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Bruciata….Vive!

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Una donna racconta la sua vita. Supera il pudore che viene da millenni di vissuto in un villaggio che è tutto il suo mondo, come lo è stato quello di sua madre, quello di sua nonna, senza futuro che non sia identico, ritmato dalla condizione femminile. Racconta la sua vita perché altre donne possano, anche solo, pensare ad altro dalla loro condizione di donna come jattura! Dentro ogni parola c’è dolore, rassegnazione, sottomissione, perché così è, e non potrebbe essere altrimenti in una vita dominata dal genere maschile, in un mondo dove “una pecora ha più valore di una figlia femmina”. Il mezzo usato per il racconto, lacerante per chi lo ha vissuto e lo rivive, è il medium televisivo, unico capace di raggiungere contemporaneamente, le orecchie, e le coscienze, di milioni di persone. Lo spettacolo mette in scena l’indifferenza, l’allontanamento, per mancanza di prossimità, della realtà dal mezzo stesso e dalle parole. La televisione ci ha abituati al racconto dell’orrore in diretta. Scene di guerra e di guerriglia, uccisioni e morte in diretta, corpi che sussultano negli ultimi singulti di vita e che equipariamo, mentalmente, alle morti simulate dei tanti film; “non avere paura, il sangue è pomodoro”! la realtà è diversa; il padre che piange 5 piccoli figli uccisi da una bomba intelligente è una notizia, non siamo noi, non ci è vicino, non ci appartiene, non ci sfiora e, comunque, abbiamo la possibilità, nel momento in cui la coscienza incomincia a farsi sentire, nel momento in cui iniziamo, pericolosamente, a pensare all’identificazione con quel padre, semplicemente premendo un bottone, di cambiare canale, di guardare altro. L’alibi è che “la vita è già difficile da vivere normalmente, se ci mettiamo anche la coscienza, allora…”, e la vita ci costringe a scelte continue, e spesso scegliamo la via più facile; ci lasciamo prendere dagli eventi immediati, che ci coinvolgono intimamente, determinando una scala di valori che ha come unità di misura noi stessi. Due eventi in scena, che a volte coincidono senza potere esprimere la stessa emozione, una vita ordinaria e una morte straordinaria; una libertà di scelta che è una condanna a morte contrapposta ad una libertà di scelta che è fuga dall’emozione, che è normalità, banale ma rassicurante, disimpegnata. Anche lo spettatore può scegliere se rivivere parole cariche di botte, sangue, fuoco, amore, orrore, o abbandonarsi alla normalità rassicurante della vita piatta, senza sorprese, il conto alla rovescia in attesa che si spenga la luce. Definitivamente. Ridere all’esibizione di una intimità che è la norma, rassicurante; di una intimità che non si mostra, ma proprio per questo è più intima.
5.9.14
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Popolo bue

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Villa Mercede 5 Luglio 2014 POPOLO BUE
Di Francesco Pompilio – Angelo Libri – Flaminia Chizzola
con Francesco Pompilio
Regia di Francesco Pompilio
Una storia semplice che diventa assioma di un attualità sempre più assurda.
Gli animali che vivono nella fattoria di Jones sono schiavi degli uomini, senza alcun diritto. Spinti dall’ennesimo sopruso e ispirati dal sogno del Vecchio Maggiore, si ribellano e diventano padroni, costringendo alla fuga l’uomo sfruttatore. I maiali Napoleon e Palla di Neve li guidano alla vittoria. Ma una volta al potere gli animali si accorgono che è più facile rovesciare un regime oppressore che vivere da esseri liberi.
5.9.14
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L'ultimo brindisi

5.9.14
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Duo d'autore

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‘La coreografia è quello che ci rappresenta, è il nostro linguaggio per poterci esprimere; non importa in quale direzione vada o che contaminazioni prenda, l’unico scopo che ha, è di raccontare qualcosa a delle persone, di fargli svuotare la mente in quel frangente di tempo in cui si materializza, lasciando alla fine una scia di sensazioni che ti rimangono dentro’. “Duo D’Autore” parte da questo punto, presentando “Unico Atto” ed “Equilibrio Instabile”, due pièce in cui la prima usa un linguaggio più contaminato, partendo dalla danza sino ad arrivare alla recitazione, nella seconda la danza né fa sempre da padrona, ma la carica di espressività che viene usata è fondamentale per delineare ciò che si vuole raccontare. “UNICO ATTO” Pensare, agire, creare, sperimentare, osare, porsi di fronte ai propri limiti, alle proprie debolezze o farci scudo delle nostre certezze che in qualsiasi momento possono cadere. Il lavoro di chi usa lo studio nel movimento del corpo come proprio modo di raccontare una storia, è quello di doverlo far combaciare con la mente, facendoli viaggiare sulla stessa linea, cercando di esprimere a pieno le emozioni che si vogliono far arrivare al pubblico. La particolarità di questa tipologia di ricerca è il non avere limiti, sia mentali che fisici; la fortuna di poter usufruire di ogni parte del nostro corpo creando movimenti che possono intrecciarsi con altri o di altri, impiegando anche la dimensionalità che ci avvolge; ci può far capire di quanti contesti si formano davanti ai nostri occhi, complessi di elementi della realtà in cui si trovano una o più persone che fanno nascere dal nulla una rappresentazione che ha il compito di colpire, meraviglare l'osservatore. Ed eccoci qui, in una stanza con uno specchio che ci riflette con tutti i nostri pregi ed i nostri difetti, che ci aiuta a perfezionare o a distruggere le nostre fantasie, le nostre idee, ma che ci propone sempre la parte superficiale di noi; e qui entra in gioco la nostra parte emozionale derivante dal nostro cuore, dalla nosra anima, dalla nostra voglia di esprimere un "qualcosa" che possa diventera "qualcosa d'importante", racchiuso in un UNICO ATTO. “EQUILIBRIO INSTABILE” Rumori, voci, mille parole, è quello che un giorno ho iniziato a sentire e così camminando lungo la mia “strada” ho iniziato a percepire facce, immagini e di conseguenza ne sono seguiti incontri casuali....o forse no. Ho iniziato ad avvicinarmi a una persona piuttosto che ad un'altra , per caso o forse per necessità; quella necessità inconscia di raggiungere il mio EQUILIBRIO e così mi sono reso conto che ogni persona che entrava ed usciva dal mio cammino portava con sé il suo passato, la sua storia che andava ad intersecarsi con la mia ed era capace di rassicurarmi, sconvolgermi ed alcune volte di rendermi INSTABILE. Adesso tutto mi sfreccia accanto, mi passa attraverso, mi scuote la vita ; sogni, desideri, realtà passioni e sentimenti. Tutto quello che c’è stato, c’è ancora, ma in un modo diverso, tutto stava assumendo colori diversi, forme nuove. Tutto sembra, o forse, è diverso. Ho trovato il mio equilibrio utopico, la mia instabile realtà o forse solamente un rassicurante disequilibrio. L’idea prende spunto dalla vita reale, dagli incontri che si possono creare tra le persone nel quotidiano, dalle interazioni che nascono tra di esse e dagli equilibri e disequilibri che inevitabilmente si creano. Come la vita, anche la coreografia ti propone varie strade da percorrere ed è da questo concetto che i coreografi hanno sviluppato la loro regia.
5.9.14
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Il posto delle patate

5.9.14
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I'm not a saint

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con Anna Sala Sara Gobbini Vincenzo Paladino Non siamo dei santi. Siamo esseri umani. Vittime sacrificali del destino o semplicemente delle azioni che compiamo? Siamo esseri umani affannati che corrono e si rincorrono; volano e precipitano. Siamo alla ricerca della bellezza. Crediamo in ciò che di diverso c’è all’infuori della nostra routine quotidiana. Certi che saremo esseri umani diversi. Scopriamo la verità: non è così. Cosa rimane? Rimane l’arte. Rimangono gli incontri: di donne e di uomini. Rimangono le passioni. Rimangono i tentativi di farsi strada nel mondo. Rimane la freschezza di un bicchiere d’acqua. Rimangono le parole di consolazione e di sostegno. Rimangono le canzoni struggenti. Rimane il calore luminoso di una candela. Questo è l’essere umani.. Non siamo dei santi. Non cerchiamo il paradiso in terra. Siamo esseri umani alla ricerca di piccole istantanee di umanità che saremo riusciti a strappare alla vita
5.9.14
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Viaggio InVerso

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di Rosi Giordano - Mixage da “Il Marinaio” di Fernando Pessoa e del racconto poetico “Il colore di Bianca” di Maria Enrica Prignani Interpreti Giulia Bornacin Enrico Epifani Maria Enrica Prignani Percussioni e voce Michele Albini Costumi a cura di Giulia Bornacin Luci di Michele Favorito Regia e Spazio di Rosi Giordano Spettacolarizzazione di un viaggio nella nebbia Viaggio inVerso è frutto della rivisitazione e rielaborazione di parole, pensieri e suggestioni di due testi,“Il Marinaio” di Fernando Pessoa e “Il colore di Bianca”, di Maria Enrica Prignani “Il Marinaio” di Fernando Pessoa è un'opera di particolare contenuto poetico in cui tre donne si confrontano smarrite con un passato probabilmente mai vissuto, i loro dialoghi, mentre vegliano una quarta donna defunta, appaiono come un intreccio senza fine di realtà, sogni e ricordi. Il racconto “Il colore di Bianca”, di Maria Enrica Prignani estrae dal testo di Pessoa la defunta che le tre sorelle vegliano, proponendola come rediviva, essenza del sogno e del ricordo, Bianca apre e traccia strade alle suggestioni. Vera è frutto della riscrittura testuale, cerca di razionalizzare il percorso che attraversa desiderosa di non essere conseguenza di un'idea, di un bisogno, di un sogno ma semplice realtà...Il terzo personaggio è la personificazione del marinaio del testo di Pessoa di cui raccontano le tre sorelle, il naufrago che desideroso di riprendersi i ricordi primigeni, dopo averne inventati di nuovi per non soffrire della perdita del proprio mondo, si rende conto di non essere in grado di ricordarli e sparisce... ed è allora che lo immaginiamo come Ruah, nell'intento di riproporre ancora e ancora, in un altro luogo e in uno spazio altro, il suo immaginifico racconto. Nella riscrittura viene tratteggiato come intento a cercare . Egli è vento e scopre lo spazio attraverso il movimento, una sorta di preparazione “pico-fisica” per rivivere il suo viaggio nell'immaginazione, efficace e unico antidoto alla sofferenza per la perdita del suo mondo. Tutti e tre i personaggi vivono come in un territorio invaso da nebbia, si incontrano e si confrontano, rimanendo strettamente legati alla loro identità e percezioni nonostante i diversi momenti di condivisione ...il luogo in cui vivono è un non luogo dove ognuno di loro formalizza la propria essenza attraverso la diversità dagli altri due personaggi. Sarà la concreta Vera a dare un limite al viaggio inverso nel sogno e nell'immaginazione in cui l'hanno trascinata l'inconsistenza di Bianca e la leggerezza di Ruah e utilizza proprio le parole del testo di Pessoa per concludere con ..No, non ci credo! La traccia sonora, vocale e percussiva, una sorta di quarta voce, immerge nel percorso con un contenuto asciutto ma ricco in ritmi rafforzando l'aspetto del percepire, la vogliamo immaginare come un fluido che tutto attraversa, conquista e riassetta. Lo spettacolo è andato in scena al Teatro Keiros di Roma nella stagione Teatrale 2013/2014 a Marzo.
5.9.14
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Carne 'e maciello

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Collettivo Acca Teatro, con testi e regia di Carmine Califano
5.9.14
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Trovata una sega

5.9.14
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Sono nato per volare

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Teatro Kopò 16 Marzo 2014 “SONO NATO PER VOLARE” di e con Giuseppe Arnone
 Disegno e Tecnico Luci Paolo Filipponi. Fonico Eugenia Cortese
“Da grande voglio fare il pilota…sono nato per volare”. La storia di Vincenzo Diodato, un bambino di 10 anni, siciliano che vive a Bologna e che racconta , con leggerezza, quei giorni di Natale vissuti in famiglia, abbandonandosi all’odore della arancine della nonna, alle favole raccontate dalla mamma, alla caponata.
E’ uno spettacolo pieno di ritmo e passione, dolce e carnale allo stesso tempo. Il dialetto siciliano è rapidamente comprensibile e familiare ed è probabilmente l’unico modo, così diretto, per farci sentire l’odore di quegli anni, attraverso le narici di un bambino che ha un sogno… volare… con lo stesso aereo che gli è stato regalato nel natale del 1979. .
25.3.14
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Perché non ci lasciamo giocare con la terra

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Recensione dello spettacolo su gufetto.it

 Teatro Studio Uno 4 Marzo 2014 “PERCHE' NON CI LASCIANO GIOCARE CON LA TERRA?” Omaggio a Goliarda Sapienza Liberamente tratto da “L’arte della Gioia” di Goliarda Sapienza e “La porta è aperta. Vita di Goliarda Sapienza” di Giovanna Providenti
 Regia di Alessia Barbieri Pomposelli
Adattamento di Silvia Manciati
con Viola Sartoretto, Silvia Manciati, Davide Maria Marucci, Arianna Paravani
scene e costumi di Paola Scafareo
suono Gaetano Converso
disegno luci Alessio Mastrantonio
Questa è la storia di una donna autentica. Una donna libera, capace di sfidare la vita centimetro per centimetro, cicatrice su cicatrice, una donna che ha osato affacciarsi nel proprio pozzo buio, accettando tutto di sé senza escludere nulla e arrivando così alla gioia, quella vera. Questa è la storia di Modesta. Questa è la storia di Goliarda. In scena la Goliarda scrittrice e il suo universo di personaggi. Amore e peccato, costrizioni e libertà, storie familiari e universali, convenzioni da abbattere, errori da compiere, verità da scoprire, in un dramma intenso, irriverente, contraddittorio, autentico.
14.3.14
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Bellissima

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Teatro Tordinona 23 Gennaio 2014 G.D.O.
presenta BELLISSIMA – OMAGGIO AD ANNA MAGNANI
Scritto, diretto ed interpretato da Simona Lacapruccia
30.1.14
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Rinascita

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Teatro Greco 22 Ottobre 2013 COMPAGNIA MINE DANZANTI PRESENTA “RI-NASCITA (DALLA CIVILTÀ CLOROFORMIZZATA)”
Coreografie Laura Di Biagio
Assistente alle coreografie Giulia Fabrocile
Danzatori Paolo Cives, Laura Di Biagio, Giulia Fabrocile, Fabrizia Scaccia
Musiche Rob Dougan, Blue Man Group, The Beatles
Rielaborazioni musicali Marco Di Biagio
Video Steve Cutts
RI-CI-CLO ha ottenuto il patrocinio dell’AMA
RI-CI-CLO è uno spettacolo di danza che vuole far riflettere sulla nostra attuale situazione (economica, lavorativa, politica, artistica, emotiva…) e prospettare all’essere umano un futuro più ottimistico.
L’idea prende spunto dalla spazzatura, come unico risultato tangibile della nostra società. Vuole promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti e il valore degli oggetti riciclati.
Se dai rifiuti possono rinascere nuove forme, anche l’uomo può differenziarsi e rinascere.
30.10.13
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Diario Insentimentale

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Teatro Studio Uno 12 Giugno 2013 “DIARIO INSENTIMENTALE” di N. Gender. Voce AMBRA QUARANTA. Movimento scenico CHIARA GAMBERINI, suoni GIUSEPPE RAFFAELE, luci MARIA MUCCI. Il cinismo estetico/erotico si contrappone a pagine di una contraria e sfrenata passione sentimentalistica, una educazione al sentimento impossibile a realizzarsi se non nella scrittura. Le passioni carnali sempre eccessive; è il troppo vivere, il troppo desiderare, il troppo morirsi. Un testo violento e struggente, ora porno post modernista, ora epistolare ottocentesco. Elenchi, incontri, consumi sessuali di una società dove anche il corpo è merce scaduta. Ma anche un frasario amoroso pieno di poesia. Il protagonista vive in parallelo tra la sessualità senza pensiero, l'ingordigia per la carne e la sensualità romantica dove il pensiero è tutto. Una vita sospesa continuamente tra sesso e amore. Un reading teatrale dove la parola fredda e distante diventa partecipata, sentita, per poi vomitare tutta l’emozione trattenuta.
28.6.13
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Il coraggio fa 90!

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Sugar Club Theatre 1 Giugno 2013 Roma "IL CORAGGIO FA 90!" di e con Giuseppe Arnone regia Claudio Zarlocchi. Tanta Sicilia, tanta Italia 90 e tanta "FAMIGGHIA".
22.6.13
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Adamo & Eva



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Teatro Studio Uno dal 7 al 19 maggio 2013 “ADAMO & EVA” scritto e diretto da Laura Rovetti, spettacolo è liberamente ispirato a Il diario di Adamo ed Eva di Mark Twain con Leonardo Maddalena E Anna Terio. Costumi: Virginia Gentili. Luci: Massimo Polo Lo spettacolo è liberamente ispirato a Il diario di Adamo ed Eva di Mark Twain, composto nei primi del ‘900. E’ il racconto dell’uomo e della donna, di tutto le loro differenze e diversità, ne narra i cliché, gli stereotipi ma anche le piccole verità senza mai riuscire però a svelare il mistero assoluto dell’attrazione tra i sessi. Adamo &Eva ci racconta di un Eden perduto che Adamo ed Eva lasciano per trovare qualcosa di più, ma cos’è questo qualcosa? Cosa trova chi riesce a condividere la propria vita insieme a un altro? Cosa acquista chi, pur perdendosi, riesce sempre a ritrovarsi? E soprattutto cosa lascia di se? Attraverso questa favola dai toni leggeri e delicati, Adamo ed Eva si incontrano e scontrano, si conoscono, imparano ad accettarsi e scoprono finalmente di amarsi… amarsi per tutta la vita.
15.5.13
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