Cala 'a saudage - (09/05/14)


CANALE:

Teatro Belli 17 e 18 Giugno 2011 "Cala 'a saudage" spettacolo inserito nella rassegna 'Garofano verde - scenari di teatro omosessuale'. Drammaturgia e regia di Giuseppe L. Bonifati. Con Luigi Tabita, Giuseppe L. bonifati, alla fisarmonica Francesca Palombo. Un triangolo. O meglio, i vertici di un triangolo: A B C. Anna, Beatrice e Costanzo, i protagonisti di questa storia. Questo è però un triangolo imperfetto, poichè converge in un punto quasi a schiacciarlo. Un menage o una convivenza non proprio così felice. Siamo al principio degli anni '90 o fine degli anni '80. In una città  di provincia, una qualsiasi provincia del Sud. Anna e Beatrice sono due travestiti che sognano da sempre di partire per il Brasile in cerca di samba e di fortuna. Il Brasile è inteso da loro come l'America, come salvezza e riscatto da una terra amara, che produce luoghi comuni e chiacchiere di paese sugli omosessuali. Sono legati da una grande amicizia, nata tra i banchi di scuola. Anche la loro omosessualità  è nata in simbiosi, come 'anima nuova', che si è piantata nella carne come 'una bandiera che si pianta in un territorio esplorato da poco'. Costanzo è il loro coinquilino, operaio originario di Rio De Janeiro. Egli è posto all'apice del triangolo. In nome di una passione sconosciuta e senza nome. E attorno a Lui ruota il caso:  stato licenziato dalla fabbrica per la sua diversità. Ultimamente non parla, si è chiuso in un mondo di ragioni e non. Ma la sua macchia oramai è venuta a galla in tutto il paese. Beatrice ed Anna non riescono a smuoverlo. Decidono così di ingegnare uno scherzo sperando che Costanzo esca fuori dal mutismo. Uno scherzo che si rivelerà (femme) fatale...

Teatro Belli 17 e 18 Giugno 2011 "Cala 'a saudage" spettacolo inserito nella rassegna 'Garofano verde - scenari di teatro omosessuale'. Drammaturgia e regia di Giuseppe L. Bonifati. Con Luigi Tabita, Giuseppe L. bonifati, alla fisarmonica Francesca Palombo. Un triangolo. O meglio, i vertici di un triangolo: A B C. Anna, Beatrice e Costanzo, i protagonisti di questa storia. Questo è però un triangolo imperfetto, poichè converge in un punto quasi a schiacciarlo. Un menage o una convivenza non proprio così felice. Siamo al principio degli anni '90 o fine degli anni '80. In una città  di provincia, una qualsiasi provincia del Sud. Anna e Beatrice sono due travestiti che sognano da sempre di partire per il Brasile in cerca di samba e di fortuna. Il Brasile è inteso da loro come l'America, come salvezza e riscatto da una terra amara, che produce luoghi comuni e chiacchiere di paese sugli omosessuali. Sono legati da una grande amicizia, nata tra i banchi di scuola. Anche la loro omosessualità  è nata in simbiosi, come 'anima nuova', che si è piantata nella carne come 'una bandiera che si pianta in un territorio esplorato da poco'. Costanzo è il loro coinquilino, operaio originario di Rio De Janeiro. Egli è posto all'apice del triangolo. In nome di una passione sconosciuta e senza nome. E attorno a Lui ruota il caso:  stato licenziato dalla fabbrica per la sua diversità. Ultimamente non parla, si è chiuso in un mondo di ragioni e non. Ma la sua macchia oramai è venuta a galla in tutto il paese. Beatrice ed Anna non riescono a smuoverlo. Decidono così di ingegnare uno scherzo sperando che Costanzo esca fuori dal mutismo. Uno scherzo che si rivelerà (femme) fatale...
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