati”. 

Scene e costumi dai colori vivaci, fino all’esagerazione, soluzioni tecniche semplici come i vecchi trucchi teatrali, recitazione sopra le righe che mano a mano cresce con musiche, la maggior parte delle volte, semplici stacchetti o jingle del trash pop contemporaneo; funambolica abilità degli attori che interpretano una quindicina di ruoli diversi di trasformarsi in pochi secondi, e rendersi riconoscibili oltre che con i costumi anche con la semplice postura del corpo.   Marco Mattolini

 

15.11.21
 

Il grande inquisitore

In streaming dal Dal 19 al 24 Ottobre al Teatro Tordinona

IL GRANDE INQUISITORE

Da I Fratelli Karamazov di F.M. Dostoevskij 

Con Flavio Albanese e Tony Marzolla

Drammaturgia e Regia di Marinella Anaclerio 

Organizzazione Dario Giliberti 

Comunicazione Marilù Ursi 


 …perché sei tornato? No, non rispondere! Non hai il diritto di aggiungere niente a quello che hai già detto! 

Quindici secoli fa hai messo tutto nelle nostre mani… 

In questi quindici secoli siamo riusciti con grande fatica a sconfiggere quella libertà che tu avevi regalato agli uomini  e per la quale hanno tanto sofferto. 

Ora che abbiamo conquistato il potere in Tuo nome 

quella libertà sono venuti a deporla ai nostri piedi 

chiedendoci di gestirla per loro  e ora più che mai si sono convinti di essere liberi. 

Non ti permetterò di rovinare tutto!... 

Da I Fratelli Karamazov di F.M. Dostoevskij 

Con Flavio Albanese e Tony Marzolla

Drammaturgia e Regia di Marinella Anaclerio 

Organizzazione Dario Giliberti 

Comunicazione Marilù Ursi 


 …perché sei tornato? No, non rispondere! Non hai il diritto di aggiungere niente a quello che hai già detto! 

Quindici secoli fa hai messo tutto nelle nostre mani… 

In questi quindici secoli siamo riusciti con grande fatica a sconfiggere quella libertà che tu avevi regalato agli uomini  e per la quale hanno tanto sofferto. 

Ora che abbiamo conquistato il potere in Tuo nome 

quella libertà sono venuti a deporla ai nostri piedi 

chiedendoci di gestirla per loro  e ora più che mai si sono convinti di essere liberi. 

Non ti permetterò di rovinare tutto!... 

Il racconto è una delle analisi più lucide sul rapporto fra l’essere umano e il clero di tutte le religioni. L’essere umano ha sempre avuto bisogno di un intermediario per relazionarsi al divino e su questo bisogno si fondano e si  distruggono  tutte  le “chiese”. 

La leggenda del grande inquisitore è uno dei capitoli più famosi all’interno del grande romanzo di Fedor 

Dostoevskij, I fratelli Karamazov, pubblicato in Russia nel 1880. Si tratta di un apologo, un racconto che Ivan Karamazov fa a suo fratello  Alesa Karamazov alla vigilia dell’assassinio del padre e della sua malattia mentale che lo porterà a vedere e dialogare con un originalissimo Diavolo. 

   Nella Spagna dell’inquisizione, tra i roghi degli eretici, appare un personaggio misterioso, forse proprio Gesù. La folla lo riconosce e comincia a chiedergli miracoli, lui resuscita una bambina, dona la vista ad un cieco, ma il vecchio inquisitore lo fa arrestare e portare in prigione. La sera i due si incontrano e l’inquisitore, forse in preda ad un delirio o forse no, gli spiega il motivo per cui lo metterà al rogo. Con estrema lucidità gli dice che la chiesa ha reso gli uomini felici, non lui, con la sua libertà. 

La chiesa e il clero ha completato meglio di lui la sua opera, l’uomo ha bisogno di qualcuno a cui inchinarsi, qualcuno da adorare. Gesù in definitiva ha chiesto all’uomo cose che lui, vile e pauroso, non può dare, l’uomo vuole il pane, non la libertà. 

  Dostoevskij in questo capitolo esprime la contrapposizione tra libertà e costrizione, tra fede nella vita e negazione di essa. Nella leggenda del grande inquisitore si esprime, un forte pessimismo per la condizione umana ma anche  l’esigenza di una spietata sincerità. 

  Quando Nietzsche lesse Dostoevskij, l’impressione che ne ricavò fu fortissima. Arrivò a parlare dell’autore russo come di un ‘fratello di sangue’. Come se avesse riconosciuto in lui le sue stesse ossessioni. E forse addirittura qualcosa di più: ossia un certo stile di pensiero, per cui l’idea non è mai un’astrazione, ma sempre e soltanto una realtà incarnata, realtà vivente, realtà fatta persona.
27.10.21
 

CORSIVO PER DONNA

In streaming dal Teatro Tordinona 23 ottobre 2021 

CORSIVO PER DONNA 

Scritto e diretto da Luca Milesi 
Con Luca Milesi e Maria Concetta Liotta 
Assistente alla regia Francesco Sotgiu 
dialogo semiserio sulla coppia al tempo del virus 
Una catena tragicomica di umane situazioni al limite, di quelle nate con la pandemia, il non-tempo per antonomasia, che priva le storie personali del loro cibo naturale, il rapporto con l’esterno: dove le storie di coppia in molti casi sono deflagrate perdendosi nel nulla. 
I due protagonisti, uniti sulla scena come nella vita, sopravvivono per amore misto a “tigna”. 
Nei giorni del lockdown vivono le situazioni al limite del razionale che tutti ricordiamo, fra la ricerca degli espedienti più disparati per tirarsi su di morale e la paura declinata al plurale: quella di ammalarsi, di non vedere la luce alla fine del tunnel, di non sapere più cosa dirsi. 
“Corsivo per donna” ritrae lui e lei al tempo della prima estate dell’era del virus. A prima vista il peggio sembra essere passato, ma a ben guardare e soprattutto a ben sentire, il treno contro il quale sono andate a sbattere le loro vite ha lasciato segni grottescamente evidenti.
26.10.21
 

OBLOMOV

In streaming dal Teatro Tordinona 15 ottobre 2021

Spettacolo realizzato con il contributo del NUOVO IMAIE

OBLOMOV

di Danilo Laccetti

(da Goncharov)

regia di Massimiliano Caprara

con Laura Milani Dominika Markova e i tre uomini, Patrizio CiglianoRomano Talevi Massimiliano Caprara

Sono senz’altro da segnalare le iniziative al Teatro Tordinona, dedicate all’Avanguardia teatrale. Stiamo parlando dello spettacolo “Oblomov” con la regia di Max Caprara, un attore caratterista, noto nel cinema, nella televisione e naturalmente nel teatro, che delle cosiddette Cantine Romane è almeno figlio, oltre che di Luca Ronconi e di Attilio Corsini. 

Oltre a questo, nel Teatro diretto da Ulisse Benedetti, ci saranno una serie di altre serate, incontri, dibattiti, presentazioni di libri e anche la mostra “Immagini dall’altro mondo” a cura di Andrea Mancini, dedicata all’avanguardia, con immagini inedite dovute a Piero Marsili Libelli, quello che negli anni 70 era anche un fotografo di guerra (tra l’altro de L’Espresso), un fotografo prestato appunto al teatro. 

In particolare, il giorno 9 gennaio alle ore 17, sempre al Tordinona, ci sarà un momento di riflessione su “Le maschere dell’avanguardia, Oblomov e altri”, con varie testimonianze, tra l’altro quella del prof. Andrea Mancini, docente all’Università di Siena, di Danilo Laccetti, autore della riduzione di “Oblomov”, di Max Caprara, regista dello spettacolo.

“Oblomov” del resto, rappresenta un’attenzione non banale al teatro russo di 8 e 900, tenendo ben presenti i lavori di Mejerchold e Stanislavskij, come registi, ma anche quelli di Majakovskij,, Puskin, Cechov, Dostojevskij come autori. 

Gli attori saranno chiamati elaborare, a dare una forma teatrale compiuta a quel teatro che è alla base dell’avanguardia internazionale, con un’attenzione particolare ad una serie di elementi del cinema e del teatro, pensiamo ad esempio alla serietà con cui il futurismo e il formalismo russo si avvicinarono a Chaplin, da altre parti considerato poco più di un comico da film muto, elevandolo a quella fama che lo avrebbe poi contraddistinto. Ma un’altra figura che è dietro a tutta la cultura del 900 è appunto Oblomov, si pensi che Oblomovismo, è un termine adottato anche all’interno della nostra lingua, per raccontare una particolare disposizione dell’animo, un certo comportamento.  

Chi ha assistito alle prove lo sa bene, le due donne Laura Milani Dominika Markova e i tre uomini, Patrizio CiglianoRomano Talevi Massimiliano Caprara, stanno lavorando con la guida di Caprara, anche eccezionale interprete del personaggio di Oblomov, che riesce a restituire - insieme ai suoi colleghi di scena - con una singolare attualità, quasi fossero uomini e donne di oggi, incerti, vinti dagli eventi, piccoli o grandi che essi siano, fatti di rapporti umani o di scelte più importanti, fondamentali per la vita delle persone. Oblomov si comporta sempre allo stesso modo, decide di non decidere, si lascia trasportare dalla vita che non vive. 

La riduzione del romanzo di Goncharov, dovuta a Danilo Laccetti rende in modo particolarmente efficace il senso della storia, offrendo spunti di riflessione inediti sulla figura di Oblomov. 

Lo spettacolo ha una storia che parte da lontano, anche se qui ci piace parlare dell’ultima parte, cioè dell’appoggio del Teatro Tordinona di Ulisse Benedetti, che insieme alla Conchiglia di Santiago srl e alla Nuova Imaie hanno permesso la sua realizzazione, dando al gruppo una importante possibilità espressiva 

Non c’è lavoro? Rinunciamo a cercarlo. 

 

Non c’è amore? Possiamo farne a meno. 

 

Non c’è neanche vita? È lo stesso, distendiamoci sul divano, attendiamo…

19.10.21
 

“𝗟’𝗜𝗦𝗢𝗟𝗔 𝗖𝗛𝗘 𝗖’𝗘’” (𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗱𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗶𝗻𝘀𝘂𝗹𝗶𝗻𝗮)

In streaming dal Teatro Tordinona, 24 Settembre 2021

𝗟𝗜𝗦𝗢𝗟𝗔 𝗖𝗛𝗘 𝗖𝗘’” (𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗱𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗶𝗻𝘀𝘂𝗹𝗶𝗻𝗮)

Spettacolo teatrale che racconta la storia di Banting, Best, Macleod, Collip, Clowes, August e Marie Krogh, Paulescu, Zuezler, Elisabeth Hughes, e tutti gli altri che in qualche modo sono coinvolti in quella bellissima ed unica scoperta scientifica che è stata la scoperta e la commercializzazione dell’Insulina, che ha dato una svolta alla più devastante pandemia tra le malattie croniche dell’ultimo secolo.

Lo spettacolo prevede la partecipazione di circa 30 attori con un cast misto di diabetologi, attori e musicisti.

18.10.21
 

EMI E LAURA

In streaming dal Teatro Tordinona 2 Ottobre 2021 

Rassegna Schegge d’Autore XIX edizione

EMI E LAURA

Scritto e diretto da Cristina Maria Russo

Con Anna Maria Pisanti e Alessandra Azimonti

Il tormento e l’incomprensione di una patologia che colpisce prevalentemente l’universo femminile: l’emicrania. Emi, che prende voce e sfida Laura a confrontarsi con aspetti che vanno oltre la malattia.

9.10.21
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LA FORNARINA DI PORTA SETTIMIANA

In streaming dal Teatro Tordinona 30 Settembre 2021

Rassegna Schegge d’Autore XIX edizione

LA FORNARINA DI PORTA SETTIMIANA

Testo e regia di Salvatore Scire’

Con Antonella Arduini, Adolfo Bianchi Whites, Angelo Bonetta, Debora Zingarello, Davide Santarpia, Matilde Tursi

Un incontro casuale tra una ragazza sognatrice e un imbianchino si trasporta per magia nel XVI secolo, alla corte di Agostino Chigi, ricco banchiere senese, che stava completando la sua maestosa villa sul Lungotevere, oggi conosciuta come Villa Farnesina. Tra gli artisti che lavorarono all’opera, Baldassarre Peruzzi, Sebastiano Del Piombi, Il Sodoma; e Raffaello Santi da Urbino meglio noto come Sanzio. Tra il grande e celebrato pittore e Margherita Luti, una modesta “Fornarina”, nasce una particolarissima storia d’amore…

Un omaggio a Raffaello, a Roma, alla bellezza e alla magnificenza del Rinascimento italiano.

9.10.21
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ORIELLA SALUTA TUTTI

In streaming dal Teatro Tordinona 2 Ottobre 2021 

Rassegna Schegge d’Autore XIX edizione

ORIELLA SALUTA TUTTI

Di e con Luisa Sanfilippo

“Cosa pensavano gli altri di me? E chi sono gli altri? Le persone cui è stato inconsapevolmente negato un saluto? Provano umiliazione perché pensano che io voglia negare la loro riconoscibilità o peggio, la loro identità?” Sono espressioni di Oriella che in attesa di un intervento chirurgico agli occhi, non riconosce – anche a breve distanza – le persone e i tratti somatici che le caratterizzano. La sua decisione di salutare tutti – anche gli sconosciuti – dettata dal bisogno di cordialità e calore umano, la porterà verso conseguenze fastidiose.

9.10.21
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L’ULTIMO BALLO

Teatro Tordinona 2 Ottobre 2021 - Rassegna Schegge d’Autore XIX edizione

L’ULTIMO BALLO

Di Rodolfo Andrei

Con Elena Stabile, Brunella Petrini, Valerio Riondino

Regia Ivan Cozzi

La guerra è sempre una nota stonata nella vita di ogni essere umano che malauguratamente si trova, suo malgrado, ad essere partecipe, nella vita di ognuno di noi c’è sempre qualche nota armoniosa da ricordare. La musica può aiutarci a mettere da parte, anche se solo per il tempo di qualche ballo, le brutture e le atrocità di una guerra crudele e insensata. Per una “manciata” di giovani ragazzi maremmani quest’ultima serata di festa fu anche l’ultima vissuta con allegria e spensieratezza nella loro breve vita. In guerra la prima vittima è sempre la verità e, ingannati da una di quelle infinite bugie traditrici, furono giustiziati senza pietà, solo per aver amato troppo la libertà e il loro immenso desiderio di vivere e godersi la propria gioventù.

9.10.21
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