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Il Giornale dell'ultima infermità

Salone del Commendatore 6 Aprile 2018
IL GIORNALE DELL'ULTIMA INFERMITÀ DELLA S.M. PAPA INNOCENZO XI
di e con Renato Giordano
musiche
Vito Ranucci
Maria Elena Pepi
Mauro Tedesco
Rocco Federico Castellani
danzatori
Gennaro Siciliano
Tiziana Cardella
16.4.18
 

Benji

Teatro Tordinona 7 Aprile 2018
BENJI
Regia di Giorgia Filanti
con Paolo Camilli
Costumi: Carlo De Marino
Light Designer: Marco Di Campli
Sound Designer: Andrea Giulianelli
Aiuto regia: Sara Imperatore
Foto locandina: Elisabetta Nottola

Benji è la storia surreale di una persona "un po' strana" che, per sopravvivere alla mancanza di amore, crea un'amica immaginaria, violenta, ribelle, provocatoria, vitale.
La vicenda che prenderà forma in carne ed ossa sul palcoscenico presenterà per l'appunto Benji, un personaggio particolare che si confronta con sé e con la società e la cui relazione, la fame di affetti e la sete d'amore, lo rendono "misero" nell'animo; e per sopperire a queste carenze fa ricorso all'immaginazione. Benji ha una sensibilità acuta, spiccata e questa non viene affatto sottovalutata, ma esaltata! E in scena si tenta di spiegare il disagio psichico che il protagonista vive, trasformandolo in un match di pugilato metaforico tra sé e il suo alter-ego. Perché Benji non vuole gettare la spugna, ma cerca di reagire. E per riequilibrare questa bilancia-sbilanciata e destabilizzante, nate dal desiderio di affettività che si scontra frontalmente con l'aridità umana di chi lo circonda, il personaggio in scena cammina sul filo dell'immaginazione, proiettando nella sua vita un'amica che però risulta violenta e ribelle. Ed è qui che è racchiusa la chiave dello spettacolo: una serratura inceppata, che si cerca di forzare attraverso diversi tentativi creativi per aprire la porta sul mondo.
Chi è Benji secondo la regista?
Benji rappresenta il tema del disagio psichico che sfocia nel suo alter-ego violento.
E la regista che non condanna questo malessere che attanaglia il protagonista , impossessandosi dello stesso, decide di mostrarlo per ciò che è, con una sua identità.
Spiegando inoltre che scavando nel pozzo delle personalità umane si può tirare fuori la creatività e l'immaginazione come opzione di salvezza per l'uomo, per schiaffeggiare e risvegliare la società zombie. E anche la rabbia che generalmente non è comunemente approvata, ha in questa storia una sua peculiarità, che i “lettori” più attenti, percepiranno come una richiesta d'amore.
16.4.18
 

Il ritorno a casa

Teatro Tordinona 30 Marzo 2018
IL RITORNO A CASA
di Harold Pinter
con la traduzione di Alessandra Serra e la regia di Carlo Lizzani
con (in o.a.) Vittorio Caffè/Sam, Mario Ive/Max, Carlo Lizzani/Teddy, Valerio Ribeca/Joey, Marco Sicari/Lenny, Debora Troiani/Ruth
– movimenti coreografici Cristina Pensiero
– disegno luci Valerio Camelin
– costumi Ludovica Rosenfeld
– illustrazione Alberto Ruggieri e produzione Attori & Tecnici
La storia è semplice: c'è una famiglia. Come se fossero Orchi, tutti maschi. E la loro casa è come se fosse una tana. C'è il vecchio Orco, il capostipite. E poi i suoi due figli. Poi ce ne sarebbe un altro, quello nato per primo che tanto tempo fa, senza dire niente, se ne andò in America. Ora ritorna nella tana. Ritorna con la giovane moglie. Il branco fiuta la giovane ragazza, lei fiuta il branco, sempre più dappresso. Storia realistica e metafisica al tempo stesso. Tutto qua. Ah no, c'è un'altra cosa: il branco parla, secerne parole. Le parole sembra servino a comunicare. In realtà sono armi per conquistare il potere. Non per niente trattasi di Pinter!
10.4.18
 

Else

Teatro Biblioteca Quarticciolo 25 marzo 2018
ELSE
liberamente ispirato all’opera di Arthur Schnitzler La signorina Else sulla base della traduzione di Giuseppe Farese
di Nunzia Antonino e Carlo Bruni
con Nunzia Antonino
impianto scenico e regia Carlo Bruni
assistente alla regia Olga Mascolo | ricerca musicale Sergio Antonino | costumi Atelier 1900 | direzione tecnica Filippo Losacco | allestimento Sebastiano Cascione, Michelangelo Volpe | struttura Michele Barile | elementi di arredo MISIA | amministrazione Isa Pellegrino | foto di scena Patrizia Ricco
si ringraziano per la complicità Michelangelo Campanale, Pino Loconsole, Saverio Massari, Maria Pascale, Katia Scarimbolo una produzione La luna nel letto / Tra il dire e il fare con il sostegno di Teatro Rossini di Gioia del Colle | sistemaGaribaldi – Linea d’Onda in collaborazione con Fondazione Popolare contro l’Usura

Fondata sulla novella di Arthur Schnitzler, scritta come monologo interiore nel 1924 sotto le stesse influenze che avrebbero dato corpo alla psicanalisi di Freud, si è partiti dall’adolescente in vacanza e dal suo dramma alimentato da un debito del padre nei confronti di un laido signor Dorsday. Debito che lei è invitata a estinguere con “strumenti” ritenuti ormai comuni, perciò lontanissimi dal produrre scandalo, ma ancora oggi “perfettamente” in grado di alimentare le tragiche conseguenze svolte dal racconto.
La direzione di Antonino/Bruni è condizionata dall’anagrafe: Else non è la diciannovenne dell’originale, piuttosto lo è stata. Rimasta impigliata nella lettera che scatenò il dramma, è alle prese con lo stesso Veronal di allora: medicinale ormai però fuori moda; veleno inadeguato al ruolo e dunque anche inutile a domare il reiterato dolore.
Questa Else vive in un mondo sordo, immerso in una crisi culturale non dissimile da quella che ispirò Schnitzler: fonte di ossessioni, nel migliore dei casi in grado di condurre alla follia.
10.4.18
 

Rifrazioni

Teatro Argentina - Sala Squarzina 10 aprile 2018
presentazione del libro di ELIO PECORA
RIFRAZIONI
conversa con l’autore PAOLO DI PAOLO
leggono MARIA LETIZIA GORGA e NUCCIO SIANO
eseguono musiche PIERFRANCESCO AMBROGIO e SALVATORE ZAMPATARO

presentazione del libro ‘Rifrazioni’, il ventesimo libro di poesia di Elio Pecora ed è come un vasto poema cresciuto su se stesso assorbendo pensieri e figure, momenti di riflessione e frammenti di memoria.
Ne parla con l’autore Paolo di Paolo, che già tenne con Elio Pecora una serie di conversazioni pubblicate nel 2008 da Empiria.
Elio Pecora vive a Roma dal 1966. Ha pubblicato libri di poesia, di prosa, di saggistica, testi teatrali, poesie per l’infanzia. Ha curato antologie di poesia italiana contemporanea e raccolte di fiabe popolari. Ha collaborato a lungo per la critica letteraria a quotidiani, settimanali, riviste e ai programmi culturali della Rai. Dirige la rivista internazionale ‘Poeti e Poesia’. Sta curando una serie di incontri con i maggiori poeti italiani in programma al Teatro di Villa Torlonia.
4.4.18
 

Orphans

Teatro Eliseo 20 marzo 2018
ORPHANS
di Dennis Kelly
traduzione di Gianmaria Cervo e Francesco Salerno
regia di Tommaso Pitta
un progetto di Monica Nappo
scene e costumi Barbara Bessi
con Monica Nappo, Paolo Mazzarelli e Lino Musella
luci Mauro Marasà
coproduzione Marche Teatro – Teatro dell’Elfo
Un grande noir firmato Dennis Kelly, uno dei drammaturghi contemporanei più rappresentati.
In una tranquilla serata Helen e suo marito Danny stanno per iniziare una cena a lume di candela. Inaspettatamente irrompe nella loro casa Liam, fratello di Helen, coperto di sangue e in stato di shock, affermando di aver trovato sulla strada un ragazzo ferito e di averlo soccorso. Ma il resoconto di Liam sull’accaduto, sotto le insistenti domande di Helen e Danny, comincia a cambiare. In un crescendo di tensioni si fa avanti il sospetto che le cose non siano effettivamente andate come Liam le ha descritte la prima volta.
28.3.18
 

Lingua matrigna

TEATRO ARGOT STUDIO 24 MARZO 2018
COMPAGNIA DEL SOLE presenta
LINGUA MATRIGNA
tratto da “L’analfabeta” di Agota Kristof
progetto e regia Marinella Anaclerio
con Patrizia Labianca
organizzazione Tiziana Laurenza
comunicazione Antonella Carone e Daniele Pratolini
foto Patrizia Memeo
“...sono tornata analfabeta. Io che leggevo già a quattro anni... All’età di ventisette anni mi iscrivo ai corsi estivi dell’Università di Neuchàtel, per imparare a leggere”.
Agota Kristof
È notte, Agota è sola nella sua casa con un registratore e, come Krapp o come un medico legale durante un’autopsia, passa a setaccio la sua vita… o meglio la misura… nelle sue perdite e nelle sue conquiste. Assistiamo al suo tirar le somme sulla sua vita, la vita di una profuga che mai è riuscita a smettere di pensare di essere fuori luogo, fuori dal suo luogo.
Agota Kristof, una tra le più importanti ed amate scrittrici di lingua francese è nata in Ungheria nel 1935. Il padre è un insegnante, l’unico insegnante del suo piccolo paese. A 14 anni entra in collegio. Nel 1956 lascia clandestinamente l’Ungheria, costretta ad abbandonare la sua terra natale insieme al marito e figlia neonata, quando l’Armata rossa interviene in Ungheria per sedare le rivolte popolari. Nella fuga porta con sé solo due borse: una di pannolini e biberon e l’altra per i suoi vocabolari. Con la perdita della Madre Patria, si diventa orfani della Madre Lingua. “Come spiegargli, senza offenderlo, e con le poche parole che so di francese, che il suo bel paese non è altro che un Deserto, per noi rifugiati, un deserto che dobbiamo attraversare per giungere a quella che chiamiamo “integrazione”, “assimilazione”?
28.3.18
 

Theatrum Mundi Show

Teatro India, 21 marzo 2018
Theatrum Mundi Show
(…commodius vicius of recirculation..)
ideazione, selezione testi e regia Pippo Di Marca
con Pippo Di Marca, Anna Paola Vellaccio
Gianni De Feo, Fabio Pasquini
scene Luisa Taravella
visioni Salvatore Insana
sound Globster
luci Renato Barattucci
cura Giulia Basel
produzione Florian Metateatro
Theatrum Mundi Show è una lettura del mondo attraverso il teatro e la poesia. Una summa della parola poetica occidentale, da Cavalcanti ai giorni nostri, declinata e rivista alla luce delle pratiche e delle esperienze di letteratura e vita con cui Pippo Di Marca si è nutrito, nel tentativo di elaborare una risposta alla complessità di un theatrum mundi che ci sfugge e ci sollecita, tra passato e presente. “Lavoro su Joyce e sul Finnegans Wake dal 1981, da Violer d’Amoeres – spiega l’autore – dal Finnegans ora riparto, da questo sterminato poema dove la parola prova a rappresentare e reinventare tutte le lingue della storia d’occidente”. Uno spettacolo che si rivela un flusso di coscienza poetico lungo sette secoli in forma di viaggio-odissea cui partecipano, oltre Joyce, altri quaranta nocchieri, e poeti guest star (uno per ogni replica), la cui navigazione via via si trasforma in un caleidoscopico show per i più svariati porti.
25.3.18
 

Il primo bacio 2018


Teatro Tordinona 18 Marzo 2018
IL PRIMO BACIO
di Renato Giordano
Regia Renato Giordano
in collaborazione con Rossella Izzo
Con
Sonia Proietti, Lorenzo Esposito, Francesca Annichiarico, Erika Marconi, Giorgio Montaldo, Mauro Grasso, Giuditta Niccoli, Rebecca Monacelli, Fabrizio Maria Barbuto, Alessia Debaldi, Antoinette Podlesnaya, Alessandro Conte, Denise Buresta, Maria Antonietta Monacelli, Cristina Alby, Caterina Siano, Alessia Lamberti, Valentina Capuano, Mario D’Agostino, Camilla Parigi, Tamara Ta’any, Edoardo Senatori, Matteo Chitarrini, Raffaella Filosa, Lucrezia Marzo, Matteo Bompiani, Federico Campaiola, Luca Baldini, Angela Etiope, Tiziano Colabucci, Matteo Palmiero.
25.3.18
 

Cenere. Corale per le tabacchine

Teatro Centrale Preneste 10 Marzo 2018
Associazione "SALENTO: CHE FARE?"
presenta
"CENERE. CORALE PER LE TABACCHINE"
di e con: Marco Chiffi, Caterina Cosmai, Angela Elia, Beppe Fusillo, Maria Grazia Gioffrè, Leila Polimeno, Luigi Pontrelli, Antonella Sabetta, Irene Scardia, Carmen Tarantino
con la collaborazione artistica di Fabrizio Saccomanno
Un racconto corale nato da un laboratorio di scrittura e narrazione teatrale diretto dall’attore e pedagogo teatrale Fabrizio Saccomanno.
In scena voci e ombre di uomini e donne, tessere di un puzzle che si aggregano, una dopo l’altra, per restituire le vicende di lavoro e di vita delle operaie tabacchine del Salento.
Partendo dalla ricerca e dalla raccolta di testimonianze scritte e orali, vengono raccontate le dure condizioni lavorative, le lotte e in particolare lo sciopero generale tenuto per 28 giorni, tra gennaio e febbraio, nel 1961 a Tiggiano, un piccolo centro del Sud Salento, contro i licenziamenti e la chiusura del Magazzino, la locale fabbrica di tabacco. Tra le fonti utilizzate, un libro di Giovanni De Francesco, figlio di Vincenzo, tiggianese e sostenitore della battaglia delle tabacchine, per la conquista di migliori condizioni di vita e per l’emancipazione sociale delle lavoratrici. La lotta delle tabacchine di Tiggiano, che vide la mobilitazione dell’intera popolazione a sostegno delle 250 operaie, rappresentò un importante avvenimento storico, senza precedenti nella storia del paese.
Una storia di cui si riappropria il territorio in cui si è svolta, ma che appartiene a una storia più grande, e non conclusa, della lotta per i diritti e l’uguaglianza sociale delle donne e degli uomini di ogni epoca e provenienza.
16.3.18
 

Il Disincanto di Dulcinea

Il Disincanto di Dulcinea
16.3.18
 

Lontano nel tempo

Teatro Tordinona 4 Marzo 2018
LONTANO NEL TEMPO
(Tenco, quella sera a Sanremo)
di Renato Giordano

Commedia sulla Storia di Luigi Tenco e sul Festival di Sanremo 1967, sulle canzoni di quell’ Edizione , tutte suonate dal vivo, con una nuova votazione.
Un recital con musiche.

Il 26 Gennaio 1967 Luigi Tenco viene trovato morto nella stanza 219 dell’Hotel Savoy di Sanremo. Ufficialmente si tratta di suicidio: ed un biglietto trovato lì spiega anche il perché. E’ una protesta contro la demenzialità della canzonetta italiana (“Io tu e le rose” di Orietta Berti scelta dalle giurie) e nel contempo un’accusa alla lobbies dei discografici (“La Rivoluzione” ripescata al posto di “Ciao amore ciao”). Da quel giorno nasce un mito, direi il nostro unico mito “Rock” ma paragonabile alle morti premature e violente di Jim Morrison, John Lennon, Jimi Hendrix per citarne solo alcuni e per restare nel campo musicale. “Chi muore giovane è caro agli Dei” si dice.
Certo è che una vita spezzata anzitempo in qualche modo può diventare un viatico verso una fama “immortale”.
Prima ho scritto “ufficialmente si tratta di suicidio”, perché in realtà, come è ormai discusso da anni , è probabile si tratti di omicidio.
Un suo (e mio) caro amico, P. D. , mi parlò tanti anni fa con convinzione di questa ipotesi e per molto tempo ho continuato a ripensarci e documentarmi senza però riuscire a capire chi e perché. Nel trentennale della sua morte scrissi la commedia “Lontano nel Tempo” che da un lato porta delle ipotesi, alcune allora nuovissime, sulla sua misteriosa fine, e da un altro racconta quello a cui tenevo di più: descrivere quello stato d’animo che si ha quando si sente fortemente qualcosa alla quale però non si riesce a dare una spiegazione razionale. Ma forse il problema è uno solo: il non sapere, il non riuscire a dire Addio!.
25 anni fa nell’andare in scena tagliai alcune parti vista la forte pressione mediatica sull’evento. Oggi che quasi tutte le mie supposizioni si sono dimostrate vere le ho inserite nella versione definitiva, con tutte le rivelazioni sul Caso.

LA PERFORMANCE-SPETTACOLO si divide in due parti.
Nella prima parte viene proposta la commedia di Renato Giordano “Lontano nel tempo” un Teatro Cronaca anche con video e filmati d’epoca. Nella commedia la storia degli ultimi Giorni di vita di Luigi Tenco al Festival di Sanremo vengono ricostruiti. Nella prima edizione teatrale (del 1995) dove dopo una serie di rivelazioni di Giordano , che ormai sono diventate negli anni di pubblico dominio, viste le tensioni e le posizioni prese da vari personaggi, non furono tratte delle conclusioni definitive (anche il fratello di Tenco , pur in accordo, all’ultimo momento chiese a Giordano di non esprimere il giudizio finale sull’omicidio) . Nella versione attuale si ipotizza anche l’identità del responsabile della morte di Tenco.

Il pubblico compilerà delle schede di votazione sulle canzoni in gara nell’edizione 1967, rifacendo la votazione che fu falsata dalle giurie di quel Festival. E nella parte finale la BAND (con tutto il pubblico) reinterpreterà interamente i Primi tre classificati di questa nuova VOTAZIONE.

UNO SPETTACOLO DI GIALLO- VERITA’ CON
MUSICA DAL VIVO E CON la PARTECIPAZIONE DEL PUBBLICO:
Una serata al Festival di Sanremo.
(Lontano nel Tempo) di e regia di Renato Giordano.
Con RENATO GIORDANO, Roberto Posse, Livia Cascarano.
Musica dal Vivo suonata dal Gruppo : JAZZ TRIO.
Alessandro Gwis (piano) , Luca Perozzi (basso), Marco Rovinelli (batteria).

Scene di Tommaso Bordone, produzione Beat 72.
9.3.18
 
 
Support : MarXoB
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